Cronaca
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Andrea Lazzari, il ricordo dei
dipendenti: "Era un gigante"

Andrea Lazzari ha lottato sino all'ultimo, ha continuato ad immaginare il futuro, ha continuato a vivere la sua vita cercando di far stare bene le persone che aveva intorno. Non si è arreso

Sembrava invincibile Andrea Lazzari. Proprio per quel suo carattere mai arrendevole, sempre pronto a guardare al domani. La sua preoccupazione principale era quella di non far preoccupare gli altri anche quando lo scontro si faceva duro, anche quando proprio non stava bene. Lo faceva per la piccola Sofia, per Federica e per i suoi familiari. Ma allo stesso modo si comportava con i dipendenti.

Andrea Baratta è uno di loro. 22 anni di servizio nella carrozzeria che sorge tra Vicomoscano e Casalbellotto. Parla a nome di tutti. Di Carlo, Marco, Iuan, Diego, Fabio, Denal, Marco e Walter. E parla a nome di Mauro e Ermete, da qualche tempo in pensione. L’autocarrozzeria Lazzari per loro è sempre stata una sorta di famiglia allargata ed il collante tra lavoro e persone, tra presente e futuro, tra rapporti lavorativi e amicizia personale.

C’è un pesante senso di vuoto adesso. Andrea Lazzari lottava dal 2003 contro quel male inesorabile che alla fine l’ha avuta vinta. Ha combattuto, ogni giorno della sua vita, come un leone e lo ha sempre fatto cercando di mostrare il sorriso, di far vedere agli altri che era forte, che c’era speranza, che il dolore di oggi era meno di quello di ieri.

“La sua frase quando parlava della sua salute – spiega Andrea Baratta – era Oggi sto meglio, a moli mia“. Non mollo. “Non mi ha mai detto sto male. Non si è mai lasciato andare. Non voleva far venire pensieri a nessuno. Noi le sue condizioni le conoscevamo ma era dal 2003 che sapevamo cosa stava affrontando. Ed era lui ad aiutare noi. Faceva parte del suo carattere. Prima di essere un capo era un amico. Ha sempre rispettato tutti, non l’ho mai sentito alzare la voce con nessuno. Se c’era un problema, anche al di là del lavoro, cercava sempre di aiutarti di persona. Aveva una marcia in più, era sicuramente quello che riusciva a tenere uniti tutti. Quando ho fatto il Covid si faceva sentire tutti i giorni per chiedermi come stavo o se avevo bisogno di qualcosa. Sapeva farsi volere bene da tutti. Anche ultimamente mi diceva che aveva in mente innovazioni per la carrozzeria, che appena sarebbe tornato me ne avrebbe parlato. Guardava sempre avanti”.

La morte di Andrea Lazzari lascia un vuoto enorme. Ma lascia anche qualcosa dentro di indelebile. La voce di Andrea Baratta è segnata dalla commozione: “Sapevamo che non stava bene ma poi quando ci si vedeva o ci si sentiva si parlava d’altro. Di famiglia, dei figli, del lavoro. Gli piaceva scherzare, e ridere. Andrea era un gigante. E ci ha lasciato un forte insegnamento. Quello di guardare sempre avanti, di pensare sempre al futuro, di non arrenderci. Un abbraccio forte a Chicca e alla piccola Sofia. Noi ci siamo”. Come lui c’è sempre stato. Questo ha insegnato lui.

Andrea Lazzari ha lottato sino all’ultimo, ha continuato ad immaginare il futuro, ha continuato a vivere la sua vita cercando di far stare bene le persone che aveva intorno. Non si è arreso. E il suo ricordo lieve, le sue parole e il suo sorriso resteranno nell’anima di chi lo ha conosciuto. Nell’anima dei dipendenti della carrozzeria che gli hanno voluto bene, al di là del rapporto di lavoro.

Nazzareno Condina

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