Cronaca
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Funerali di Isaac in Duomo,
l'ultimo saluto col pallone

Una cerimonia composta e commossa sino alla conclusione finale dove ci sono stati diversi momenti di alta drammaticità con urla e grida da parte di alcune persone più vicine alla famiglia

Gli amici di Isaac Awuah Asah, il 22enne ghanese morto l’altro ieri a causa della leucemia, hanno improvvisato una breve partitella a pallone sul piazzale della chiesa di Santo Stefano prima che il carro funebre partisse per il cimitero. Alcuni palleggi per ricordare la grande passione del ragazzo spentosi all’Ospedale di Brescia in seguito alla grave malattia. Don Claudio Rubagotti ha concesso l’uso del Duomo per un rito funebre diverso da quello cattolico appartenendo quella comunità ghanese alla dottrina della Chiesa Apostolica. Dopo una breve sosta davanti alla bara di legno chiaro e una mano appoggiata sulla spalla del padre del ragazzo il parroco se ne è andato lasciando spazio ad un funerale differente. Non è stata celebrata la Santa Messa ma si è assistito ad un susseguirsi di preghiere e di letture della Bibbia recitate da alcuni Predicatori arrivati da Parma e anche da località lontane. Ancora prima delle 15 i banchi hanno cominciato a riempirsi di gente africana  elegantemente vestita di nero ad esclusione di alcune donne con maglietta bianca recante la scritta Kronkron Awurade che rappresenta sostanzialmente un’invocazione a Dio. Su questo tema si è svolta tutta la celebrazione con gli interventi dei vari Pastori Apostolici in lingua inglese, con qualche breve traduzione nella nostra lingua per rispetto ai diversi italiani presenti alla funzione, tra cui l’ex Primario dell’Oglio Po Clemente Attolini conoscente della famiglia Asah. Ricordando che le Sacre Scritture raccontano del mistero della vita e dei suoi eventi imprevedibili su questa terra. Giovani o meno giovani tutti prima o poi devono rispondere alla chiamata per passare dall’altra parte della barriera per vivere un’esistenza eterna e senza più sofferenze. Un alternarsi di enunciazioni solenni al microfono sino al pianto dirompente di una ragazza che non è riuscita a far uscire le parole andando a sedersi in un angolo per continuare a piangere in solitudine. Una cerimonia composta e commossa sino alla conclusione finale dove ci sono stati diversi momenti di alta drammaticità con urla e grida da parte di alcune persone più vicine alla famiglia come quel ragazzo che improvvisamente si è buttato per terra divincolandosi dalla presa dei compagni che cercavano di toglierlo da quella pericolosa posizione in mezzo alla strada.

Ros Pis

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