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Viadana, stasera in consiglio lo studio Viadana 3, OdG della minoranza

Inoltre, di informare il Consiglio Comunale sulle azioni che l’amministrazione intende svolgere nel prossimo futuro, tali da essere coerenti con le misure di prevenzione suggerite nello studio Viadana III

VIADANA – Questa sera, in Consiglio Comunale a Viadana, si discuterà un odg presentato dai consiglieri Zaffanella, Boni, Federici, Perteghella sullo studio “Viadana 3”, Indagine epidemiologica sulla salute respiratoria in età pediatrica e sull’incidenza di tumori nel distretto sanitario di Viadana.

Come è noto a partire dal 2005 l’Azienda Sanitaria Locale di Mantova e l’Università di Verona, in collaborazione con ARPA Lombardia, hanno condotto indagini epidemiologiche sulla popolazione residente nei comuni del distretto sanitario di Viadana.

La prima indagine epidemiologica, riguardante principalmente la popolazione in età scolare (Viadana I), aveva evidenziato che i bambini, che vivevano in prossimità delle fonti di emissione industriale di formaldeide e polveri di legno, avevano più sintomi respiratori e irritativi degli occhi e delle vie aeree superiori e riportavano più assenze scolastiche e eccessi di ricoveri, per lo più per cause respiratorie.

Lo studio successivo, condotto nel 2010-2011 (Viadana II), aveva inoltre documentato livelli più elevati di alcuni biomarcatori di danno genotossico nell’epitelio buccale per i bambini del distretto che vivevano in zone con livelli maggiori di formaldeide e biossido di azoto.

Per tale motivo era stata deliberata l’indagine Viadana III, condotta nell’ambito di un accordo di collaborazione scientifica tra il Dipartimento di Diagnostica e Sanità Pubblica dell’Università di Verona e l’ Osservatorio Epidemiologico di ATS Val Padana. L’indagine si è conclusa ed è stata pubblicata e consegnata all’Amministrazione Comunale a fine dicembre.

I tre obiettivi principali cui lo studio doveva rispondere erano i seguenti:

  • Monitoraggio del rischio ambientale
  • Monitoraggio dello stato di salute della popolazione pediatrica
  • Monitoraggio del rischio di tumore nel distretto

Rispetto al primo punto,le analisi dei nuovi dati ambientali suggeriscono che, nel comune di Viadana, i residenti in prossimità dell’industria del pannello truciolare sono più esposti a un mix di inquinanti atmosferici rispetto ai residenti in aree più lontane.

Peraltro è bene tener presente che, essendo le aree più prossime all’impianto industriale anche quelle maggiormente urbanizzate, le analisi non hanno consentito di distinguere nettamente il contributo delle emissioni industriali da quello del traffico indotto dalle attività produttive o da altre fonti di inquinamento antropico, quali il traffico urbano o le emissioni domestiche.

Rispetto al secondo punto gli studi delle coorti pediatriche hanno mostrato un maggiore ricorso alle prestazioni di pronto soccorso, sia in relazione all’esposizione residenziale agli inquinanti atmosferici, sia in relazione alla prossimità rispetto alle aziende del pannello truciolare.

I risultati ottenuti mostrano tuttavia una mitigazione del rischio in particolare nella coorte reclutata più recentemente e costituita da soggetti di età 0-8 anni. Tale rischio persiste invece nel follow-up della coorte precedentemente identificata, suggerendone la relazione con il protrarsi dell’esposizione ambientale nel tempo.

E’ inoltre emerso che il tasso di abortività spontanea stimato nel periodo 2002-2017 per il comune di Viadana, pari a 6.4 per 1000 donne/anno, è risultato significativamente superiore al tasso del territorio complessivo dei 14 comuni, 5.6 per 1000/anno ma anche rispetto alla media nazionale. (in Italia per il periodo 2002-2016 è compreso tra 5.0 e 5.5 per 1000 donne/anno) .

Per quanto riguarda il monitoraggio del rischio di tumore nel distretto, la scelta degli indicatori di esito si è rivolta alle leucemie e ai tumori respiratori.

Per le diagnosi di neoplasie dell’apparato respiratorio si è osservato un aumento esclusivamente per i comuni di Viadana e Pomponesco, che passano da un rischio inferiore (1999-2004) a un rischio superiore (2010-2014).

Lo sviluppo del polo produttivo del pannello truciolare rappresenta una spiegazione plausibile per l’eccesso di tumori respiratori che, in quanto ipotesi, richiede di essere verificata attraverso uno studio analitico.

Per tutti gli inquinanti e per tutti i periodi di residenza considerati, le analisi hanno evidenziato inoltre un’associazione tra livelli più alti di inquinamento atmosferico e maggiore rischio di leucemia.

La situazione attuale potrebbe essere migliorata attraverso interventi preventivi.

Lo studio suggerisce interventi di sanità pubblica volti a individuare e mitigare tutte le fonti possibili dei contaminanti associati alle leucemie, ai tumori e alle altre patologie dell’apparato respiratorio. In particolare, ai fini di prevenzione lo studio raccomanda le seguenti misure:

  • La formalizzazione nel piano di governo del territorio di un’area di rispetto centrata sulle aziende del pannello truciolare, in cui non siano consentiti insediamenti industriali incentivando anche la riconversione del territorio ad aree verdi;
  • La sperimentazione dell’utilizzo di sostanze alternative alla formaldeide nel ciclo produttivo del pannello truciolare;
  • La realizzazione di interventi volti alla riduzione dell’impatto del traffico veicolare, tra cui la riattivazione della pipe-line e il potenziamento del trasporto merci su rotaia;
  • L’attuazione di interventi attivi di riduzione delle emissioni atmosferiche concomitanti;
  • Il rafforzamento degli interventi previsti per la promozione dei sani stili di vita;
  • Un’analisi dei dati di monitoraggio in continuo delle emissioni aziendali, al fine di stimarne il contributo specifico sul totale dell’inquinamento atmosferico nel confronto con altre fonti;
  • Un approfondimento rivolto ad indagare le cause degli eccessi di rischio riscontrati per i tumori respiratori e alcuni esiti riproduttivi, in particolare l’abortività spontanea, attraverso studi di epidemiologia analitica in grado di considerare oltre all’ipotesi ambientale tutti i possibili fattori di rischio per le patologie di interesse.

Una Città è vivibile quando cresce in modo rispettoso dell’ambiente, in modo da conciliare quantità e qualità dello sviluppo, e rispetto della salute umana.

Per tale motivo abbiamo chiesto al Sindaco e all’Assessore competente: di invitare in Consiglio Comunale gli autori dello studio ad una preliminare discussione volta ad entrare nel merito di quanto rappresentato nell’indagine, valutando la possibilità di invitare i tecnici delle aziende interessate e, non appena la situazione sanitaria lo consentirà, incontri pubblici informativi.

Inoltre, di informare il Consiglio Comunale sulle azioni che l’amministrazione intende svolgere nel prossimo futuro, tali da essere coerenti con le misure di prevenzione suggerite nello studio Viadana III.

Auspichiamo inoltre, in merito al tema della transizione ecologica, elemento centrale nel prossimo futuro nell’azione dei vari governi europei, che le imprese del distretto, con l’aiuto della Amministrazione Comunale possano accedere a bandi e rilevanti fondi e incentivi derivanti dal programma ‘Next generation EU’ vincolati ad investimenti in ricerca e sviluppo e innovazione che tendano a cicli produttivi sempre più pienamente sostenibili, orientati verso una green economy.

redazione@oglioponews.it

 

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