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Gussola, centrale biogas vuole ampliarsi. Maggioranza e minoranza: "Prima tuteliamo i cittadini"

Alla luce di questa situazione la maggioranza gussolese ha coinvolto anche il gruppo di opposizione: "Che si è dimostrato disponibile e collaborativo - prosegue Belli Franzini - e concorde sul fatto di tutelare la comunità con i mezzi a disposizione e con i limiti giuridici ai quali sottostare". GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

GUSSOLA – «È pervenuta al Comune l’istanza per l’avvio dell’iter autorizzativo per la modifica non sostanziale della centrale di biogas presente sul territorio gussolese per la nuova realizzazione di un impianto di produzione di biometano da parte della Biogus e Sapio S.R.L.». Ad annunciarlo è il sindaco di Gussola Stefano Belli Franzini, che prosegue: «Come Amministrazione alla prima conferenza di servizi abbiamo rappresentato agli organi competenti le perplessità e i disagi che sono presenti ormai da anni, sia odoriferi che di transito di mezzi agricoli, soprattutto nel periodo di punta oltre che altre situazioni note agli enti preposti».

Ma cosa prevede la richiesta fatta? «La richiesta vede l’aumento della capacità produttiva della centrale di biogas già presente, quindi a sua volta l’aumento della materia prima in ingresso e relativamente quella in uscita, andando così ad incrementare quelle che sono le criticità già presenti. Intendiamo in modo concreto tutelare i cittadini, ovviamente nel limite delle nostre competenze, portando avanti quelle che sono le richieste di miglioria, di mitigazione e di  miglior gestione per far sì che i disagi debbano essere i minori possibili prestando grande attenzione».

Alla luce di questa situazione la maggioranza gussolese ha coinvolto anche il gruppo di opposizione: «Che si è dimostrato disponibile e collaborativo – prosegue Belli Franzini – e concorde sul fatto di tutelare la comunità con i mezzi a disposizione e con i limiti giuridici ai quali sottostare. Come sempre detto, in una comunità deve esserci il rispetto della libertà di impresa, ma il rispetto deve essere reciproco e ciò lo si può ottenere solo se si capiscono e si affrontano i problemi e i disagi dimostrando buona volontà e collaborazione».

La situazione è figlia dell’iter avviato nel 2012, che aveva concesso la realizzazione della centrale che tutt’ora è presente. «A distanza di pochi anni – prosegue il sindaco – ci troviamo già ad una modifica dell’impianto, soprattutto perché vi sono incentivi destinati a tale produzione. Personalmente ritengo che chi definisce queste regole debba tener ben presente l’impatto sui territori e non possa assimilare una produzione industriale ad attività agricola. Se questa non è legata al 100% ad una azienda propria, la quale può produrre un ciclo virtuoso, diventa solo ricerca del profitto e dell’incentivo. E quando questi finiranno? Dovrebbero anche pensare in modo concreto agli impatti che già i territori vivono, con spandimenti e con tutto quello che ne consegue. Non possono dichiarare vulnerabili dei comuni solo in base ai capi di bestiame presenti sul territorio, dovrebbero tenere conto anche della presenza o meno delle centrali, altrimenti si rischia che vi siano territori più penalizzati di altri e che diventino lo scarico di un’area ben più vasta, e questo non lo trovo corretto. Noi intanto cercheremo come sempre di mettere in campo il massimo impegno in favore della nostra comunità».

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