Feste e turismo
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Palazzo Porcelli apre per la prima
volta al turismo: l'ADIPA in visita

Al termine del giro in giardino la padrona di casa ha offerto a tutti i suoi ospiti un rinfresco/aperitivo con la frittata di ortiche (le cui punte erano state raccolte proprio nel giardino), il rollé di vitel tonné fatto con ingredienti ricercati e la sua tisana. GUARDA LA FOTOGALLERY E IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

Ha aperto, e per la prima volta ai turisti, la sua Casa Chiara Mina. Non una casa qualunque ma Palazzo Porcelli, uno dei Palazzi più affascinanti della città. Il gruppo (una quarantina di persone) è arrivato a bordo della Motonave Stradivari e poi, con pochi passi, è giunto in via Romani. Sono rimasti tutti affascinati i visitatori. Non solo per il giardino con piante di oltre due secoli che lo adornano, ma anche per l’ospitalità, caratteristica peculiare di Chiara, che li ha accolti tutti in una sorta di abbraccio prolungato. Capitano della Stradivari Giuliano Landini compreso.

Un breve giro nel giardino per spiegare la genesi delle piante, anche se invero gran parte dei turisti presenti era gente più che preparata in materia. Un buon numero di visitatori faceva infatti parte dell’Associazione ADIPA (Ricerca, diffusione e conservazione di piante rare ed insolite) ed ha potuto osservare le meraviglie dell’area verde dentro il palazzo.

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Chiara ha narrato la storia di quel Palazzo, che fu convento nel ‘600, che conserva ancora, del Convento, la cucina e che custodisce tantissime storie interessanti. Chiara – abituata all’Università – è una splendida narratrice ed ha raccontato dei bisnonni, delle tradizioni, della casa, del perché di un giardino in cui piante spontanee crescono a fianco di altre piantate appositamente.

Al termine del giro in giardino la padrona di casa ha offerto a tutti i suoi ospiti un rinfresco/aperitivo con la frittata di ortiche (le cui punte erano state raccolte proprio nel giardino), il rollé di vitel tonné fatto con ingredienti ricercati e la sua tisana. Tra una chiacchiera e l’altra Chiara ha parlato anche della sua materia, l’alimentazione e dell’importanza dell’approccio critico.

Affascinato lo stesso Giuliano Landini, che già conoaceva Palazzo Porcelli, l’impressione è che questa apertura – la prima al turismo del Palazzo nella sua storia – non sarà l’unica. Lo stesso comandante della motonave potrebbe introdurla nei suoi itinerari turistici. Un turismo diverso dal solito, ma non per questo meno prezioso: una sorta di viaggio alla riscoperta delle storie locali e degli spazi in genere poco visibili.

Palazzo Porcelli è davvero una struttura carica di storia. La speranza è che possa essere davvero valorizzato e meta di turismo, oltre che di altre iniziative.

Nazzareno Condina

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