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Da Casali di Sopra appello al
Casalasco: "Senza corrente,
non sappiamo più che fare"

Qui come sai c'è una persona di 90 anni, e io con una settantina di capre e pecore. Abbiamo protocollato in comune decine di reclami, messi in un cassetto. GUARDA IL VIDEO

CASALI DI SOPRA / CREMONA / MARTIGNANA DI PO – “Non sappiamo più cosa fare. Abbiamo pensato a voi, perché la situazione si è fatta impossibile”. L’appello giunge da lontano. Gianfranco di Gianbattista è un amico di Martignana Po e di Cremona, un amico dei tanti che sono stati nel cratere di Amatrice delle varie spedizioni di ‘Amici Centro Italia’, il gruppo Casalasco Cremonese di solidarietà con il Centro Italia.

A Casali di Sopra sono stati Federico Corrà, vicepresidente di Confcommercio Cremona e Gerardo Paloschi, ex direttore delle relazioni esterne di Lgh e ora responsabile relazioni esterne del gruppo Arvedi. A Casali c’è stata Nadia Bragalini, presidentessa del Lions Cremona Europea. A Casali c’è stato il sindaco di Martignana di Po Alessandro Gozzi, l’ex sindaco di Casalmaggiore Luciano Toscani, il presidente dell’Atletica Interflumina Carlo Stassano ed un nutrito gruppo di volontari cremonesi e casalaschi. 15 le spedizioni che si sono succedute nel corso degli anni, da quando il terremoto ha raso al suolo paesi e piccoli borghi, oltre ad Amatrice.

Cremona e il cremonese hanno adottato quell’area ed è per questo che l’allevatore si è rivolto alla lontana Cremona e al Casalasco.

Gianfranco di Gianbattista, ex tagliaboschi riconvertitosi all’allevamento dopo il sisma, ha sempre accolto tutti con grande cuore. Ha sempre vissuto a Casali di sopra. Un pugno di case prima del terremoto popolate soprattutto d’estate, ora un borgo fantasma in cui vivono un novantenne in una casetta in legno e Gianfranco o i figli per badare agli animali. Due container e una piccola casetta su ruote al posto della casa, inagibile, in cui viveva prima. Gli hanno dato una SAE a Saletta qualche anno fa ma la sua vita – e il suo lavoro – è lassù.

Oggi Casali di Sopra, una delle numerose frazioni di Amatrice, è un borgo fantasma. In balìa di avventurieri e malintenzionati che si aggirano di notte tra quello che è rimasto in piedi, i container e gli animali. Uno di quei paesi che esistono ma non esistono più. Tante promesse, tante speranze, ma nulla. Il destino di tanti piccoli borghi in una terra dimenticata (se non per Amatrice e per qualche altra piccola realtà) da tutti.

“Dopo reclami, promesse e svariati inutili sopralluoghi – ci racconta Gianfranco – siamo ancora messi in completo stato di abbandono totale. Da quando é stata fatta la demolizione di alcune case, sono stati tagliati i cavi dell’illuminazione pubblica, con la promessa di un rapido riallaccio, ma da piu di un anno niente. Ci avevano promesso i faretti solari, ma non li abbiamo mai visti. Lo sgombro neve sembra venga fatto per dispetto. Con questo lavoro preso alla leggera, 3 anni fa, subito dopo il terremoto, rimanemmo isolati 3 giorni e 2 notti, e dovette intervenire l’esercito. Qui come sai c’è una persona di 90 anni, e io con una settantina di capre e pecore. Abbiamo protocollato in comune decine di reclami, messi in un cassetto, per non parlare dei continui avvisi ai carabinieri di gente male intenzionata, che la notte si aggira nel paesino buio e fantasma. Non so se servirà a qualcosa ma non abbiamo piu altre soluzioni”.

Nazzareno Condina (Foto NC e Vincenzo Cerati)

 

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