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Noi come voi, Luisa Sartori e
Santa Federici fanno centro

Si può immaginare la difficoltà di mettere insieme ciò che si era provato a gruppi da una parte e il lavoro delle bambine e di una buona parte delle sue ragazze dall’altra, un lavoro di “cucitura” bello tosto e una fatica non indifferente per Luisa e il suo gruppo di esibizione, ma ormai la conosciamo, lei non molla

Voi come noi, no, non è così, perché noi non riusciamo mai ad essere come voi: veri, sinceri, limpidi, affettuosi, entusiasti della vita, grati, semplici, senza secondi fini, ignari della cattiveria, indifesi perché buoni di una bontà autentica. Se noi fossimo come voi di certo non esisterebbero ingiustizie, discriminazioni… guerre. Voi ci insegnate l’essenza dei rapporti, il valore dell’essere umani e la bellezza della vita. Voi non siete come noi, siete molto meglio

Si è aperto con queste parole lunedì 5 Luglio lo spettacolo intitolato NOI COME VOI, che Luisa Sartori, nella cornice di piazza Garibaldi, ha portato sul palco assieme ai ragazzi della Santa Federici che si sono esibiti in un carosello di coreografie. Dopo mesi di stop forzato, finalmente il susseguirsi di danze ed esercizi aerobici hanno regalato al pubblico tanta emozione.

Non è stato facile mettere in piedi una tale serata, la palestra era chiusa e in presenza ci si doveva attenere a regole rigide. Quindi mentre Luisa preparava online i balletti per le sue allieve, coi ragazzi della Santa Federici svolgeva lezioni in presenza parecchio complicate: mesi di prove in una stanzetta lugubre e angusta, un po’ fatiscente e fredda con un massimo di quattro persone che dovevano mantenere almeno due metri di distanza uno dall’altro e indossare la FFP2; a questo va aggiunto il trasporto ogni volta di tutti gli attrezzi del mestiere: step, cerchi, pesi e quant’altro.

Quando finalmente le restrizioni Covid si sono allentate le sue allieve hanno potuto tornare a provare in palestra e i ragazzi nel cortile all’aperto. Si può immaginare la difficoltà di mettere insieme ciò che si era provato a gruppi da una parte e il lavoro delle bambine e di una buona parte delle sue ragazze dall’altra, un lavoro di “cucitura” bello tosto e una fatica non indifferente per Luisa e il suo gruppo di esibizione, ma ormai la conosciamo, lei non molla!

Il messaggio è sull’inclusione, sull’eliminazione dello stigma e della distanza tra disabilità e mondo della “normalità” arriva chiaro e forte. Per questa ragione ogni esibizione eseguita dai bambini, dal corpo di ballo di Luisa e dai ragazzi della Santa Federici ha sortito un risultato armonioso, divertente, carico di gioia , condivisione ed emozione. Non meno intensa la proiezione iniziale di un altro laboratorio svolto in parallelo durante l’inverno coi bambini autistici, sempre in quella stanza lugubre e triste ma questa volta col prezioso aiuto delle operatrici. Le immagini hanno mostrato ad un pubblico commosso e incredulo, un crescendo di progressi che via via nei mesi si sono susseguiti dando vita a quello che Luisa ha definito un miracolo. Ma i miracoli si sa, non sono di questa terra, questa è tutta opera di una donna motivata, tenace e capace, che ama il prossimo e il suo lavoro, di educatrici eccezionali e preparate e di anime buone e allegre, nate uniche e speciali.

Giovanna Anversa

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