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Tpl in affanno per la riapertura
delle scuole, bus privati mai
coinvolti: la testimonianza

Il trasporto pubblico locale fatica a rispondere alle esigenze delle scuole ma ancora una volta, in vista della probabile ripresa di gennaio, non c’è stato alcun coinvolgimento delle imprese private nel completare l’offerta di mezzi che renderebbe possibile garantire la presenza del 75% dei ragazzi delle superiori in classe, utilizzando però i bus al 50% come prevede la legge. Sono ormai pochissimi i noleggiatori di bus turistici in provincia di Cremona, categoria decimata da una crisi già presente negli anni scorsi e quest’anno accentuata dalla paralisi del settore turistico. Un’eccezione è rappresentata dall’azienda Pizzoni, con sede a Tornata già protagonista, lo scorso settembre, dell’iniziativa fortemente voluta dai genitori del paese e di quelli di Calvatone e Piadena grazie alla quale i ragazzi, invece di cambiare tre bus di linea perlopiù stracolmi, sono potuti arrivare a destinazione a Cremona in un’unica tratta. Con un distanziamento impossibile sui mezzi del tpl: una trentina di studenti su bus da 74 posti e potendo utilizzare sempre lo stesso posto a sedere, ulteriore garanzia di sicurezza.

Così come era successo ad agosto e settembre, l’Agenzia del Tpl di Mantova e Cremona non ha coinvolto nella programmazione i bus privati. “Avevamo dato a suo tempo la nostra disponibilità” ci spiega Silvia Miglioli, una dei tre soci, “ma non siamo stati coinvolti nemmeno stavolta. Eppure potremmo garantire un servizio di supporto al Tpl, in risposta ad un’esigenza reale: in questi giorni siamo stati contattati da alcuni genitori interessati a ripetere l’esperienza dei primi due mesi di scuola, e io stessa volevo andare a parlare con i sindaci dei comuni limitrofi. Ma per il momento siamo fermi in attesa di capire se davvero le scuole riapriranno il 7 gennaio. Noi siamo pronti, il nostro punto di forza è la flessibilità, per cui possiamo organizzarci”.

Proprio oggi, 18 dicembre, si sta svolgendo il tavolo coordinato dal Prefetto per concordare come avviare il servizio dal 7 gennaio, se davvero apertura ci sarà. “Ma a questi Tavoli noi non ci siamo mai”, aggiunge Miglioli. ” Colleghi di altre regioni sono stati contattati per andare in appoggio al Tpl, ma solo per una, due ore e questo diventa economicamente insostenibile per noi”. Nei due mesi di servizio per i tre comuni casalaschi, i genitori hanno potuto usufruire di un abbonamento a 85 euro al mese, calibrato su quello che avrebbero speso con i bus del Tpl, 80 euro. “Per noi è stato un sacrificio, ma accettabile, di più però non possiamo fare”.

In tempi normali la Pizzoni effettuava servizi per una grande varietà di clientela: scuole (per le gite), associazioni, oratori, con viaggi anche all’estero. 7-8 gli autisti impiegati, più gli altri due soci della ditta. Le loro alternative in questi mesi sono state o la riconversione a camionisti o il restare a casa a zero ore; uno dei soci sta svolgendo servizio sullo scuolabus locale. Cinque i mezzi a disposizione della ditta, l’ultimo dei quali acquistato appena prima del lockdown a gennaio di quest’anno: “Ha fatto appena in tempo a fare un viaggio andata e ritorno a Parigi”, è l’amara conclusione di Silvia Miglioli. “Difficile capire perchè non siamo mai stati presi in considerazione, visto che il problema, più che riaprire le scuole è stato quello di far sì che gli studenti vi arrivassero”.

Giuliana Biagi

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