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Fanghi, novità importanti
da Governo e Regione

Ricordiamo che sono stati oltre 940 gli esposti di cittadini che hanno visto violata la propria salute e qualità di vita con molestie odorigene, con intossicazioni respiratorie e oculari e con altri gravi problemi come dicevamo oggetto di inchieste giudiziarie.

“Con l’approvazione definitiva alla Camera e al Senato del Dl Semplificazioni, è legge anche l’emendamento, a mia prima firma, che esclude dal novero dei correttivi calcici e magnesiaci (fertilizzanti disciplinati dal Decreto legislativo 75 del 2010) i ‘gessi di defecazione’ e i ‘carbonati di calcio di defecazione’ ottenuti da fanghi di depurazione. Si tratta di 2 correttivi da fanghi su 3. Resta la possibilità di ottenere con fanghi di depurazione i ‘gessi di defecazione da fanghi’.

Questi che sembrano tecnicismi, in realtà sono norme fondamentali per tutelare salute e ambiente, come dimostra la recente indagine su un’azienda della provincia di Brescia che avrebbe sparso oltre 150mila tonnellate di gessi tossici su 3mila ettari di suolo agricolo in 4 regioni, impedendo per anni la commercializzazione dei prodotti alimentari coltivati su quei terreni”. Così Alberto Zolezzi, deputato del Movimento 5 stelle.

“Il tema dei gessi come scappatoia per spandere enormi quantitativi di fanghi di depurazione non trattati adeguatamente – aggiunge – è seguito dal Movimento 5 Stelle da molto prima che le vicende giudiziarie lo portassero sulla cronaca nazionale. I gessi molto spesso non garantiscono stabilità e nel terreno si riformano materiale organico e germi. Grazie a questo emendamento si sta per compiere un primo passo che consente in sostanza di tracciare buona parte dei fanghi di depurazione, di sapere dove e quando vengono sparsi e da quali rifiuti sono composti, monitorando lo stato dei suoli”.

“Purtroppo – prosegue Zolezzi – non è stato possibile estendere la norma a tutte le tipologie di fanghi per problemi di copertura economica che tenteremo di comprendere e risolvere in un successivo provvedimento. Ricordiamo che sono stati oltre 940 gli esposti di cittadini che hanno visto violata la propria salute e qualità di vita con molestie odorigene, con intossicazioni respiratorie e oculari e con altri gravi problemi come dicevamo oggetto di inchieste giudiziarie. Questo risultato lo dedichiamo alla compianta collega deputata Iolanda Nanni, prematuramente scomparsa nel 2018, che concentrò gran parte del suo impegno politico sulla regolamentazione della gestione dei fanghi di depurazione: il suo territorio, quello di Pavia e provincia, è quello con il maggiore spandimento di fanghi e gessi in Europa e fa registrare dati epidemiologici preoccupanti sotto molti punti di vista”.

Anche in Regione Lombardia qualcosa si muove. Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato infatti in via definitiva la legge riguardante il controllo, il monitoraggio e la tracciabilità dei gessi di defecazione da fanghi utilizzati in agricoltura, promossa dall’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, e dall’assessore all’Ambiente e Clima, Raffaele Cattaneo.

“La Lombardia – hanno dichiarato Rolfi e Cattaneo – dimostra ancora una volta concretezza nell’affrontare un problema. Ora è tempo di andare oltre e di promuovere alternative green a queste sostanze riconoscendo il digestato come fertilizzante. Tutte le Regioni lo hanno chiesto all’unanimità. A livello nazionale serve una scossa su questi temi”.

“Sui gessi, la Regione Lombardia – hanno proseguito – va a colmare un vuoto legislativo nazionale. Con questa norma stabiliamo limiti per i fanghi che possono essere trasformati in gessi escludendo quelli meno adatti e di minor qualità e introduciamo regole più stringenti relative ai controlli e alla tracciabilità dei fanghi, dei gessi e del loro destino finale. I gessi di defecazione da fanghi sono stati inseriti per legge nell’elenco dei fertilizzanti e, anche se prodotti a partire da rifiuti, escono dai controlli e dalle tutele ambientali previste dalla regolamentazione dei rifiuti. Sono cinque anni che attendiamo l’aggiornamento normativo per applicare anche a questi prodotti le regole di tracciabilità. Gli eventi di cronaca delle scorse settimane hanno dimostrato l’urgenza di un intervento. Se lo Stato non agisce su ciò che gli compete, allora interviene la Regione”.

“Meglio tardi che mai. Finalmente la Giunta regionale si è decisa a intervenire sulla materia, ma non possiamo che ribadire che sono necessarie maggiori risorse per i controlli”. Così commenta il consigliere regionale Matteo Piloni, capodelegazione dem in commissione Agricoltura. “Nonostante le nostre continue richieste, rimane ancora aperta la questione dei controlli in carico ad Arpa per la quale, più di due anni fa, era stata approvata una risoluzione in consiglio regionale che destinava maggiori risorse proprio a questo scopo, ma sulla quale nulla è stato fatto” sottolinea Piloni.

“Ricordiamo che Arpa è un ente strumentale di Regione Lombardia e senza risorse e personale non può fare molto” aggiunge il consigliere dem che in merito, durante l’assestamento di bilancio, ha presentato un emendamento che però non è stato accolto dalla maggioranza.

“Nella nostra regione, inoltre, arriva una quantità di fanghi e gessi doppia rispetto a quella prodotta dai nostri depuratori – conclude Piloni – è per questo motivo che la questione dovrebbe essere affrontata al più presto in Conferenza Stato-Regioni”.

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