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ATS, il tampone che manca
e il datore di lavoro: una circolare
sulla quarantena da cambiare

Un problema non di poco conto perché non solo il lavoratore deve dunque pagarsi il tampone a proprie spese (“80 euro per la salute si possono anche spendere” spiega il cittadino casalese), ma se risulta ancora positivo per lui riparte la trafila e dunque una nuova quarantena, aggiungendo al danno economico la beffa.

Il conflitto dialettico sembrava inizialmente essere tra un pensionato, positivo al Coronavirus, e l’ATS Val Padana, che non consentiva di avere un tampone negativo, se non a pagamento, allo stesso, di fatto consentendogli di tornare alla vita di tutti i giorni semplicemente dopo avere trascorso un periodo di 21 giorni senza sintomi. In realtà, come già avevamo spiegato, il problema è legato al protocollo e a quanto prevede la circolare ministeriale che in questa seconda ondata, rispetto alla prima primaverile, ha un po’ allentato le maglie della quarantena. Per essere “liberi”, cioè, non serve più il doppio tampone negativo come a marzo-aprile, ma basta un periodo, appunto, senza sintomi, di tre settimane. A quel punto Ats Val Padana certifica la guarigione.

Attenzione però, perché una segnalazione giunta da un cittadino di Casalmaggiore, che rammenta la propria situazione di positività al virus ormai da 34 giorni, per quanto senza sintomi, evidenzia un altro “corno” del problema, quello legato al lavoro. Quando infatti si ha a che fare con una persona che lavora, può accadere che il datore di lavoro non si fidi a fare rientrare il dipendente se questi non è sicuro di essere negativo. Una certezza che soltanto il tampone può naturalmente dare. Ma nel caso del cittadino casalese, il suo tampone è ancora positivo dopo 34 giorni, ben oltre le tre settimane fissate prima del “liberi tutti” da Ats Val Padana.

Un problema non di poco conto, perché non solo il lavoratore deve pagarsi il tampone a proprie spese (“80 euro per la salute si possono anche spendere” spiega il cittadino casalese), ma se risulta ancora positivo per lui riparte la trafila e dunque una nuova quarantena, aggiungendo al danno economico la beffa. Non sarà forse il caso di rivedere la famosa circolare, ripristinando almeno un tampone negativo (non a pagamento) per ritenere davvero chiuso il caso?

Giovanni Gardani

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