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Gessi e veleni, CNC e M5S
presentano interpellanza

"Abbiamo tutto il diritto di sapere - aggiunge Adamo Manfredi - chi è coinvolto in questa vicenda e chi sapeva. Dalle notizie che emergono neppure la politica e gli organi deputati al controllo ne sono fuori". GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

Non solo area depressa, non solo confine (dimenticato) dell’impero Longobardo, non solo area a carenza di servizi e di risorse ma ora anche “Pattumiera della regione”. L’inchiesta portata avanti dai Carabinieri Forestali di Brescia ha fatto emergere una situazione piuttosto grave e seria che non può riguardare solo i comuni direttamente coinvolti (Martignana di Po e Gussola) ma deve riguardare tutti. A farsi portavoce del diffuso malessere dei cittadini Pierluigi Pasotto (Rive Gauche e CNC) e Adamo Manfredi (M5S) che di concerto hanno presentato un’interpellanza all’Amministrazione di Casalmaggiore. L’interpellanza è stata firmata da tutto il gruppo di CNC (Mario Daina, Fabrizio Vappina e Valentina Mozzi).

“Chi ci amministra a Milano in questo momento non ha la minima considerazione di noi – esordisce Pierluigi Pasotto – non riusciamo ad avere niente. Chiediamo la tangenziale e non ci ascoltano, ci danno solo i soldi per tappare buchi mentre finanziano il tratto viadanese e la tangenziale di Goito, ci faranno un’autostrada che non ha giustificazioni, né a livello di traffico, né economico, abbiamo una stazione ed una ferrovia che sono nello stato che tutti conoscono, l’Oglio Po è continuamente impoverito, non ci danno neppure due Hub vaccinali ed ora, grazie all’inchiesta di Brescia, scopriamo pure che siamo diventati la pattumiera della Lombardia. Non possiamo girarci continuamente dall’altra parte”.

“Abbiamo tutto il diritto di sapere – aggiunge Adamo Manfredi – chi è coinvolto in questa vicenda e chi sapeva. Dalle notizie che emergono neppure la politica e gli organi deputati al controllo ne sono fuori. Quello che si legge mette in luce una situazione estremamente seria. E grave. Dobbiamo tutelare il territorio”.

CNC e M5S chiedono uno studio epidemiologico serio, affidato a società private e l’immediata bonifica delle aree interessate al sotterramento dei veleni e l’introduzione di Casalmaggiore e dei comuni del casalasco nella fascia dei comuni interdetti. Casalmaggiore, come comune guida, deve farsi parte attiva nelle richieste. Questo il testo dell’interpellanza che verrà discussa nel prossimo consiglio comunale.

Oggetto : Interpellanza Emergenza spargimento fanghi tossici

Il gruppo consiliare Casalmaggiore La nostra Casa

Accertato che
Un’ indagine svolta in Lombardia tra il 2018 e il 2019 dai nuclei Forestali dell’arma dei Carabinieri ha portato alla luce una rete di smaltimento illegale di fanghi tossici non trattati, circa 150000 tonnellate, con altissime percentuali di metalli pesanti e idrocarburi che ha interessato 3000 ettari di terreni agricoli in Lombardia, Piemonte,Veneto ed Emilia Romagna. Questi fanghi, spacciati per “gessi di defecazione”, in realtà non venivano trattati, igienizzati e trasformati in prodotti fertilizzanti come previsto dalla normativa ma addirittura, addizionati di acido solforico e batterie esauste, sparsi e arati “gratuitamente” su terreni agricoli produttivi .

Appurato che
anche l’assessore con delega all’agricoltura, alimentazione e sistemi verdi, il leghista Rolfi, a mezzo stampa sulla questione ha dichiarato: “I recenti fatti di cronaca dimostrano come i fanghi industriali siano problematici per l’agricoltura e per i campi”, specificando che Regione Lombardia per la campagna 2020-2021 ha indicato 167 comuni di cui 43 cremonesi nei quali gli spargimenti di questa natura sono vietati

Constatato che
Nessuno dei 43 comuni interdetti è in territorio casalasco, ponendo in essere il rischio concreto che esso sia destinato a diventare la pattumiera della Lombardia, fatto confermato dall’interessamento di versi terreni dislocati in comuni del nostro territorio tra cui Martignana di Po , Gussola , Piadena , Scandolara Ravara , Torricella del Pizzo risultati contaminati dagli spargimenti.

Chiarito che
il gruppo consiliare Casalmaggiore la nostra casa esprime un giudizio totalmente contrario all’utilizzo di fanghi per uso agronomico in quanto a nostro avviso pericoloso e nocivo . Riteniamo che il Dl 99/92, vada rivisto e modificato a favore di strumenti rivolti sempre di più alla riduzione dei quantitativi di emissioni e di azoto, puntando sempre di più al riutilizzo irriguo e all’economia circolare dell’acqua collegato al ciclo di depurazione.

interpella il sindaco per sapere
1) Se abbia ulteriori informazioni in suo possesso per integrare quando sopra descritto.
2) Se e quali strumenti intenda mettere in atto direttamente o a sostegno degli organi preposti al controllo, alle autorizzazioni e alle analisi, per attivare una forma di monitoraggio e controllo del fenomeno sul nostro territorio
3) Se condivida l’idea di richiedere ufficialmente , mediante ordine del giorno approvato in consiglio di concerto con i comuni del casalasco a Regione Lombardia d’inserire il nostro territorio nella zona interdetta (vulnerabile) allo spandimento dei fanghi da depurazione per uso agronomico
4) Se e come intenda relazionarsi con i sindaci dei comuni limitrofi interessati, per concertare un’azione incisiva sia con iniziative dirette che a livello politico.

“Intanto – conclude Pierluigi Pasotto – presentiamo l’interpellanza che poi diventerà una mozione o un’ordine del giorno sul quale tutti saranno chiamati a dire la loro e a pronunciarsi. Abbiamo tutto il diritto di sapere e di tutelare il territorio”.

N.C.

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