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Due passi nella Storia, a Canneto
sull'Oglio al via la mostra diffusa

Gianluca Bottarelli: "“L’esposizione è concepita come un percorso che si snoda lungo le vie e le piazze del comune e il visitatore potrà scegliere quali scatti vorrà vedere oppure affrontare tutto l’itinerario con il vantaggio di una sana passeggiata"

Prende il via a Canneto sull’Oglio la mostra diffusa dal titolo Due passi nella storia, una raccolta di 19 fotografie, che vanno dai primi del ‘900 sino agli anni ’60 dello stesso secolo, posizionate in diversi luoghi del comune.

Il perché di una mostra diffusa sul territorio è abbastanza semplice viste le normative vigenti in tempo di Covid-19 e la relativa impossibilità di un’apertura continuativa nella sede museale cannetese, soprattutto nel fine settimana. Facendo quindi di necessità virtù, si è pensato di organizzare un’esposizione di immagini – racconta l’assessore alla cultura Gianluca Bottarelli – che illustrano i diversi cambiamenti del territorio, intesi come vie, piazze e edifici, oltre alla rappresentazione di momenti di vita, con gli abitanti ripresi ora in pose organizzate dal fotografo, ora in particolari momenti della loro quotidianità.

“L’esposizione è concepita come un percorso che si snoda lungo le vie e le piazze del comune e il visitatore potrà scegliere quali scatti vorrà vedere oppure “affrontare” tutto l’itinerario con il vantaggio di una sana passeggiata. Gli spettatori potranno osservare direttamente, e quindi confrontare, piuttosto che conoscere, quali siano i cambiamenti con lo scatto proposto. Ulteriore scopo della mostra è la riscoperta di alcuni scorci suggestivi che spesso rimangono indifferenti alla vista sfuggevole dei nostri giorni”.

Bottarelli prosegue: “Nella scelta delle immagini ci siamo soffermati su due diversi modi di utilizzare la fotografia. Il primo, quello più naturale ed immediato, racconta di come il fotografo abbia voluto usare questo strumento per fermare un attimo che non sarà più ripetibile nel tempo. Il secondo, più artistico e concettuale, come si sia usata questa tecnica per costruire una certa immagine seguendo inevitabilmente una propria inclinazione estetica.”

“Si prenda ad esempio l’immagine con la casa natale di Don Enrico Tazzoli, martire di Belfiore, il fotografo fissa la scena in un istante, blocca il tempo facendoci partecipare direttamente alla rappresentazione, come se anche noi stessimo entrando nella bottega come fa la signora in basso a destra, oppure appoggiando la bicicletta al marciapiede come uno dei due ragazzini che guardano dritto all’obbiettivo. Nell’immagine invece più vecchia della serie, quella cioè che raffigura la piazza maggiore agli inizi del ‘900, il folto gruppo di persone è rimasto fermo per lungo tempo ascoltando le indicazioni del fotografo che li ha sapientemente distribuiti come un ventaglio aperto, in modo che tutti si possano vedere e riconoscere al termine del processo fotografico.

Se il fotografare equivale quindi a catturare una certa inquadratura del viso, del paesaggio, della prospettiva di una strada, o la scelta di soffermarsi solo su particolari di immagini – gli occhi, le mani, una finestra, una casa – e serve a rimandare con precisione a ciò che in quel momento è stato visto, nonostante l’impossibilità di esserci stati, non perdetevi questa curiosa mostra che narra di tempi lontani e di cose scomparse, di noi, di come eravamo e di quello che abbiamo fatto in questi anni.

Come si diceva la mostra sarà diffusa sul territorio e il percorso sarà individuabile da una mappa digitale, divulgata online sulla pagina Facebook del comune di Canneto sull’Oglio, ma anche cartacea, distribuita durante l’evento di presentazione presso la Sala Polivalente di piazza Gramsci alle ore 18.00 di mercoledì 2 giugno. La cartina sarà disponibile anche presso la sede municipale e in alcuni negozi del paese.

redazione@oglioponews.it

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