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'Medici in ferie'. Lena: 'Parole inadeguate ma rimpasto non gioverebbe'

"E' emerso che in diverse strutture non sarebbero ancora arrivate le siringhe di precisione adeguate per la vaccinazione anti Covid e anche questo è un tipo di disservizio che non può essere sempre e solo imputato alla Regione Lombardia. Io posso parlare per la mia esperienza in azienda".

Torna nell’occhio del ciclone l’assessore regionale a Welfare e Sanità Giulio Gallera, dopo le sue dichiarazioni sui medici in ferie come una delle cause per il basso numero di vaccinazioni anti Covid in Lombardia. “Non sta né in cielo né in terra la scusante dei medici in ferie. Non possiamo ritardare le vaccinazioni con una giustificazione simile”, ha detto domenica sera il capogruppo della Lega in Regione Lombardia, Roberto Anelli, quello stesso partito di maggioranza che già qualche mese fa aveva spinto per una sostituzione del titolare della sanità.

“Trovo anch’io che le giustificazioni legate ai medici in vacanza, non siano adeguate”, afferma Federico Lena, rappresentante cremonese del Carroccio in Consiglio regionale. “Credo però anche che se in un primo momento si era parlato dell’arrivo dei vaccini il 18 gennaio, e poi la data è stata anticipata, non si tratti di un problema della regione Lombardia, ma di chi ha anticipato i tempi della consegna. E poi ci sono altri problemi”.

Quali, ad esempio? “Beh, è emerso che in diverse strutture non sarebbero ancora arrivate le siringhe di precisione adeguate per la vaccinazione anti Covid e anche questo è un tipo di disservizio che non può essere sempre e solo imputato alla Regione Lombardia. Io posso parlare per la mia esperienza in azienda: se organizzo un’attività per una certa data e poi me la anticipano è chiaro che potrei trovarmi in difficoltà”.

Come detto, Gallera era già in difficoltà politica qualche mese fa, per come è stata condotta la prima fase dell’emergenza in Lombardia. “Potrebbe anche essere che stavolta si arrivi a un rimpasto – afferma Lena – . Ma resto del parere che chi ha fatto da parafulmine fino ad oggi non possa essere facilmente sostituito e soprattutto non vedo come questo possa giovare. Forse può giovare all’organizzazione, ma credo che un nuovo assessore potrebbe avvalersi sempre della giustificazione che è appena arrivato, se poi le cose non dovessero migliorare. La mia opinione è che non ne valga la pena, ma è il presidente Fontana, che con Gallera lavora a stretto contatto, il più titolato a prendere una decisione”.

Si è concluso il periodo sperimentale della legge di riforma sanitaria. A che punto siete in Regione per una nuova regolamentazione? “La discussione politica non è ancora formalmente cominciata, anche se i vari gruppi hanno già presentato le loro proposte e comunque i tecnici dovranno dire la loro.  Sicuramente ci sarà una revisione tenendo conto di cosa è andato bene e cosa no e si arriverà a nuova formulazione. Non credo che la nuova legge potrà essere ancora sperimentale, serve che si facciano delle scelte e che siano definitive, anche se queste possono poi sempre cambiare a seguito di eventi come quelli che stiamo vivendo: chi poteva immaginare nel 2015 che sarebbe arrivata una pandemia di questo genere? Forse siamo stati un po’ troppo ospedale centrici, certo è che nel prossimo passaggio dobbiamo responsabilizzare di più i medici di base. Ricordiamo però che i medici di medicina generale hanno un contratto nazionale e operano in convenzione con la Regione, quindi non possiamo  chiedere semplicemente che facciano cose non previste dal contratto”.

Si parla di una nuova Ats solo cremonese. “Si, credo che nella nuova legge ci sarà un superamento della attuale suddivisione delle Ats. Vorrei però capire quali sono in pratica le disfunzioni provocate la nostro territorio dall’avere la sede centrale dell’Ats a Mantova”.

Giuliana Biagi

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