Cronaca
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Addio a Visioli: storico guardalinee della Casalese, 50 anni fa partecipò al raid Casalmaggiore-Venezia

A ricordarlo sono la sorella Rita (Gianfranco non si era mai sposato), i nipoti Pierangelo, Gianluca e Mariagabriella. Giovedì 11, a opera delle Onoranze Funebri Mantovani, la salma partirà dall’ospedale Oglio Po, dove Gianfranco è deceduto, per arrivare al cimitero di Casalmaggiore alle ore 15.30, dove sarà tumulata.

CASALMAGGIORE – Era, insieme a Tino Fortunati, l’uomo della spinta, quello su cui si poteva contare sempre. Per questo la sua presenza – come ci raccontò anni fa Arturo Seidenari – era stata fondamentale. E fu, Gianfranco Visioli, i ‘muscoli’ di quell’impresa dalla quale sono passati ormai 50 anni.

Ora ha raggiunto gli amici Tino Fortunati e Giuseppe Maltraversi, che con lui a inizio anni ’70 avevano dato vita alla “follia” di raggiungere Venezia in barca a remi, da Casalmaggiore. Un’impresa da pionieri e lui era uno degli ultimi tre rimasti, fino a che il Covid non si è preso pure Gianfranco Visioli, 82 anni, nelle scorse ore.

Sono passati 50 anni esatti da quel raid, 520 chilometri percorsi con la sola forza delle braccia e dei remi: l’8 agosto 1971 Visioli partiva con altri quattro compagni d’avventura, arrivando in laguna il 10 agosto, tre giorni dopo. Con lui c’erano Tino Fortunati e Giuseppe Maltraversi, appunto, e gli unici oggi rimasti per poter narrare quella vicenda entrata nel mito, ossia Walter Vacchelli e Anna Costa, l’unica donna che faceva parte dell’equipaggio.

L’anno dopo, il 19 agosto 1972, l’impresa venne ripetuta, anche se programmata più nel dettaglio e non più “allo sbaraglio”, con Giulio Fortunati e Arturo Seidenari al posto di Walter Vacchelli e Anna Costa: in quel caso da Casalmaggiore l’equipaggio arrivò non a Venezia, bensì a Trieste. E Gianfranco Visioli era sempre l’uomo della spinta, pure lì.

Nella foto l’arrivo a Venezia nel 1971: Visioli è il primo sulla destra

Ma Gianfranco è stato uno sportivo a tutto tondo e infatti si ricorda, tra anni ’80 e ’90, a bordo campo nel vecchio ‘Comunale’ di via Corsica, quando faceva il guardalinee per le gare del settore giovanile, quelle nelle quali era necessario avere un dirigente per squadra disposto ad aiutare l’arbitro. O attivo promotore e accompagnatore dell’Atletica Interflumina, amante del mezzofondo.

Visioli nella vita era prima di tutto muratore, dipendente edile con un fisico forgiato e temprato proprio da un mestiere molto tosto.

In tanti lo ricordano in giro per la città, in sella alla sua bicicletta, con il suo piccolo cane nel cestino. Amico fedele che ‘viziava’ con le mentine.A ricordarlo sono la sorella Rita (Gianfranco non si era mai sposato), i nipoti Pierangelo, Gianluca e Mariagabriella. Giovedì 11, a opera delle Onoranze Funebri Mantovani, la salma partirà dall’ospedale Oglio Po, dove Gianfranco è deceduto, per arrivare al cimitero di Casalmaggiore alle ore 15.30, dove sarà tumulata.

Giovanni Gardani

 

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