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Don Rubagotti e l'omelia di Santo
Stefano dedicata al Duomo:
"Nostro simbolo, dobbiamo curarlo"

"Provate solo a immaginarvi la città di Casalmaggiore senza la cupola e senza il suo Duomo: prendiamoci cura di Cristo, per prenderci cura di noi. E prendiamoci cura del nostro Duomo, che è un punto di riferimento e uno strumento di Casalmaggiore”. GUARDA IL VIDEO

CASALMAGGIORE – La parrocchia di Santo Stefano, ovvero il Duomo di Casalmaggiore, ha ricordato sabato il proprio Titolare, che la Chiesa Cristiana fissa in calendario da sempre il 26 dicembre, primo giorno dopo Natale. Ed è stato lanciato un nuovo allarme per il sottotetto del Duomo. Don Claudio Rubagotti, abate parroco di Casalmaggiore, ha ricordato il primo Martire della Chiesa Cristiana con una intensa omelia dall’altare del Duomo casalese. Una predica che è stata anche filmata e poi postata su YouTube e che qui proponiamo integralmente. “Per i Cristiani la morte è la nascita al Cielo, è uno sguardo che si prolunga – ha ricordato don Claudio – e per questo il giorno del martirio di Santo Stefano, che di fatto ricorda un omicidio, è considerato comunque un giorno natalizio. Chi pensa e si preoccupa dell’eternità, che la morte spalanca, può dare al tempo tutta la sua importanza”.

“Stefano ci insegna ad affrontare la morte, non staccandosi dalla vita e dalle sue responsabilità – ha ricordato don Claudio – tanto è vero che chiede perdono per chi lo sta uccidendo e che non si sottrae a una morte anche dolorosa, per lapidazione. L’insegnamento più grande che possiamo trasmettere ai figli e ai genitori è che questa vita è meravigliosa perché fa parte di uno spazio meraviglioso che è la vita eterna. L’eternità è il modo di vivere il presente, dunque è già qua, perché è più grande di quello che accade”.

Infine un pensiero per Casalmaggiore. “E’ importante essere testimoni in questa città: pensiamo all’esistenza di persone di altre religioni, di cristiani di altre confessioni, ma anche di amici o parenti che non credono a niente. Pensiamo alla presenza di tante civiltà e al fatto di essere testimoni di questo tempo, in questa città. Il Duomo non l’ho fatto io e io non ho più il fisico per fare le marchette, quindi dobbiamo pensarci: in questi giorni gira un video che ci presenta il sottotetto del Duomo e il problema è strutturale, non più decorativo. Abbiamo inoltre un impianto di luci che don Alberto Franzini ha reso grande e noi non possiamo lasciare morire. Provate solo a immaginarvi la città di Casalmaggiore senza la cupola e senza il suo Duomo: prendiamoci cura di Cristo, per prenderci cura di noi. E prendiamoci cura del nostro Duomo, che è un punto di riferimento e uno strumento di Casalmaggiore, per le generazioni che verranno”.

Giovanni Gardani

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