Cultura
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Crisi della cultura per Covid:
a Casalmaggiore -82% di ingressi

Nell’anno 2020 in provincia di Cremona gli ingressi ai musei, alle aree archeologiche e ai castelli sono stati 51.859, circa un quarto di quelli registrati l’anno prima, con un calo rispetto al 2019 di 166.334 visitatori, il 76,23%.

Il 2020 è stato un anno particolarmente difficile per il settore culturale, segnato dalla chiusura di musei, cinema e teatri come misura preventiva per contrastare la pandemia. Pur essendo un anno eccezionale, la Provincia ha voluto comunque proseguire con la rilevazione iniziata nel 2013, chiedendo ai musei, alle aree archeologiche e ai castelli provinciali i dati relativi al flusso mensile dei visitatori, per quantificare anche a livello locale le perdite subite in questo settore, almeno in riferimento al numero di ingressi.

Come gli scorsi anni, i dati richiesti hanno riguardato principalmente il totale degli ingressi mensili e, se rilevati, il dettaglio degli ingressi di turisti stranieri e di studenti in visita scolastica. I musei, le aree archeologiche ed i castelli che hanno collaborato a questa rilevazione, sono stati 23 anche se cinque di essi non hanno registrato visitatori perché sono rimasti chiusi tutto l’anno (Visitors centre Calvatone- Bedriacum, Museo civico di Castelleone, Museo Mulino di sopra di Madignano, Museo Civiltà contadina di Offanengo e Museo Francesco Genala di Soresina).

Nell’anno 2020 gli ingressi ai musei, alle aree archeologiche e ai castelli sono stati 51.859, circa un quarto di quelli registrati l’anno prima, con un calo rispetto al 2019 di 166.334 visitatori, il 76,23%.

Analizzando gli ingressi mensili (vedi grafico sotto) si nota un numero molto elevato nel mese di gennaio (13.075), in linea con i dati dell’anno prima, mentre a febbraio gli ingressi iniziano a diminuire (ricordiamo che il primo caso di Covid 19 è stato diagnosticato il 21 febbraio), fino a crollare nei mesi successivi. Si registrano infatti poco più di un centinaio di biglietti staccati nei mesi di marzo e maggio e zero ad aprile, a causa del lockdown. A giugno, con la riapertura dei musei, i dati tornano nuovamente a crescere fino ad ottobre, raggiungendo quasi 7.000 ingressi, anche se i numeri sono ben lontani da quelli degli anni precedenti, per poi calare ancora a novembre e dicembre per le nuove restrizioni legate alla crescente diffusione del virus.

Nel 2020 il Comune che ha registrato il maggior numero di visitatori è stato Cremona che con i suoi cinque musei ha totalizzato 30.480 ingressi, il 59% del totale provinciale. Rispetto all’anno prima i musei di Cremona hanno registrato un calo del 78% (- 107.815 ingressi). 
Nel Comune di Soncino sono stati invece registrati 11.672 ingressi, il 23% del totale proviciale e, rispetto all’anno prima, si è avuto un calo del 67% (- 24.220 ingressi). Nel Comune di Crema sono stati registrati 4.715 ingressi, il 9% del totale provinciale, con un calo, rispetto all’anno prima, del 69% (- 10.483 ingressi).

Di seguito il dettaglio delle differenze assolute e percentuali degli ingressi 2019-2020 per Comune.

Come risulta dal grafico seguente, il museo che ha registrato il maggior numero di visitatori è stato il Museo del Violino con 12.340 ingressi (erano 72.698 l’anno prima), seguito dai Musei della Rocca e della Stampa di Soncino, con 10.107 ingressi (erano 31.289) e dal Museo civico di storia naturale di Cremona, con 9.721 ingressi (erano 29.240).

Nella tabella seguente si evidenzia la differenza assoluta e percentuale degli ingressi registrati nei musei, aree archeologiche e castelli dal 2019 al 2020.
La differenza più rilevante è stata registrata dal Museo del Violino, con un calo di 60.358 ingressi, seguita dai musei di Soncino con 21.182 ingressi in meno.
A livello percentuale invece la differenza maggiore è stata registrata dall’Area archeologia e antiquarium di Palazzo Pignano (-89%) e dal Museo Paleoantropologico del Po (-87%).

Gli ingressi degli studenti
Per l’anno 2020 i dati relativi agli ingressi degli studenti sono poco significativi perché per quasi tutto l’anno, ad esclusione di gennaio e febbraio, non si sono potuti effettuare viaggi di istruzione. Inoltre, dei 23 musei indagati, solo 15 hanno fornito i dati perchè 3 non hanno rilevato questa distinzione e 5 sono rimasti chiusi tutto l’anno.

Comunque, dai dati in nostro possesso risulta che nell’anno 2020, gli studenti che hanno visitato i musei provinciali sono stati circa 6.100, di cui 5.552 (il 91%) nei mesi di gennaio e febbraio. Considerando che nel 2019 gli ingressi degli studenti sono stati 63.271 si può stimare che nel 2020 la perdita del numero di ingressi è stata pari al 90% (- 57.171 ingressi).

Gli ingressi dei turisti stranieri
Anche per quanto riguarda gli ingressi ai musei dei turisti stranieri, il 2020 è stato un anno disastroso. Gli stranieri che hanno vistato i musei provinciali sono stati circa 2.600 contro i 26.500 dell’anno prima, con una perdita di circa 23.900 ingressi (- 90%).
I musei più visitati dai turisti stranieri sono stati quelli della città di Cremona. In particolare il 92% dei turisti stranieri (2.400) ha visitato il Museo del Violino.

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