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Covid in tre Rsa nonostante
vaccino, Montini: "Vigilanza alta"

"Credo che non si possa ignorare il problema del personale che, avendo rifiutato il vaccino, può aver portato il virus all’interno delle strutture”.

Preoccupa la situazione delle case di riposo del Cremonese, dove nonostante il vaccino fatto si sono generati piccoli o grandi focolai di Covid, e si apre il dibattito su cosa sia successo e su come il virus sia potuto entrare nelle strutture.

Sono 15 le persone contagiate a Cremona Solidale (5 finite in ospedale), 10 allo Zucchi Falcina di Soresina e tre al Mazza di Pizzighettone. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone asintomatiche, ma la situazione desta comunque diverse perplessità.

“Va tenuta alta la vigilanza su queste situazioni” commenta Walter Montini, presidente dell’Arsa di Cremona. “Se il problema riguarda il funzionamento del vaccino, si dovrà affrontare dal punto di vista sanitario e scientifico. Ma credo che non si possa ignorare il problema del personale che, avendo rifiutato il vaccino, può aver portato il virus all’interno delle strutture”.

Una situazione che comunque si verifica in tantissime strutture. “Per quanto mi riguarda, auspico che ci sia una norma nazionale in merito. E’ come uno che vuole guidare l’auto senza fare la patente. Capisco la libertà individuale, ma chi sceglie di lavorare in una struttura pubblica sanitaria ha obblighi nei confronti delle persone che assiste”.

E le strutture dovrebbero, sempre secondo Montini, prendere dei provvedimenti. “Anche nella casa di riposo di Isola Dovarese avevamo dei sanitari che rifiutavano di fare il vaccino, ma li ho incontrati, per convincerli. Ho spiegato loro che sarebbe stato difficile tenerli in corsia a stretto contatto con gli ospiti, se non si fossero vaccinati, e che nel caso li avremmo assegnati ad altri settori”.

Laura Bosio

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