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Raddoppio ferroviario,
il progetto presentato ai
sindaci (e le loro perplessità)

Detto questo, e detto che i comuni si batteranno sul tema anche oltre il 20 dicembre, i lavori dovrebbero partire nella primavera 2021 e durare fino al 2025: il secondo binario sarà spostato di 24 metri rispetto al primo, i treni passeggeri passeranno da 46 al 67 al giorno, quelli merci da 18 a 23.

La buona notizia è che il raddoppio ferroviario della Mantova-Cremona-Milano porterà, nel tratto di 34 km da Mantova a Piadena Drizzona, non soltanto un binario in più, ma anche l’elettrificazione della linea e la cancellazione di tutti i passaggi a livello presenti. La cattiva è che servirà un coordinamento che sin qui è mancato per convincere RFI e Italfer a recepire le esigenze dei territori, che non sono capricci o considerazioni meramente estetiche, bensì necessità di non isolare comuni o frazioni proprio con l’eliminazione dei passaggi a livello.

Insomma, occorre guardare bene dentro il miglioramento ed è quello che i sindaci dei comuni interessati, a cavallo tra il cremonese e il mantovano, intendono fare, “ma se non altro è un primo incontro, per quanto virtuale, dopo la nostra prima richiesta risalente a maggio 2019”. Martedì l’incontro in videoconferenza – alla presenza, oltre che di RFI, anche di Regione, Province di Cremona e di Mantova e Arpa – era legato alla Valutazione di Impatto Ambientale. Per questo RFI ha precisato che ci sarà molta attenzione a non snaturare il territorio, con forte sensibilità in merito al materiale di risulta utilizzato per i lavori e alla piantumazione di alberi che ben si sposino al paesaggio attuale.

Fino al 20 dicembre gli enti interessati potranno presentare le proprie osservazioni e, a tal proposito, l’impressione è che si andrà oltre la semplice valutazione ambientale. Perché già martedì, pur andando in parte fuori tema, sono emersi suggerimenti: l’esigenza, ad esempio, di non tagliare fuori la frazione di Romprezzagno, a Tornata; quella di non creare un sovrappasso a Bozzolo che metta in difficoltà l’utenza debole che magari ha necessità di spostarsi al vicino supermercato senza passare dalla tangenziale o dalla ex statale Padana Inferiore; quella di non mettere in crisi le zone industriali e di considerare ciclisti e pedoni, quest’ultima prospettiva legata in particolare a Piadena Drizzona e al passaggio a livello di via San Lorenzo; più in generale la necessità di orchestrare tre maxi progetti (raddoppio ferroviario, autostrada e pure il Tibre ferroviario, che arriverebbe fino a Piadena Drizzona), evitando un caos viabilistico e infrastrutturale.

Detto questo, e detto che i comuni si batteranno sul tema anche oltre il 20 dicembre, i lavori dovrebbero partire nella primavera 2021 e durare fino al 2025: il secondo binario sarà spostato di 24 metri rispetto al primo, i treni passeggeri passeranno da 46 al 67 al giorno, quelli merci da 18 a 23. Uno degli interventi più importanti sarà la costruzione ex novo del ponte sull’Oglio ferroviario Bozzolo-Marcaria: prima sarà demolito l’esistente, poi in sei mesi (tempo record per una struttura a quattro campate) sarà edificato quello nuovo. Rassicurazioni sono infine giunte in merito alla Cima, l’azienda di riparazione ferroviaria con sede a Bozzolo, che con la chiusura della linea per tre anni rischia di avere poche commesse.

Giovanni Gardani

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