Cronaca

Casalmaggiore piange Pietro Roffia, sua l'unica onoranza funebre 'storica' in Lombardia

Pietro Roffia è a casa, in attesa dell'ultimo viaggio. Vicino ai suoi trofei, vicino ai suoi familiari e alla sua vita. Il suo spirito e la dedizione alla famiglia e al suo lavoro continuano a vivere in figli e nipoti. Questa è l'eredità che lascia, insieme a tantissimi ricordi

CASALMAGGIORE – Era orgoglioso di tante cose Pietro Roffia, morto all’età di 89 anni. Della sua famiglia, della sua attività, dei suoi cani e di quello che aveva costruito, partendo dal nulla e con dieci anni di doppio lavoro. Era nato a Rivarolo nel 1932, figlio di una famiglia numerosa di lavoratori della terra. E alla terra, nell’azienda familiare di Villanova, si era fatto le ossa. Non lo spaventava la fatica.

Aveva dovuto lasciare la terra. Ed aveva deciso di trasferirsi a Casalmaggiore, nel 1965. Tutto quello che aveva aveva deciso di investirlo rilevando l’attività di Bonaglia, l’impresa di pompe funebri. Ma, alla stessa maniera, sapendo che i primi anni sarebbero stati comunque duri, aveva anche accettato di svolgere un secondo lavoro, quello del tassista. Anche in questo caso si era messo in gioco.

Suoi clienti erano il comune, il Navarolo, avvocati e professionisti del casalasco. Roma, Milano, Torino: non c’erano allora navigatori ma Pietro aveva tutto in testa. Negli ultimi anni della sua attività di tassista (lavoro che portò avanti dal 1965 al 1977) ci si affidava ciecamente a lui. Incastrava il lavoro delle pompe funebri con quello del trasporto persone. Nel 1977 la definitiva scelta di lasciare la conduzione ed il trasporto per dedicarsi unicamente alle onoranze funebri. Lavorò impeccabilmente sino alla fine degli anni ’90.

Nel frattempo però si dedicava alla sua grande passione, l’allevamento dei cani. Dapprima setter irlandesi e poi il colpo di fulmine per i levrieri. Partecipava alle manifestazioni di portamento e bellezza con i suoi cani che curava in maniera minuziosa, e tanti premi li vinse. Nel ricordo dei figli c’è quello di un padre che, nonostante lavorasse tantissimo, riusciva a dedicare loro tutto il tempo necessario. “Non ha mai fatto un giorno di mare o di montagna – ci racconta Marco – per lui il lavoro veniva prima di ogni cosa”. La passione dei cani non è terminata: è il figlio Marco a portarla avanti con la stessa carica.

Nel 2012, altro motivo di orgoglio quando ormai era già in pensione, il riconoscimento meritato di regione lombardia alle onoranze funebri Roffia. Unica attività storica nel suo settore riconosciuta tale. Agli inizi del 2000, quando aveva deciso di andare in pensione, quell’attività era passata in mano ai figli Marco e Fabio, ma era la sua creatura comunque. Il suo vanto.

Lo si vedeva a volte in piazza, dopo la pensione, passeggiare con i suoi cani dal portamento regale e si fermava volentieri a scambiare due chiacchiere. Con estrema calma, senza mai scaldarsi e sempre con un lieve sorriso. Negli ultimi anni aveva avuto bisogno di assistenza ed era stato ricoverato presso la Casa di riposo Busi di Casalmaggiore. A seguirlo, con infinita dedizione, tutti i familiari ma in special modo il nipote Matteo. Sino a che il Covid non ha chiuso i cancelli alle visite, lo ha assistito in maniera assidua. Sangue del suo sangue, era la sua una maniera per ricambiare quel profondo affetto.

Stamattina è stato proprio il nipote Matteo a scrivere un ricordo struggente del nonno Pietro: “Non chiedermi di ricordare, non cercare di farmi capire, lasciami riposare. Fammi sapere che sei con me, abbracciami e prendimi per mano.

Sono triste, malato e perso, tutto ciò che so è che ho bisogno di te. Non perdere la pazienza con me, non mi giudicare, non mi sgridare e non piangere per favore. Non posso fare nulla per ciò che mi accade, anche se cerco di essere diverso, non ci riesco.

Ricorda che ho bisogno di te. Che il meglio di me sé ne già andato e non ritornerà mai più. Non mi abbandonare, rimani al mio fianco, come io sono sempre stato al tuo quando eri un bambino. Amami e prenditi cura di me, fino al mio ultimo respiro. Sarò sempre il tuo angelo custode, perché ti amo e sarai sempre la cosa più importante della mia vita”.

Oggi il mio cuore è a pezzi perché ho perso il mio grande nonno, il mio secondo padre. Niente riuscirà mai a colmare il vuoto enorme che sento dentro. Mi manchi, nonno!“.

Pietro Roffia si è spento, a 89 anni. A darne il triste annuncio la moglie Angela, i figli Marco con Lara e Fabio con Federica, i nipoti Gabriele, Giovanni, Matteo, Benedetta e Sofia, la sorella Anna, i cognati Vincenzo, Giacomina ed Anna, i nipoti e parenti. I funerali si svolgeranno a Casalmaggiore martedì alle ore 15.00 partendo dall’abitazione di via Azzo Porzio, 79 per l’Abbaziale di S. Stefano. Il corpo poi verrà tumulato nel cimitero locale.

I familiari vogliono esprimere un particolare ringraziamento ai medici ed al personale della Fondazione “C. Carlo Busi” per le cure prestate e ringraziano anticipatamente tutti coloro che in qualsiasi modo ne onoreranno la memoria. Non fiori ma opere di bene.

Pietro Roffia è a casa, in attesa dell’ultimo viaggio. Vicino ai suoi trofei, vicino ai suoi familiari e alla sua vita. Il suo spirito e la dedizione alla famiglia e al suo lavoro continuano a vivere in figli e nipoti. Questa è l’eredità che lascia, insieme a tantissimi ricordi.

Nazzareno Condina

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