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Scuole e didattica a distanza:
36mila euro all'Istituto
Marconi dal Gal Terre del Po

La didattica a distanza non si esaurisce nell’uso di una piattaforma di istituto (per noi G-Suite for Education), ma si esprime attraverso l’uso di tecnologie plurime: alcune più moderne e digitali, altre più tradizionali e consolidate (il telefono, la lettera, la scrittura sul quaderno, il gioco con materiali, il disegno…). 

CASALMAGGIORE – L’Istituto Comprensivo Marconi di Casalmaggiore e Rivarolo del Re ha ottenuto un contributo di 36.855 euro dal Gal Terre del Po per la Misura 19.2.01 Sostegno allo sviluppo locale Leader. Il titolo del progetto premiato è Interconnettiamoci 2.0. Questo progetto, in periodico aggiornamento, prende spunto dalle indicazioni del Ministero dell’Istruzione circa la necessità di mantenere la relazione didattica con gli studenti e le studentesse, promuovendo la didattica a distanza (DAD) al fine di “mantenere viva la comunità di classe, di scuola e il senso di appartenenza, combattendo il rischio di isolamento e di demotivazione, è essenziale per non interrompere il percorso di apprendimento” (Ministero dell’Istruzione, Nota n. 388 del 17 marzo 2020). “Consapevoli che l’attuale emergenza sanitaria non ci permette di delineare comportamenti netti e rigidi – spiega la dirigente scolastica Sandra Guidelli -; considerato il continuo divenire della situazione e, soprattutto, il suo impatto in tante famiglie, crediamo necessario da parte nostra, un agire responsabile ed orientato alla cautela, alla delicatezza, all’ascolto, nel rispetto della condizione di fragilità e di disorientamento che accompagna tutti in questi giorni.

Con il termine “didattica a distanza” si intende l’insieme dell’attività didattiche svolte non in presenza e, quindi, senza la compresenza di docenti e studenti nello stesso spazio fisico. Si può esprimere con diversi metodi, strumenti e approcci, alcuni dei quali digitali, cioè mediati attraverso un device tecnologico tipo il computer, il tablet, il cellulare e, spesso, la rete Internet. La didattica a distanza non si esaurisce nell’uso di una piattaforma di istituto (per noi G-Suite for Education), ma si esprime attraverso l’uso di tecnologie plurime: alcune più moderne e digitali, altre più tradizionali e consolidate (il telefono, la lettera, la scrittura sul quaderno, il gioco con materiali, il disegno…).

“La didattica a distanza – prosegue Guidelli – è strumento per realizzare una “didattica della vicinanza”, si nutre di comportamenti di attenzione e di cura e affonda le sue radici nella scelta inclusiva della scuola italiana. Didattica della vicinanza è ricercare modi e tempi affinché chi è più distante o ha meno tecnologie o tempo familiare a disposizione sia comunque con noi, a volte con modalità diverse, ma con noi; incoraggiamento; restituzione delle attività con una valutazione formativa (più che sommativa), che sappia di attenzione ai processi di apprendimento e di crescita; recupero della dimensione relazionale della didattica, accompagnamento e supporto emotivo; condivisione di strategie e materiali con i colleghi e le colleghe; spazi comuni per progettare insieme attraverso chat, mail e Meet; disponibilità a rendere pubblici alcuni nuovi spunti didattici affinché altri ne possano fruire; aderire a iniziative che ci interroghino sul senso umano del nostro agire come persone di scuola (es. il video realizzato con le foto delle maestre e gli arcobaleni…); coltivare le relazioni con le famiglie, cercando, per quanto possibile, di innescare un circolo virtuoso solidale tra le famiglie stesse e un filo comunicativo di senso tra casa e scuola”.

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