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Covid, Nicola Taurozzi: "Col
vaccino Johnson siamo alla svolta"

"Il 16 aprile dopo l'autorizzazione dell'EMA, arriverà in Italia il primo vaccino a virus vettore, mono dose. Al nostro Paese saranno consegnate 7,5 milioni di dosi nel secondo trimestre e 15,9 milioni di dosi nel terzo trimestre"

Il vaccino Johnson per la  somministrazione mono dose e per la sua semplificazione logistica rappresenterà la svolta per la velocizzazione della vaccinazione di massa. A spiegarlo il professor Nicola Taurozzi, Primario Emerito e Docente dell’Università di Milano.

Il 16 aprile dopo l’autorizzazione dell’EMA, arriverà in Italia il primo vaccino a virus vettore, mono dose. Al nostro Paese saranno consegnate 7,5 milioni di dosi nel secondo trimestre e 15,9 milioni di dosi nel terzo trimestre.

Risulta efficace all’82%. Pur non dimostrando la stessa efficacia dei vaccini della Pfizer e di Moderna (95%) offre due grandi vantaggi: la conservazione nei comuni frigoriferi da +2 a +8 gradi e il raggiungimento della immunizzazione con una singola dose.

Tale semplificazione logistica permetterà di ampliare la platea dei sanitari somministratori, dai medici di famiglia alle farmacie, a vantaggio della velocizzazione della campagna vaccinale.

Ma come funziona questo primo vaccino monodose? A differenza dei vaccini Pfizer e Moderna basati sull’mRna della proteina spike del coronavirus, il vaccino Johnson utilizza l’adenovirus di tipo 26 del comune raffreddore, disattivato ed adoperato come una navetta trasportatrice nella quale è stato inserito il codice genetico della proteina spike.

Con il vaccino si inocula un ‘cavallo di troia’ (adenovirus inattivato + RNA spike). Nell’organismo poi viene riprodotta la proteina spike e il sistema immunitario reagirà con la produzione di anticorpi anti spike.

E’ stato dimostrato che questo vaccino oltre ad essere efficace con una sola dose riesce a funzionare anche contro la variante sud africana, la più temibile“.

redazione@oglioponews.it

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