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Ciclismo storico, nasce
il primo documentario
su Learco Guerra

Vi lasciamo al promo per un’immersione in quella che fu l’epoca pionieristica del ciclismo nostrano tra interviste e sopralluoghi dove si è consumata una delle storie più affascinanti dello sport italiano

MANTOVA – Sta nascendo un’interessante iniziativa editoriale legata al ciclismo storico. Un gruppo di appassionati di documentari sportivi disseminati tra Ferrara, Commessaggio e Mantova sta svolgendo un imponente lavoro di ricerca ed assemblaggio di storie, aneddoti ed immagini per ricostruire la vicenda agonistica ed umana di uno dei personaggi che hanno dato maggior lustro allo sport italiano: Learco Guerra. “Uno dei campioni più acclamati e meno raccontati” recita testuale il promo del documentario. Un viaggio a ritroso per riscoprire il primo atleta a vestire la maglia rosa al Giro d’Italia, il ciclista di San Nicolò Po passato alla leggenda dei pedali come “la Locomotiva umana”.

L’avvincente dualismo con Binda e le imprese epiche di un ciclismo che portava con se storie eroiche senza precedenti.

Vi lasciamo al promo per un’immersione in quella che fu l’epoca pionieristica del ciclismo nostrano tra interviste e sopralluoghi dove si è consumata una delle storie più affascinanti dello sport italiano.

“Perché una storia non esiste finché non viene raccontata!”

Ci sono momenti in cui la gloria sceglie chi consegnare all’eternità e, quando succede ad un outsider, aggettivi come epico, immortale, eroico e leggendario piovono a dirotto, come il dolce suono di un lungo applauso od una serie infinita di abbracci. In quel momento il bagliore sortisce effetti indescrivibili, innati nell’essere umano come il sorriso che si allarga a tal punto da faticare a contenerlo nel viso, il calore ed i brividi accumunati in un ossimoro fisiologico oppure quella stupenda adrenalina che fa sembrare fittizio il contatto piedi-terreno. (E’ il premio per sforzi e sacrifici, ma non solo perché nella vita di uno sportivo non c’è nulla di più faticoso ed allenante che il rialzarsi da un sogno infranto, da quelle sconfitte che, come cicatrici profonde, non si rimarginano o cancellano ed al contrario ricordano il peso di quel fallimento che poi renderà ancora più emozionante e sublime il sapore del successo.)

10 maggio del 1931: da Milano parte il 19° Giro d’Italia e la prima tappa porta i ciclisti dal capoluogo lombardo alla città di Virgilio e dei Gonzaga: Mantova. Il campione sente il peso di tutti quegli sguardi e quel pronostico che lo vede vincente…sempre! L’acido lattico fa sentire i morsi profondi sui muscoli delle gambe, il sudore arriva a bruciare gli occhi ed il respiro fa sempre più fatica a trovare ossigeno da regalare ai polmoni. Lo sforzo chiama a rapporto tutto il corpo con le mani che stringono il manubrio fino a fare diventare le nocche bianche ed infine quei pedali si fanno sempre più duri perché la tappa non ha ancora ultimato la propria selezione.

Learco Guerra è un uomo di pianura nato in quella sezione di suolo mantovano incorniciato da due corsi d’acqua: il grande fiume Po ed il Mincio i cui argini segnano lievi dislivelli da “scalare” con la bicicletta e godere di un paesaggio che, più tardi, la grande guerra non riuscirà a deturpare. La sua pedalata non è da sprinter né da re della montagna, ma la resistenza alla velocità è la cifra che lo rende popolare ovunque tanto da guadagnarsi il titolo di campione del mondo nel 1931 ed ottenere, suo malgrado, il favore del Partito Fascista che vede in lui la perfetta sintesi delle virtù italiane da mostrare nella propria vetrina più prestigiosa. Learco è una di quelle persone che già nei primi attimi di vita inspirano il compito di assurgere a leggenda. Le umili origini forgiano il carattere del futuro fuoriclasse, senza il quale anche muscoli d’acciaio perdono la capacità di limare i propri limiti e trovare quelle riserve di energia nascoste tra i tornanti dell’animo guerriero.

…E poi c’è il nome!

LEARCO GUERRA: un’arma nel nome in cui ad essere letale è la freccia scoccata ad alta velocità e la madre delle battaglie ricevuta in dote dal padre come cognome, racchiudono al meglio lo spirito mai domo e la determinazione di chi è abituato a combattere per vincere. Learco Guerra, come nome per un eroe sportivo, sembra studiato apposta dai migliori esperti di marketing moderno perché rimane impresso all’istante, evoca tempi pionieristici in cui i valori dello sport erano granitici ed intoccabili.

Alessandro Soragna

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