Cronaca
Commenta

Banchine cedevoli e strade ko, quando la colpa ha tanti padri...

Nell’ultima settimana due fuoristrada di mezzi pesanti, prima a Squarzanella, frazione di Viadana, poi in zona Rivarolo Mantovano, sono stati causati proprio dalla sponda del fossato a lato della strada provinciale che ha ceduto sotto il peso dei camion in transito.

Un problema annoso, che negli ultimi tempi si sta rivelando però ancora più pressante e per il quale urge dunque sempre di più una soluzione. Le banchine a lato delle strade provinciali del comprensorio Oglio Po si stanno dimostrando sempre più cedevoli. Nell’ultima settimana due fuoristrada di mezzi pesanti, prima a Squarzanella, frazione di Viadana, poi in zona Rivarolo Mantovano, sono stati causati proprio dalla sponda del fossato a lato della strada provinciale che ha ceduto sotto il peso dei camion in transito.

Certamente la colpa può essere anche di una distrazione da parte dell’autista, ma la scarsa manutenzione, gli asfalti corrosi e le buche profonde continuano ad essere la spina nel fianco di amministrazioni comunali e, nel caso specifico, anche provinciali. A questo però, in alcune circostanze, si aggiunge – soprattutto sulle strade più periferiche, che nel Casalasco-Viadanese sono spesso circondate dai campi coltivati – anche il mancato rispetto di un regolamento che coinvolge da vicino gli agricoltori: come noto, infatti, esiste appunto una precisa disciplina per arrivare a coltivare a una distanza “di sicurezza”, per così dire, dal fossato che si affaccia sulla strada: questo, in primis, per non rosicchiare terreno laddove la sponda dello stesso fossato deve essere più solida e forte.

Quando questo non accade, la banchina è più facilmente soggetta a crolli. Senza dimenticare, più o meno con lo stesso meccanismo, la presenza di roditori come le nutrie, che creando tane e buchi rischiano poi di provocare smottamenti. Insomma, una serie di concause da tenere ben presenti, sperando che la pioggia – essendo pure stagione – non peggiori la situazione. Costringendo a una continua rincorsa a interventi di manutenzione.

Giovanni Gardani

© Riproduzione riservata
Commenti