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Casalmaggiore, iniziata
la posa dei sensori
sul ponte di Po

CASALMAGGIORE – L’ingegnere responsabile dei lavori e un gruppo di operai. Finalmente è giunto il tempo della posa dei sensori che controlleranno ogni minimo movimento del ponte e raccoglieranno dati con i quali – immediatamente – sarà possibile valutare una strategia d’azione. Il ponte Po ha ancora una decina d’anni di vita. O meglio li aveva un anno e mezzo fa, quando fu riaperto. I tempi si accorciano e sarà fondamentale salvaguardarlo.

Così non è stato da quando ha riaperto. La netto di controlli estemporanei delle forze di pubblica sicurezza sul ponte hanno continuato a transitare carichi eccessivi e la velocità superiore al consentito e i sorpassi sono la quotidianità.

I sensori non risolveranno, almeno inizialmente, nessuno di questi problemi ma potranno sicuramente essere utili.

Ieri mattina i primi lavori, questa mattina una squadra, capitanata dall’ingegner Anastasi, direttore tecnico dell’ATI che per conto di Fincantieri, è andata avanti nel posizionare le linee montanti che collegheranno i vari sensori alle spallette. I sensori verranno posti nei giunti “Il punto più critico delle strutture di questo genere – spiega l’ingegnere – e serviranno a valutarne la staticità”. I sensori saranno messi nell’ultima fase poiché per metterli servirà utilizzare apparati speciali.

Intanto però c’è soddisfazione. Finalmente, e dopo lungo tempo, si pensa un po’ più realmente alla tutela dell’infrastruttura. La posa dei sensori era stata presentata il 22 novembre 2019. Il professor Montepara dell’Università di Parma, insieme al prof. Vanali, avevano spiegato il sistema: il monitoraggio sarà continuo con 24 segnali al secondo registrati da 145 strumenti diversi. Ogni input verrà acquisito, memorizzato e archiviato per elaborare dati, cercando di capire cosa stia succedendo ad ogni singola campata del ponte.

Il tempo servito per realizzare il progetto si era reso necessario – era stato detto – per avere un sistema davvero all’avanguardia. Il monitoraggio, infatti, deve durare nel tempo ed essere affidabile sullo stato di salute della struttura.

Vi sarà il monitoraggio del traffico circolante e sarà di tipo tradizionale ma anche con controlli semestrali e visivi. Vi saranno sensori che controlleranno per 24 ore lo stato della struttura e non solo: agli ingressi del ponte sui due lati vi sarà infatti la pesatura dinamica dei veicoli in movimento che garantirà il controllo del peso, offrirà dati sulla misura della velocità dei transiti e sarà in grado di dare una documentazione fotografica dei mezzi di passaggio. Il sistema è omologato dal Ministero dello Sviluppo economico, anche se non è direttamente collegato all’aspetto sanzionatorio: per implementare quest’ultimo occorreranno accordi specifici, ad oggi non ancora in essere, con Prefetture e forze dell’ordine.

Sulle campate principali saranno piazzati inclinometri per certificare lo stato della struttura e il suo abbassamento dovuto ai carichi. Stessa cosa sulle selle Gerber, i punti architettonicamente più importanti del ponte: per ognuna delle selle vi saranno quattro sensori che diranno se la sella sta modificando il suo stato statico. Non mancherà inoltre un sistema di comunicazione con l’utenza per comunicare lo stato della struttura: anche per questo sarà installato un semaforo che diventa rosso in caso di chiusura al traffico del ponte.

N.C.

 

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