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Oglio Po, mantenimento DEA e nascita del distretto: CNC, così si tutela la sanità locale

A questo punto l'unica soluzione è il mantenimento dell'ambito distrettuale casalasco-viadanese, trasformato però in distretto casalasco viadanese

VICOMOSCANO – Ombre pesanti sull’Oglio Po? Forse sì, o forse no, ma meglio essere certi perché sottovalutare i rischi nella sanità, e nella sanità lombarda in particolar modo, non è mai buona cosa. C’è un equivoco (forse, lo chiarirà la Regione) che grava sul nosocomio casalasco viadanese, e dal chiarimento di quell’equivoco dipendono intanto tante cose.

L’Oglio Po, sul sito di Regione Lombardia che riporta la classificazione delle strutture, è riportato come sede DEA di primo livello. I DEA di primo livello hanno servizi specifici legati alla classificazione. Garantiscono oltre alle prestazioni fornite dagli ospedali sede di Pronto Soccorso anche le funzioni di osservazione e breve degenza, di rianimazione e, contemporaneamente, devono assicurare interventi diagnostico-terapeutici di medicina generale, chirurgia generale, ortopedia e traumatologia, cardiologia con UTIC (Unità di Terapia Intensiva Cardiologia). Devono inoltre garantire le prestazioni di laboratorio di analisi chimico-cliniche e microbiologiche, di diagnostica per immagini, e trasfusionali.

La classificazione Regionale è aggiornata al 2 marzo. Ed anche il ‘fu’ (politicamente) Giulio Gallera, nel suo tour casalasco precedente agli eventi pandemici, aveva garantito che nulla sarebbe mutato. La delibera XI/4358 del giorno successivo alla classificazione, che ha come oggetto le determinazioni in ordine agli indirizzi di programmazione per gli investimenti in ambito sanitario per il 2021/2028 classifica Oglio Po come ospedale di base. Gli ospedali di base sono strutture sede di Pronto soccorso con la presenza di un numero limitato di specialità ad ampia diffusione territoriale: Medicina interna, Chirurgia generale, Ortopedia, Anestesia e servizi di supporto in rete di guardia attiva o in regime di pronta disponibilità H24 di Radiologia, Laboratorio, Emoteca. Devono essere dotati, inoltre, di letti di ‘Osservazione Breve Intensiva’.

Un gradino sotto insomma. Oglio Po deve restare DEA di primo livello e forse quello regionale è solo un refuso e sarà un’interrogazione a risposta scritta presentata dai consiglieri regionali Matteo Piloni e Antonella Forattini a chiarire (forse) l’equivoco. In gioco c’è il futuro del nosocomio di frontiera, l’unico che segue e fa riferimento a due province diverse e a due ASST diverse. A segnalare l’incongruità è stato il gruppo di opposizione CNC (Fabrizio Vappina, Pierluigi Pasotto, Valentina Mozzi) e il dottor Luigi Borghesi (Amici dell’ospedale Oglio Po) che si sono accorti dell’equivoco chiedendo ai propri consiglieri regionali di riferimento che – una volta per tutte – venga chiarito e in forma scritta che Oglio Po é (e deve restare) DEA di I livello, con tutto quello che questo comporta.

Il gruppo di opposizione cittadina ha convocatoieri pomeriggio una conferenza stampa che è partita proprio dall’esigenza del chiarimento di questo equivoco per presentare poi un lungo (e complesso) documento nel quale si avanzano richieste precise. Un documento che si spera venga condiviso dai sindaci che fanno riferimento all’area in questione e che serva da base per le richieste. CNC ha dapprima lodato il lavoro svolto al tavolo di concertazione condiviso con la maggioranza casalasca. “Un lavoro importante” lo ha definito Valentina Mozzi che può e deve essere il primo passo.

FRANZA O SPAGNA (PURCHE’ CI SI MUOVA) – Lo hanno detto chiaramente, ed è l’altra questione importante messa sul tavolo. L’essere a cavallo tra due ASST (Mantova e Cremona) è stata un’esperienza che non ha fatto crescere Oglio Po. Anzi, tutt’altro. Le due aziende, per quanto riguarda la struttura casalasca e sempre secondo quanto sostenuto dall’opposizione, non hanno mai avuto un gran dialogo, anzi, non hanno mai avuto dialogo. A questo punto l’unica soluzione è il mantenimento dell’ambito distrettuale casalasco-viadanese, trasformato però in distretto casalasco viadanese.

“Chiediamo che non sia messa in discussione l’integrità del territorio a cavallo tra le due province, che grazie alla legge regionale 23/2015 è diventato un Ambito Distrettuale interprovinciale e interaziendale. Chiediamo la sua trasformazione in distretto casalasco-viadanese, vista la preventivata ricollocazione dei distretti nell’area di competenza delle ASST, secondo le indicazioni AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, ndr) e la loro grande importanza per la gestione della sanità territoriale. Si chiede la Nomina del Direttore del Distretto e la garanzia sulla sua necessaria autonomia gestionale.
Al Direttore di distretto dovranno essere affidati anche dei compiti di coordinamento degli Ospedali presenti sul territorio (Oglio Po, Asola/Bozzolo, POT di Bozzolo e Viadana, PreSST di Viadana e di Casalmaggiore) e l’attivazione effettiva dell’Area Territoriale Socio Sanitaria Interaziendale casalasco-viadanese e
la Valutazione di inserimento del Distretto casalasco-viadanese nell’area di pertinenza di UNA delle due ASST coinvolte (MN e CR), visti i fallimenti circa la collaborazione e l’integrazione tra le due ASST prevista nelle convenzioni precedenti e vista la possibilità/opportunità di ridefinire le dimensioni territoriali delle attuali ASST “al fine di renderle maggiormente funzionali all’organizzazione dei servizi sanitari della popolazione di riferimento ed efficienti nell’erogazione delle prestazioni ai cittadini “(AGENAS, 16/12/20)”.

Dunque (tornando al titolo iniziale) che si faccia riferimento ad una delle due ASST, Mantova o Cremona. Francia o Spagna insomma, purché si possa uscire dall’equivoco di un’area con una doppia governance che non funziona.

OGLIO PO – CNC ha accolto con favore l’investimento per rimettere a posto ‘la scatola’. Ma l’attenzione va rivolta anche ai contenuti perché “Avere una bella scatola senza pensare a quello che c’è dentro serve a poco”. Oltre alla questione iniziale (il mantenimento della DEA) per quanto riguarda i contenuti si chiede “Il mantenimento della Struttura Complessa di Radiologia, non solo garantendo la copertura della figura del Primario, avvenuta in questi giorni, ma anche facendosi carico della ripresa di tutte le attività diagnostiche radiologiche (Radiologia tradizionale, TAC, Risonanza Magnetica, Ecografia, Mammografia) da sempre garantite e ora gravemente lacunose per la carenza di operatori sanitari; la re-istituzione delle Strutture Complesse di Ortopedia/Traumatologia e di Anestesia/Rianimazione (nei precedenti POAS trasformate in Strutture Semplici a valenza dipartimentale), con i relativi letti di Terapia Intensiva da aumentare di almeno due unità; il mantenimento della Struttura Complessa di Chirurgia Generale; il rilancio della Struttura Complessa di Ginecologia, che non può essere operativa se non si interviene decisamente sul completamento del suo organico medico (ora ridotto ad 1 Primario e 2 Ginecologi), consentendo in Oglio Po la ripresa di tutta l’attività chirurgica di pertinenza; la previsione della riapertura del Punto Nascita in Oglio Po, vista la ormai annunciata ed imminente revisione del DM 70 che porterà alla riapertura di numerosi punti nascita su tutto il territorio nazionale; il mantenimento del reparto di Pediatria e la garanzia che la sospensione delle degenze ordinarie sia temporanea; il consolidamento della molto apprezzata attività oculistica e della specialistica urologica e ORL; la garanzia di una efficiente attività specialistica ambulatoriale per tutte le altre Specialità Aziendali”.

IL RUOLO DELLA POLITICA – I territori, quando sono uniti, sono in grado di ottenere risultati. CNC lancia un appello al sindaco Filippo Bongiovanni affinché valuti il documento senza preclusioni: “Perché la salute non ha bandiere né tessere, e il cremasco ha dimostrato che si può agire di comune accordo pur partendo da posizioni diverse”. E, da rappresentante autorevole dei sindaci leghisti possa convocarli per approfondire il documento (che mettiamo sotto nella sua forma integrale).

IL DOCUMENTO

Criticità situazione sanitaria Distretto ed Ospedale Oglio Po e relative richieste

La gravissima situazione emergenziale causata dalla pandemia COVID 19 nel nostro territorio, purtroppo ancora in corso, mentre da una parte ha dimostrato l’importanza dell’esistenza nel territorio casalasco-viadanese di un baluardo sanitario come l’Ospedale Oglio Po, ha dall’altra palesato tutta una serie di carenze strutturali, organizzative e strumentali, da tempo da noi segnalate, che ora devono assolutamente essere evidenziate e corrette in vista del prossimo futuro, allo scopo

  • sia di “ricostruire” in Oglio Po un ospedale in grado di fronteggiare al meglio ogni tipo di emergenza sanitaria,
  • sia di garantire una vera integrazione nei servizi socio sanitari in un territorio del tutto peculiare, quello dell’Ambito distrettuale casalasco-viadanese, a scavalco tra le province di Cremona e Mantova e al confine con la regione Emilia, in particolare con le province di Parma e Reggio Emilia.

La pandemia e la situazione di emergenza sanitaria senza controllo che si è creata nei mesi di marzo-aprile dello scorso anno impone già di per sé un’analisi attenta dei problemi che si sono evidenziati nell’organizzazione sanitaria regionale e nazionale, ma ora, a maggior ragione, queste problematiche sono da contestualizzare nella revisione in corso della legge regionale 23/2015, dopo che si è conclusa la prevista sperimentazione quinquennale; fondamentali, a nostro giudizio, diventano, in questo contesto, anche la revisione del DM 70 2015 e la riedizione delle regole di sistema 2019 della Regione Lombardia (DGR XI/1046).

Esponiamo quindi, in modo sintetico, le maggiori criticità evidenziabili sul nostro territorio e le relative proposte di intervento al fine di contribuire in modo concreto alla discussione in corso sia a livello locale che regionale

ATS Valpadana

CRITICITA’

  • Nessuna effettiva integrazione tra le tre ASST (Crema, Cremona e Mantova) e nessuna strategia territoriale per quanto riguarda il territorio Oglio Po (casalasco e viadanese), finalizzata a delineare compiti ed obiettivi di ciascun Ospedale territoriale (Oglio Po, Bozzolo/Asola, POT di Bozzolo e Viadana, PreSST di Viadana e Casalmaggiore);
  • L’Area Territoriale Socio Sanitaria Interaziendale Casalasco-Viadanese, dopo la sperimentazione triennale precedente:
  • È stata istituita solo sulla carta (DGR XI/795 12/11/2018 e Delibere 1607 ASST di Mantova e 381 ASST di Cremona del dicembre 2018),
  • Le citate convenzioni tra ASST di Mantova e Cremona prevedono validità triennale per l’Area, con data di partenza 1/1/2019,
  • Non sono stati individuati i rispettivi budget
  • Il Direttore dell’Area, previsto nelle convenzioni, alla data odierna non è ancora stato individuato nè nominato,
  • Né la sperimentazione precedente né l’attuale Area hanno prodotto vera integrazione tra le due aree casalasco e viadanese per quanto riguarda sia i servizi sanitari ospedalieri, visto che non afferiscono all’Area i due P.O. di Asola/Bozzolo e Oglio Po, sia quelli socio-sanitari del territorio,
  • Non si è vista la preannunciata fattiva collaborazione della conferenza dei Sindaci (che è stata costituita con molto ritardo e si è riunita pochissime volte),
  • L’istituzione dell’Area non è servita a potenziare e rilanciare l’Ospedale Oglio Po come unico Ospedale per acuti del territorio.
    PROPOSTE relative alla revisione della L.R. 23/2015
  • Mantenimento dell’ambito distrettuale casalasco-viadanese e sua trasformazione in Distretto casalasco viadanese
  • Si chiede, in sostanza, di non compromettere o mettere in discussione l’integrità del territorio casalasco-viadanese, che con la L.R. 23/2015 è diventato un Ambito Distrettuale interprovinciale ed interaziendale, anzi, se ne chiede la trasformazione in DISTRETTO CASALASCO-VIADANESE, vista la prevista riallocazione dei Distretti nell’area di competenza delle ASST, secondo le indicazioni AGENAS, e la loro grande importanza nella gestione della sanità territoriale;
  • Nomina del Direttore del Distretto e garanzia sulla sua necessaria autonomia gestionale
  • Affidamento al Direttore anche dei compiti di coordinamento degli Ospedali presenti sul territorio (Oglio Po, Asola/Bozzolo, POT di Bozzolo e Viadana, PreSST di Viadana e di Casalmaggiore) e l’attivazione effettiva dell’Area Territoriale Socio Sanitaria Interaziendale casalasco-viadanese;
  • Valutazione di inserimento del Distretto casalasco-viadanese nell’area di pertinenza di UNA delle due ASST coinvolte (MN e CR), visti i fallimenti circa la collaborazione e l’integrazione tra le due ASST prevista nelle convenzioni precedenti e vista la possibilità/opportunità di ridefinire le dimensioni territoriali delle attuali ASST “al fine di renderle maggiormente funzionali all’organizzazione dei servizi sanitari della popolazione di riferimento ed efficienti nell’erogazione delle prestazioni ai cittadini “(AGENAS, 16/12/20).

L’Ospedale Oglio Po

L’Ospedale Oglio Po, alla fine della cosiddetta prima ondata pandemica (mese di maggio 2020) è stato dichiarato OSPEDALE COVID FREE da ASST di Cremona e dalla Regione, e come tale non considerato nella DGR XI/3264 del 16/6/20 “Piano di riordino della rete ospedaliera: attuazione dell’art. 2 del D.L. 34/2020” , che quindi non ha previsto per Oglio Po nessun finanziamento per il potenziamento dei posti letto di Terapia Intensiva e sub intensiva, né finanziamenti per migliorare la ricettività ed il funzionamento del Pronto Soccorso.

Essere Ospedale COVID FREE garantiva al Presidio Oglio Po e all’ASST stessa la possibilità di riprendere in sicurezza tutte le attività chirurgiche sospese sia a livello di Presidio che di Azienda, prevedendo di dirottare sul Presidio Cremonese o su altri Presidi regionali eventuali pazienti COVID.
Naturalmente la dichiarazione COVID FREE di Oglio Po è crollata immediatamente non appena, nel fine estate, si è presentata la nuova ondata pandemica e Oglio Po è diventato a tutti gli effetti ancora OSPEDALE COVID.

Si può dire, allora, che oltre al danno abbiamo anche la beffa: non sono dunque previsti interventi strutturali su Oglio Po? In particolare per noi sono fondamentali:

  • Ristrutturazione di tutto il nosocomio nelle pareti esterne e nei cortili interni
  • Adeguamento strutturale del Pronto Soccorso e delle stanze e dei letti OBI lì collocati
  • Allestimento presso il reparto medico di due stanze da quattro letti per Terapia sub intensiva con otto letti monitorizzati per i quali già sono stati donati ed acquistati i relativi monitor multiparametrici ed i ventilatori polmonari
  • Ristrutturazione ed adeguamento del D H oncologico

Tutti questi interventi non sono legati al COVID Sì o COVID no bensì sono indispensabili perché Oglio Po riprenda tutta la sua funzionalità come Ospedale periferico DEA di I° livello. Ci aspettiamo che tutto ciò venga chiaramente previsto e finanziato: non si può ancora una volta rispondere ai bisogni sanitari di un territorio vasto come è quello della ATS Valpadana, e in particolare quello della Provincia di Cremona, solo ipotizzando di costruire nuovi ospedali centrali e costringendo la popolazione periferica a continue, insopportabili e pericolose migrazioni.

COSA CHIEDIAMO

• Mentre concordiamo pienamente sulla individuazione dell’Ospedale di Cremona come DEA di II° Livello, chiediamo che sia garantito il mantenimento del Presidio Ospedaliero Oglio Po come OSPEDALE PER ACUTI sede di Pronto Soccorso con tutti i requisiti previsti nelle nuove regole di sistema 2019 per gli Ospedali con più di 100 accessi al giorno; tale richiesta è giustificata dalla specifica collocazione geografica del Presidio Ospedaliero Oglio Po e dalla sua unicità come Ospedale per acuti nel vasto territorio distrettuale casalasco-viadanese
• L’Ospedale Oglio Po deve inoltre mantenere la classificazione di DEA di I° Livello con la reintroduzione di tutti i servizi che, gradualmente, in questi anni, sono stati ridimensionati o tolti.
Vista la DGR di Regione Lombardia (DELIBERAZIONE N° XI / 4385 Seduta del 03/03/2021) in cui alle pagine 11 e 18 viene riportata la classificazione di Oglio Po come “Ospedale di Base”, chiediamo con urgenza chiarimenti in merito e chiediamo che il nuovo POAS ASST di Cremona preveda:
• Il mantenimento della Struttura Complessa di Radiologia, non solo garantendo la copertura della figura del Primario (avvenuta in questi giorni), ma anche facendosi carico della ripresa di tutte le attività diagnostiche radiologiche (Radiologia tradizionale, TAC, Risonanza Magnetica, Ecografia, Mammografia) da sempre garantite e ora gravemente lacunose per la carenza di operatori sanitari;
• La re-istituzione delle Strutture Complesse di Ortopedia/Traumatologia e di Anestesia/Rianimazione (nei precedenti POAS trasformate in Strutture Semplici a valenza dipartimentale), con i relativi letti di Terapia Intensiva da aumentare di almeno due unità;
• Il mantenimento della Struttura Complessa di Chirurgia Generale;
• Il rilancio della Struttura Complessa di Ginecologia, che non può essere operativa se non si interviene decisamente sul completamento del suo organico medico (ora ridotto ad 1 Primario e 2 Ginecologi), consentendo in Oglio Po la ripresa di tutta l’attività chirurgica di pertinenza;
• La previsione della riapertura del Punto Nascita in Oglio Po, vista la ormai annunciata ed imminente revisione del DM 70 che porterà alla riapertura di numerosi punti nascita su tutto il territorio nazionale;
• Il mantenimento del reparto di Pediatria e la garanzia che la sospensione delle degenze ordinarie sia temporanea;
• Il consolidamento della molto apprezzata attività oculistica e della specialistica urologica e ORL;
• La garanzia di una efficiente attività specialistica ambulatoriale per tutte le altre Specialità Aziendali

Nazzareno Condina

 

 

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