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Sabbionetana, storia di
una morte annunciata:
l'attraversamento fantasma

Fu così un anno fa, quando a perdere la vita fu una 66enne badante in città che si stava recando per qualche piccola spesa al supermercato. Falciata da un'auto che - complice l'oscurità - non l'aveva neppure vista. E' successo ieri sera, alla stessa identica maniera e nello stesso punto
In foto, nella parte in alto l'incidente mortale di ieri sera, nella parte bassa il mortale del novembre 2019

CASALMAGGIORE – L’ennesima vita spezzata, l’ennesimo caso in cui, nonostante le segnalazioni, poco o nulla si è fatto per difendere l’incolumità delle persone. La gente attraversa la provinciale: non dovrebbe, non si dovrebbe ma è un dato di fatto di cui non si può non tenere conto. A piedi o in bicicletta è l’unica maniera per giungervi. A dire il vero le provinciali attraversate sono due perché spesso ad arrivare nell’area commerciale al di là delle due strade ad altissima percorrenza sono residenti di Casalmaggiore che attraversano la SP 343 (via Repubblica), percorrono il breve tratto della strada bassa per Vicomoscano e poi attraversano la SP 420 per giungere al Centro Commerciale.

Fu così un anno fa, quando a perdere la vita fu una 66enne badante in città che si stava recando per qualche piccola spesa al supermercato. Falciata da un’auto che – complice l’oscurità – non l’aveva neppure vista. E’ successo ieri sera, alla stessa identica maniera e nello stesso punto.

Abità proprio lì l’imprenditore Alessandro Curti, amministratore della vicina Parmovo. I pericoli li vede tutti i giorni. La strada è di competenza della Provincia di Cremona. “Due settimane da avevo avvisato il sindaco della pericolosità, abitandoci in quella via, vedo ogni giorno, a tutte le ore tante persone passare, gli ho detto che prima o poi sarebbe scattato il dramma. Non ci si può più sentire a posto per il fatto che è una strada provinciale. Di lì passano, per raggiungere la zona del Centro Commerciale e delle attività. Uno a piedi o in bici fa il giro del mondo con delle borse? Prima, dall’altra parte della provinciale c’era solo il padano, ora ci sono negozi, alimentari, pescheria, ristorante. Qualcosa per mettere in sicurezza va fatto. O si sbarra il passaggio o si fa un attraversamento pedonale! In un paese civile avrebbero già realizzato un sovrapasso pedonale. Battaglia persa come al solito?”.

Era stato durissimo l’ex consigliere comunale Orlando Ferroni dopo il mortale del 2019. “E’ inammissibile – spiega Ferroni – che non ci sia un attraversamento in sicurezza per un Centro Commerciale. Lo sanno tutti che in quel punto la gente a piedi e in bicicletta attraversa, non tutti si possono recare a fare la spesa in macchina. Ed è assurdo anche che quel tratto di strada non sia illuminato. Parliamo tanto di sicurezza e di progetti sulla sicurezza non siamo neppure in grado di tutelare i cittadini. Facciamo centri commerciali e non pensiamo che poi vi possa essere gente che li raggiungerà anche a piedi o in bici. Si sa da sempre che la strada bassa per Vicomoscano viene utilizzata, sia da una parte che dall’altra, anche a piedi o in bici e da nessuna delle due parti c’è un attraversamento pedonale sicuro. Tutti sono consapevoli che la gente continua a passare”.

La competenza è dell’Amministrazione provinciale. La strada al momento è la loro. Ma l’amministrazione provinciale è un ente lontano, ancor di più dei 40 km che separano il tratto di confine dal capoluogo di provincia. L’errore primario fu fatto quando quell’insieme di negozi e attività commerciali nacque divenne quello che è diventato adesso: una città oltre la città, un catalizzatore di gente oltre la statale. Gente che si muove, che attraversa e non sempre lo fa in macchina. Un flusso di traffico continuo. Ragazzini, a volte uomini e donne, altre volte anziani. Tanti gli incidenti, spesso e fortunatamente non mortali, ma qualche volta sì. Come un anno fa, come ieri sera quando a lasciarci la vita è stata una ragazza, 31 anni appena e ancora tutta una vita davanti. Era andata – con molte probabilità visti gli effetti rimasti in strada – a prendere qualche regalo. Lo aveva fatto in bicicletta, mezzo che qui nella bassa è ancora tanto utilizzato. Aveva attraversato nel punto più comune: non segnato dall’attraversamento, ma nessuno lo è. Anche la badante rumena era andata a fare spesa. Avevano entrambe sogni, avevano ancora tanta vita davanti da vivere. Non ne vivranno più.

Non ci sono colpe, ne responsabilità da stabilire: c’è solo da prendere atto di un dato di fatto: la gente attraversa ex statale, e continuerà a farlo per raggiungere l’area commerciale. Qualcosa andrà fatto. Perché in quel tratto non c’è luce, il limite è di 90 km orari e a 90 km orari chi è investito muore, sempre. In Romania, e tra qualche giorno in Albania, giaciono e giaceranno due testimoni di quel che si sarebbe potuto fare e non si è fatto. E non possiamo più permettercelo.

Nazzareno Condina

 

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