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Vaccino ai dodicenni? Il parere
del pediatra Giovanni Fasani

Molte le domande che si pongono i genitori: i meno dubbiosi e i più decisi a fare subito il vaccino sono proprio i ragazzi, che sperano così di lasciarsi alle spalle il più presto possibile il lungo periodo di chiusure e limitazioni alle attività.

Da mercoledì è possibile la prenotazione del vaccino AntiCovid anche per la fascia di età dai 12 anni in su in Regione Lombardia, una delle quattro regioni italiane che hanno aperto a questa possibilità.

Alle 10,45 di questa mattina si sono già raggiunte 406.231 prenotazioni in regione, 43.259 per la fascia 12-15 anni, 123.576 per la fascia 16-20 e 239.396 per la fascia 20-29 anni. Molte le domande che si pongono i genitori: i meno dubbiosi e i più decisi a fare subito il vaccino sono proprio i ragazzi, che sperano così di lasciarsi alle spalle il più presto possibile il lungo periodo di chiusure e limitazioni alle attività. Abbiamo chiesto un parere a un pediatra di lungo corso, Giovanni Fasani, tuttora componente del Comitato Etico Val Padana.

“Partiamo dal presupposto che la vaccinazione andrebbe fatta a tutte le persone idonee alla vaccinazione – afferma – E’ anche vero però che non è ancora chiaro quale sia l’efficacia a lungo termine del vaccino, è plausibile infatti che andrebbe poi rifatto in tempi abbastanza brevi. Non si conosce la durata temporale in cui rimarranno attivi gli anticorpi, anche se ci sono fenomeni di rebound, cosiddetto effetto booster, quando cioè l’organismo è in grado di ampliare una difesa comune anche se con un numero di anticorpi basso.

“Io sono sempre stato favorevole alle vaccinazioni in età pediatrica: se tante malattie sono scomparse da questa terra lo si deve alla vaccinazione ed è indubbio che una maggiore copertura vaccinale riduca di molto la diffusione della malattia”.

C’è però la questione dell’opportunità di vaccinare soggetti che, statistiche alla mano, hanno un rischio molto ridotto di sviluppare la malattia in maniera seria.

“Il fatto che nei bambini e ragazzi il virus desse pochi sintomi o addirittura nessuno rispetto all’adulto o all’anziano ha comportato l’idea che il virus fosse meno dannoso. Ma si è poi visto che in determinati casi così non è stato e molto probabilmente i giovani sono stati il veicolo di tanti contagi”.

E circa gli effetti a lungo termine di un vaccino di nuova generazione?
“La gravissima emergenza sanitaria creata dalla pandemia ha indotto ovviamente ad accelerare i tempi della sperimentazione, pur rispettando gli step previsti, ma con intervalli più brevi. Questo però, secondo le autorità sanitarie, non riduce la sicurezza. Vi sono enti preposti (come FDA negli USA, EMA a livello europeo e AIFA a livello nazionale) che analizzano costantemente i dati statistici che pervengono dalle varie sperimentazioni (rolling review). Nessuna regola della sperimentazione viene disattesa.

Una 4ª Fase decisamente importante è quella della farmacovigilanza post marketing, spesso cruciale per la verifica sulla attività e gli effetti collaterali di un farmaco. Nel post marketing si possono ad esempio osservare eventuali effetti collaterali che insorgono con frequenze molto basse (es. 1/5000). In pratica accade che consciamente o inconsciamente medici e pazienti vengono coinvolti in un’ampia sperimentazione
del farmaco.
Esiste un controllo continuo giornaliero delle segnalazioni di effetti collaterali, non ci sono stati salti nel buio.
Inoltre, quello che è importante è l’attivazione della risposta anticorpale, che venga fatta con un tipo di antigene o con un altro. I vaccini tradizionali, certo, erano fatti diversamente, con il virus attenuato intero oppure ucciso; poi la bioingegneria è riuscita a creare antigeni e frazioni antigeniche immunogene che inducono la risposta anticorpale e questo è un vantaggio rispetto alle vaccinazioni tradizionali”.

Per concludere: valgono più le motivazioni etico sociali per vaccinare un adolescente, o quelle sanitarie?

“Credo che valgano entrambe allo stesso modo. Questo virus ci ha dato messaggi diversi da quelli a cui eravamo abituati, ha dato origine a patologie estremamente gravi in casi in cui si pensava che non dovesse avvenire. E’ un virus diverso da quello dell’influenza, è un “fratello” del raffreddore in grado di modificarsi continuamente; aver trovato vaccini in un tempo breve contro un virus così potente devastante è già stato un grande risultato”.

“Dai genitori per ora stanno arrivando richieste generiche in merito alla vaccinazione”, afferma il pediatra Luigi Ponzoni. “La funzione è essenzialmente preventiva, più allarghiamo il campo degli immuni e meno possibilità dici sono che il virus circoli. Gli effetti collaterali per ora non sono descritti, quando c’è una novità, sia essa terapeutica antibiotica, ecc. ci vuole del tempo per avere le idee chiare. Quel che è certo è che le vaccinazioni sono una conquista del progresso scientifico. Uno non guarisce spontaneamente, salvo casi eccezionali. Prendiamo ad esempio il morbillo: a 40 anni dalle prime vaccinzioni abbiamo la certezza che la copertura è ottimale e i focolai sono spariti”.

Giuliana Biagi

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