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Bozzolo, le riflessioni di don Luigi Pisani: è dura anche per un prete...

Questo Natale in cui anch’io don Luigi (che mi sento un povero Giuseppe) mi chiedo: non posso fare la catechesi, non incontro i giovani me i bambini, non riprendo i cammini catecumenali, non posso mettere in piedi l’iniziativa 'Il giorno dell’ascolto', bar chiuso, campi sportivi silenziosi, parco giochi nuovo senza che nessun bambino lo inauguri

BOZZOLO – La prima pagina del periodico natalizio ‘Famiglia di Dio’ distribuito nelle chiese di Bozzolo e San Martino dall’Argine contiene un racconto del parroco dai toni intensi e commoventi. Sopratutto si coglie un impressionante parallelismo con figure emblematiche della Chiesa e del Cristianesimo come quella di Papa Francesco, San Giuseppe e Gesù di Nazareth.

”La sera, ogni tanto, – scrive don Luigi Pisani – avverto il bisogno di uscire di casa, chiudere la porta e incamminarmi senza una meta precisa per le vie del paese. Da solo! Riesco con fatica a trovare un fascino a questo mio inconsulto gesto: avventurarmi da solo, nel pieno della sera, tra le case delle mie famiglie. Ma questo mi rilassa nel pieno di questa epidemia che ti costringe a chiuderti in casa, sopratutto la sera.

Perchè diversamente dagli altri, quando un prete alla sera chiude la porta, si trova ancora più solo. Perchè è una casa diversa la sua! Una casa dove tutti bussano, troppi chiedono, parecchi pretendono. Ma alla sera quando chiude la porta dietro di se il prete si trova ancora più solo. Di giorno tanti lo assillano alla sera più nessuno!

Quando chiude la porta sembra che voglia lasciare il mondo fuori, quel mondo che, fino a poche ore prima, lo ha interpellato e affaticato per il carico di sofferenze. Ma alla sera non c’è più nessuno con lui. Ma il cuore palpita essendo abituato di giorno ad ascoltare e rispondere. Per questo a volte sento il bisogno di uscire. Uscire per strada, sopratutto in questo periodo dove per strada non c’è nessuno.

Mi sembra quasi di compiere il gesto della madre che controlla se tutti i suoi figli sono a casa a dormire. E cosi cammino lentamente e pensosamente, con passo cadenzato e lento, sul marciapiede duro di una strada deserta in un paese vuoto ed assonnato”.

Le confessioni di don Luigi continuano con altre riflessioni: “Cammino sbirciando dietro la luce di una finestra: qui abita Maria chissà come starà? Più avanti riconosco la porta di Pietro: aveva problemi con il lavoro a causa di questa epidemia, ha il nonno sulle spalle e dei bambini, che Dio gliela mandi buona!

Intravedo da lontano la lunga cancellata della Domus: una marea di sentimenti mi mi investe quante solitudini, quante lacrime nascoste, quanta nostalgia in quei poveri ‘Cristi’! Spero possano incontrare persone che stringano loro le mani per scaldare il cuore. Cammino ancora, i passi accompagnano quasi musica di sottofondo, pensieri profondi di un animo inquieto. “Ma come ci siamo ridotti! Chi l’avrebbe mai immaginato solo un anno fa. E i tanti Natali passati, pieni di luci, colori, di musica, di festa dove sono finiti? Ritorneranno ancora? Interrogativi pensosi per strade buie e senza meta, strade che non volevano portarmi da nessuna parte, strade solitarie, senza nessuno e, forse, forse anche senza di te Signore!

Chissà perché in questa sera, forse la più noiosa e buia, la cadenza dei miei passi mi porta a sognare altri passi. Sempre passi di un povero uomo che come me poteva anche lui avere l’impressione di camminare a vuoto. Penso ai passi di San Giuseppe nei giorni precedenti il Natale, il primo Natale che avrebbe voluto condividere con la propria moglie ma che invece, per la voglia pazza di un mitomane si trovava a trascorrerlo per una strada buia di un paese lontano. A questo punto mi viene da pensare ai tanti Giuseppe del mio paese che hanno perso il lavoro causa il Covid e quelli che non riescono a riprendere l’attività perché tutto bloccato.

Ma proprio quando sembrava che il peggio fosse già capitato, dormire in una stalla, far partorire la sposa per strada, all’improvviso tutto si riempie di luce, di angeli, di gente che accorre, di pastori. Tutto diventa festa. Questo è il Natale! E’ nato Lui. Starà con noi! Condividerà la nostra vita, questa povera vita che, con Lui, prende un significato più alto. E sarà così ogni Natale? Questo Natale in cui anch’io don Luigi (che mi sento un povero Giuseppe) mi chiedo: non posso fare la catechesi, non incontro i giovani me i bambini, non riprendo i cammini catecumenali, non posso mettere in piedi l’iniziativa ‘Il giorno dell’ascolto’, bar chiuso, campi sportivi silenziosi, parco giochi nuovo senza che nessun bambino lo inauguri.

Se siamo solo noi a camminare tutto può essere senza senso. Ma se è Lui a mettersi sui nostri passi allora avviene l’incontro! E Natale diventa sempre una festa! Buon Natale cara la mia gente di Bozzolo e San Martino!” conclude don Luigi regalando infine un’immagine fotografica in cui appare il Papa Francesco da solo in Piazza a San Pietro cosi come don Luigi ha camminato da solo per le strade di Bozzolo qualche sera fa.

Ros Pis

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