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Mirabelli (PD): "Esame
avvocati online dà certezze"

"E’ un decreto che pone fine alla situazione di incertezza di 26 mila candidate e candidati riguardo alla vita professionale e alle prospettive future, ragazze e ragazzi finora penalizzati dalla pandemia".

“Il Pd vota con convinzione un decreto utile, non scontato e importante che consentirà al governo, in tempi brevi, di fissare finalmente la data per l’esame di Stato per l’accesso all’avvocatura anche in tempi di Covid19. E’ un decreto che pone fine alla situazione di incertezza di 26 mila candidate e candidati riguardo alla vita professionale e alle prospettive future, ragazze e ragazzi finora penalizzati dalla pandemia. Viene approvato in una collaborazione positiva tra governo e Parlamento, raramente trascorrono solo 15 giorni dal varo di un decreto alla sua conversione, con il merito di mantenere, nonostante la modalità online, standard di rigore necessari per garantire la professionalità adeguata ad affrontare una carriera difficile. Le modalità di questi esami sono innovative e legate all’emergenza e non potranno ripetersi, questo è chiaro”.

Lo ha detto in Aula del Senato il senatore Franco Mirabelli, capogruppo del Pd nella Commissione Giustizia e vicepresidente dei senatori dem. “Il doppio esame orale – prosegue Mirabelli – è parso il sistema più convincente rispetto ai limiti di un esame da remoto. Era necessaria chiarezza su come rendere più rigoroso il sistema di definizione e di scelta dei quesiti alla base della prima prova orale: mi sembra che l’ordine del giorno Cucca indichi una buona soluzione che speriamo venga recepita. Insistiamo poi perché si possa almeno consentire al candidato la facoltà di videoregistrare il proprio esame, e per questo guardiamo con favore all’ordine del giorno approvato su questa materia. Abbiamo accolto positivamente l’emendamento del relatore che ci consente di non escludere dalla seconda prova orale la materia scelta dal candidato nella prima prova, a garanzia di conoscenza e competenza sia sul diritto civile che sul diritto penale. Resta aperta la questione dei candidati trattenuti all’estero: potrebbero svolgere l’esame nei consolati, speriamo ancora che il governo possa prevedere questa modalità”.

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