Cronaca
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Michela Capelli, il Covid e la
fortuna da restituire agli altri

Un plasma che - questa è la speranza per la quale avrà risposte ad inizio settimana - spera che abbia gli anticorpi per essere considerato 'iperimmune' e servire per i pazienti di Covid che stanno ancora lottando negli ospedali

SCANDOLARA RAVARA – “Bisogna restituire un po’ della fortuna che si ha avuto”. Con questo messaggio ieri, Michela Capelli, 46 anni, da Scandolara Ravara, commentava la donazione di plasma all’Oglio Po. Un plasma che – questa è la speranza per la quale avrà risposte ad inizio settimana – spera che abbia gli anticorpi per essere considerato ‘iperimmune’ e servire per i pazienti di Covid che stanno ancora lottando negli ospedali.

Bisogna restituire la fortuna che si ha avuto. La fortuna è quella di esserne usciti anche se il suo percorso, come quello della sua famiglia (Michela è sposata e madre di una figlia di 17 anni) non è stato brevissimo. A novembre il Covid: “Ho perso il gusto e olfatto e avevo un po’ di tachicardia – ci racconta – e mi sono trascinata il tutto per una ventina di giorni. E positivi sono risultati anche mio marito e mia figlia. Mio marito è stato un po’ più male, ma alla fine, e dopo 9 tamponi, a fine dicembre sono risultata negativa, così come la mia famiglia”.

Michela è volontaria dell’AVIS (sezione di Scandolara Ravara) dal 1993, da quando di anni ne aveva 18. Ha all’attivo, nonostante la giovane età, 65 donazioni tra sangue e plasma. “Ho iniziato quando avevo 18 anni a donare sangue – prosegue a raccontarci – perché era un desiderio che avevo. Non avevo familiari che lo facevano, se non degli zii che abitavano a Milano, ma sai quando desideri una cosa che ritieni importante? Ecco, quello era quel che volevo. Ho iniziato a donare a Cremona, poi sono diventata donatrice dell’AVIS di Scandolara. Prima solo sangue, poi, con gli anni che passavano, plasma o sangue in alternanza”.

“Quando ho preso il Covid – aggiunge – ho pensato da subito che quando ne sarei uscita avrei potuto donare il plasma iperimmune. Ho fatto la domanda e mi hanno prelevato una sacca di plasma, dicendomi che avrebbero fatto tutte le verifiche. Spero che nella prossima settimana arrivino notizie positive. Donare sangue o plasma è importante e se non avrò abbastanza anticorpi proseguirò a donare quando l’AVIS mi chiamerà a farlo. Se potrò donare plasma iperimmune lo farò. Io sono pronta”.

Michela restituirà un po’ della fortuna avuta, comunque vadano le cose. Anzi, da 28 anni a questa parte, col dono del sangue comunque un po’ di vita agli altri la sta restituendo da un po’.

Nazzareno Condina

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