Cronaca
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Trenord sopprime il treno ma
non riconosce il rimborso

"E’ il momento che Trenord abbandoni pratiche illegali, dia spiegazioni adeguate del suo operato e risarcisca quanto percepito indebitamente per un abbonamento di cui il viaggiatore non ha potuto usufruire per ragioni imputabili esclusivamente al gestore della linea”.

“Ancora una volta Trenord mette in scena il teatro dell’assurdo”. A denunciarlo è il Codacons. “A farne le spese un nostro associato cremonese che ha l’unica colpa di aver sottoscritto un abbonamento annuale sulla tratta Cremona-Marcaria. Subito dopo la sottoscrizione ed il pagamento, il treno, il 5177 (sulle cui condizioni è meglio sorvolare), veniva immotivatamente e senza alcun preavviso soppresso lasciando il viaggiagtore in balia degli eventi.

Solo dopo lo scoppio dell’emergenza Covid-19 il treno veniva formalmente soppresso, ma da questo momento aveva inizio il calvario per ottenere la restituzione degli importi versati per un abbonamento del quale il nostro associato non aveva mai usufruito. Una vera e propria odissea in quanto Trenord, unilateralmente e senza fornire alcuna spiegazione plausibile in merito, riconosceva il rimborso esclusivamente di una frazione dell’importo versato, frazione pari a poco più del 60%”.

“Una situazione ai limiti dell’assurdo”, secondo il Codacons. “Ci sono interrogativi che aleggiano sulla condotta di Trenord. In primo luogo: perché mai accettare il pagamento di un abbonamento annuale su una tratta qualche giorno prima di sopprimerla? In secondo luogo: può una procedura di rimborso così elementare trasformarsi in una vera e propria via crucis per il consumatore? Da ultimo, perché ridurre unilateralmente il prezzo del rimborso al solo 60% di quanto pagato?

E’ il momento che Trenord abbandoni pratiche illegali, dia spiegazioni adeguate del suo operato e risarcisca quanto percepito indebitamente per un abbonamento di cui il viaggiatore non ha potuto usufruire per ragioni imputabili esclusivamente al gestore della linea”.

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