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Vaccini over 80, scarsa chiarezza su criteri convocazioni e nessuna risposta per gli allettati

C’è poi un’altra questione, che diversi sindaci della provincia stanno cercando di dirimere: chi ha fornito, sul portale regionale, solo il numero di telefono di casa, a quanto pare non ha ancora ricevuto la data di convocazione.

L’Ats Valpadana rimanda alla Regione per dare una risposta alle tante domande di cittadini over 80 che hanno aderito alla campagna vaccinale ma non sono ancora stati convocati. Quale criterio viene seguito per le vaccinazioni? Se inizialmente era stato detto che le chiamate avrebbero seguito un ordine a seconda delle età, cominciando dagli ultracentenari, alla prova dei fatti non è stato così. Parecchi di loro sono ancora in attesa di essere convocati, mentre i più giovani hanno già ottenuto il vaccino. All’Ats confermano di stare ricevendo molte richieste di chiarimenti di questo tipo e di averle girate in Regione.

C’è poi un’altra questione, che diversi sindaci della provincia stanno cercando di dirimere: chi ha fornito, sul portale regionale, solo il numero di telefono di casa, a quanto pare non ha ancora ricevuto la data di convocazione. Diversi primi cittadini (Corte dè Frati, Paderno Ponchielli ad esempio) stanno invitando chi si trovasse in questa situazione, a contattare il Comune che provvederà poi a inviare solleciti all’Ats.

Infine c’è un terzo tema critico: gli over 80 allettati, che non hanno la possibilità di uscire di casa, hanno il diritto di essere vaccinati a domicilio e ne hanno fatto richiesta tramite i propri medici di base. I quali però, non hanno ancora idea né dei tempi né di chi andrà a somminstrare i vaccini. Loro stessi? I medici dell’unità speciali Usca? I medici della continuità assistenziale? Nemmeno su questo l’Ats è in grado di dare risposte.

A fronte delle tantissime attestazioni positive circa il funzionamento delle vaccinazioni presso l’hub di CremonaFiere, restano i problemi legati sempre alla gestione regionale delle convocazioni.  “Non è possibile – afferma il consigliere dem Matteo Piloni –  che anziani over 80 residenti a Crema e nel cremasco vengano convocati per il vaccino a Casalmaggiore. Più di 170 km per andare e tornare. Quando, oltre a Crema, è stato attivato anche un centro vaccinale a Rivolta d’Adda, c’è un centro a Soncino e da questa mattina è attivo il centro vaccini a Soresina. È inaccettabile! La Regione rimedi immediatamente. Ho scritto poco fa al Presidente Fontana, all’assessore Moratti e al Direttore Generale Welfare della Lombardia per segnalare la cosa e chiedere di risolvere il problema”.

“Nonostante le affermazioni spot di Fontana, è evidente a tutti che la Lombardia non è pronta per la vaccinazione di massa e che la macchina organizzativa ha totalmente fallito”. E’ questo il commento della consigliera regionale del PD Antonella Forattini dopo le dichiarazioni del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana. “A questo punto – prosegue Forattini – spero che il generale Figliuolo provveda a una verifica nelle Regioni, partendo proprio da qui. Caos nelle prenotazioni, ritardi nei vaccini agli ultra 80enni e ai docenti, ancora nessuna data per disabili e fragili, generale mancanza di comunicazione…”

“E se la Lombardia fa male – conclude la consigliera PD – la provincia di Mantova fa ancora peggio. Mancano ancora il quadro completo degli hub sul territorio visto che sopralluoghi e accordi sono partiti con pesante ritardo (il riferimento è anche a Bozzolo e Viadana, partiti nelle ultime ore, ndr). E sulle vaccinazioni fatte siamo addirittura sotto la media regionale, almeno da quanto si può dedurre dai numeri parziali visto che Ats e Asst si ostinano a non rendere pubblici i dati”.

“Non solo ritardi e carenze, ma ora gli anziani devo compiere un viaggio di 200 km per potersi vaccinare. Il modello del centro Destra lombardo continua a dimostrare tutta la sua inadeguatezza”. È quanto ha commentato Marco Degli Angeli, consigliere regionale del M5s, su quanto è accaduto a Spino D’Adda in provincia di Cremona. “È assurdo – ha commentato il consigliere – che un anziano di 89 anni abbia dovuto percorre quasi 200 km tra andata e ritorno per potersi vaccinare (la distanza tra Spino D’Adda e Casalmaggiore è di 98 km ndr).

Ha aggiunto Degli Angeli: “Disguidi e disservizi stanno tormentando gli anziani della nostra regione: non bastavano le lunghe attese, considerando che diversi over 80 hanno inoltrato la domanda un mese fa, ma non sono stati ancora convocati. Non bastava nemmeno che alcuni anziani abbiano ricevuto due messaggi con due appuntamenti diversi. Il caos – sottolinea Degli Angeli-  regna sovrano in Regione Lombardia e ora, un vaccino diventa lungo un viaggio. Fontana &Co. faccia qualcosa di concreto, magari seguendo l’esempio di altre Regioni come la Toscana, il cui piano vaccinale non solo è già più avanti, ma soprattutto non è pieno di buche o di propaganda. Aria non funziona, la Giunta Fontana cambia idea ogni 2 giorni e la Lombardia è sempre più in ritardo nella campagna vaccinale”.

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