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Spineda, Cividale, la peste e quel lockdown del 1468

Una specie di lockdown ante litteram dunque che, oltre a ripetersi ai giorni nostri, potrebbe spiegare il motivo di una certa rivalità e diffidenza tra Rivarolo/Cividale e Spineda

SPINEDA / CIVIDALE MANTOVANO – Qualche volta la storia torna a ripetersi ed è sufficiente guardare al passato per ritrovare molte analogie con il presente.

E’ risaputo ad esempio come il piccolo Comune di Spineda abbia registrato nei giorni scorsi un elevato numero di contagi da Coronavirus anche se la notizia ha costretto il sindaco del paese ad intervenire per alcune considerazioni circa la poca precisione dei dati forniti.

Tuttavia le persone colpite dalla pandemia ci sono state in maniera consistente anche se in certi casi ha riguardato i componenti di un medesimo nucleo famigliare.

La questione ha riportato alla mente, grazie anche alla ricerca dell’attivo Circolo culturale La Lanterna di Rivarolo Mantovano, ciò che accadde nel 1468 quando il territorio fu investito da un’altrettanta cruenta epidemia derivante dalla diffusione della peste.

All’interno di una lettera del Vicario di Rivarolo indirizzata al marchese Ludovico Gonzaga, scritta con il linguaggio in voga cinque secoli fa, si legge: “Essendo da dece dì in qua morto quatro persone di peste in Spineda et intendendo che il prete et alcune persone de Cividale esser stati a casa de questi morti et averli aconpagnati ala chiesa et stati ali officj funebri ho facto presione che quelli di Spineda non vengano qui ne questi la”.

Una specie di lockdown ante litteram dunque che, oltre a ripetersi ai giorni nostri, potrebbe spiegare il motivo di una certa rivalità e diffidenza tra Rivarolo/Cividale e Spineda sfociata nella famosa separazione dei due Comuni dall’Unione Foedus avvenuta pochi anni fa.

E tralasciando la politica il ricorso storico potrebbe addirittura aiutare a comprendere un curioso costume osservando alcuni abitanti di Spineda durante le quotidiane passeggiate pomeridiane.

Molti di loro sulla ciclabile che porta a Cividale non si inoltrano mai oltre il confine che delimita i due paesi. Cosi come altrettanto fanno i cividalesi diretti a Spineda. Come se ancora esistessero quelle paure e quei divieti imposti dalle autorità dell’epoca con la missiva indirizzata nel 1468 al Marchese Ludovico Gonzaga.

Ros Pis

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