Cronaca

Covid a Casalmaggiore e frazioni, il resoconto del sindaco Filippo Bongiovanni

l'aspetto negativo è il numero dei morti mensili. Dalla tabella aggiornata anche novembre 2020, con 21 decessi, è stato un mese da record rispetto agli anni passati

Tabella decessi

CASALMAGGIORE – Il bollettino di novembre parla chiaro. Non siamo di fronte ai numeri della prima ondata, ma neppure di fronte ad una situazione che fa restare tranquilli. A fare il resoconto mensile il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni.

“Nel mese di Novembre il COVID si è diffuso moltissimo a Casalmaggiore come nel resto della Lombardia, cosa che ha portato poi  sostanzialmente alla decisione governativa di mettere in zona rossa la Regione e che solo da pochi giorni è passata in zona arancione. Sono 220 i casi accertati dal primo novembre ad oggi. Con una media di 7 positivi giornalieri.

Il totale da inizio pandemia è dunque di 613 casi. Attualmente i positivi sono 168. 413 sono guariti o dismessi da ATS. Moltissimi i cluster familiari scoperti, dove mogli o mariti con figli e parenti stretti vengono testati tutti e rinvenuti positivi. In sostanza sui 168 casi oggi attivi, 87 sono da contatto con familiare convivente o stretto.

Le frazioni più colpite rispetto alla prima ondata sono Casalbellotto e Quattrocase. Mentre rimangono senza casi Valle e Camminata. Negli ultimi giorni anche a Vicomoscano sono molto aumentati i casi.

La buona notizia è che solo il 40% è sintomatico e oggi solo 6 persone sono ricoverate in ospedale su 168 che hanno il Covid ossia il 3,5%.

Abbiamo avuto un deceduto di Covid nel mese di novembre. Per un totale di 32 decessi da inizio pandemia.

Il numero dei tamponi, la capacità di tracciamento, la possibilità dei tamponi rapidi cui hanno aderito centri medici del territorio migliora decisamente la possibilità di cura e intervento precoce.

Tuttavia l’aspetto negativo è il numero dei morti mensili. Dalla tabella aggiornata anche novembre 2020, con 21 decessi, è stato un mese da record rispetto agli anni passati. Non sono le cifre spaventose di marzo e aprile 2020, ma sicuramente segnali che per cause più o meno dirette dal Covid la mortalità sta aumentando in questo periodo di seconda ondata”.

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