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Gessi e veleni, CNC presenta
mozione a tutela del territorio

12 milioni di euro di profitti illeciti e di 150mila tonnellate di fanghi contaminati smaltiti su circa 3mila ettari di terreni agricoli. Nei comuni toccati dall'inchiesta (e dai sotterramenti) ci sono anche quelli della bassa cremonese: Sospiro, Martignana di Po, Torricella de Pizzo, Gussola, Piadena, Scandolara Ravara

Potranno forse fare poco i sindaci e le amministrazioni. Le decisioni, anche quando riguardano il territorio, passano sulle loro teste. Passano da leggi nazionali o regionali per le quali poco o nulla si può fare. Ci siamo creduti ai margini dello spargimento di veleni, parlando con supponenza e qualche volta con assoluto distacco della terra dei fuochi sino a che un’inchiesta dei Carabinieri forestali di Brescia ha portato alla luce quello che si sospettava. Terra dei fuochi siamo anche noi.

15 indagati per lo sversamento di fanghi fuori norme nelle campagne soprattutto della Bassa Bresciana, ma anche nelle province di Mantova, Cremona, Milano, Pavia, Lodi, Como, Varese, Verona, Novara, Vercelli e Piacenza. I Carabinieri Forestali, che hanno condotto le indagini coordinate dal sostituto procuratore Mauro Leo Tenaglio e da Teodoro Catananti, parlano di almeno 12 milioni di euro di profitti illeciti e di 150mila tonnellate di fanghi contaminati smaltiti su circa 3mila ettari di terreni agricoli. Nei comuni toccati dall’inchiesta (e dai sotterramenti) ci sono anche quelli della bassa cremonese: Sospiro, Martignana di Po, Torricella de Pizzo, Gussola, Piadena, Scandolara Ravara. E c’è chi è pronto a scommettere che questa sia solo la punta dell’iceberg.

“Sto seguendo in frazione e da tempo la vicenda di un’azienda – ci ha detto qualche giorno fa il sindaco di un comune non coinvolto – perché i problemi ci sono, e ci sono da tempo. Possiamo fare poco, ma quel che si può fare lo facciamo anche quando non lo diciamo”. Crediamo alle sue parole. Non è solo il problema di quello che ci cresce su quei terreni. E’ anche il problema di quello che c’è sotto. Di quanto passerà sino a quando quei terreni verranno bonificati, perché dovranno essere bonificati.

Potranno fare forse poco sindaci e amministrazioni, ma possono alzare la voce perché il problema riguarda tutti. Ci prova in maniera costruttiva l’opposizione casalasca, accogliendo i suggerimenti del consigliere Regionale Marco Degli Angeli che ha dato loro qualche dritta e chiedendo, con una mozione, a tutti di pronunciarsi. Questo il testo della mozione che verrà discussa e votata nel prossimo consiglio comunale. La mozione porta la firma di Pierluigi Pasotto, Mario Daina, Valentina Mozzi e Fabrizio Vappina. Chiedono al sindaco di fare tutto quanto è in suo potere per cercare di arginare il fenomeno.

Mozione: Emergenza spargimento fanghi tossici

Il gruppo consigliare Casalmaggiore La nostra Casa

Accertato che

Un’ indagine svolta in Lombardia tra il 2018 e il 2019 dai nuclei Forestali dell’arma dei Carabinieri ha portato alla luce una rete di smaltimento illegale di fanghi tossici non trattati, circa 150000 tonnellate, con altissime percentuali di metalli pesanti e idrocarburi che ha interessato 3000 ettari di terreni agricoli in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna. Questi fanghi, spacciati per gessi di defecazione, in realtà non venivano trattati, igienizzati e trasformati in prodotti fertilizzanti come previsto dalla normativa ma addirittura, addizionati di acido solforico e batterie esauste, sparsi e arati gratuitamente su terreni agricoli produttivi.

Appurato che

anche l’assessore con delega all’agricoltura, alimentazione e sistemi verdi , il leghista Rolfi , a mezzo stampa sulla questione ha dichiarato :” I recenti fatti di cronaca dimostrano come i fanghi industriali siano problematici per l’agricoltura e per i campi”, specificando che Regione Lombardia per la campagna 2020-2021 ha indicato 167 comuni di cui 43 cremonesi nei quali gli spargimenti di questa natura sono vietati

Constatato che

Nessuno dei 43 comuni interdetti è in territorio casalasco, ponendo in essere il rischio concreto che esso sia destinato a diventare la pattumiera della Lombardia, fatto confermato dall’interessamento di versi terreni dislocati in comuni del nostro territorio tra cui Martignana di Po , Gussola , Piadena , Scandolara Ravara , Torricella del Pizzo risultati contaminati dagli spargimenti.

Dato che

in diversi comuni del mantovano e del bresciano è stato redatto un regolamento che impone e regola la tracciabilità degli spandimenti dei “gessi di defecazione”e di tutto ciò che deriva dai fanghi di depurazione

Chiarito che

il gruppo consiliare Casalmaggiore la nostra casa esprime un giudizio totalmente contrario all’utilizzo di fanghi per uso agronomico in quanto a nostro avviso pericoloso e nocivo . Riteniamo che il Dl 99/92 , vada rivisto e modificato a favore di strumenti rivolti sempre di più alla tracciabilità e alla riduzione dei quantitativi di emissioni e di azoto, puntando sempre di più al riutilizzo irriguo e all’economia circolare dell’acqua collegato al ciclo di depurazione.

Propone al consiglio di approvare come atto d’indirizzo al sindaco di:

1) Raccogliere ulteriori informazioni in suo possesso per integrare quando sopra descritto e riferirle in consiglio comunale.
2) Di porre in atto strumenti diretti o a sostegno degli organi preposti al controllo, alle autorizzazioni e alle analisi, per attivare un monitoraggio e controllo del fenomeno sul nostro territorio
3) Richiedere ufficialmente, mediante ordine del giorno approvato in consiglio di concerto con i comuni del casalasco, a Regione Lombardia d’inserire il nostro comune nella zona interdetta (vulnerabile) a partire dalla campagna 2021-2022
4) Di relazionarsi con i sindaci dei comuni limitrofi interessati, per concertare un’azione incisiva sia con iniziative dirette che a livello politico.
5) Di predisporre un regolamento ad hoc o inserire in altri già esistenti, criteri di tracciabilità , distanze e caratteristiche per prodotti fertilizzanti provenienti da attività industriali di recupero di residui di lavorazione (gessi di defecazione), come fatto da diversi comuni lombardi tra cui il comune di Mariana Mantovana.

N.C.

 

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