Cronaca
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Torre d'Oglio: ecco il progetto
per il rilancio del ponte

La decisione della Provincia di intervenire nasce anche dalla volontà di garantire, per quanto possibile, l’apertura del ponte durante l’anno anche in situazioni di regimi idraulici non favorevoli e minimizzare così le interruzioni del traffico per manutenzioni.

Approvato dal Presidente della Provincia il progetto definitivo-esecutivo per interventi strutturali al Ponte di barche di Torre d’Oglio. Scopo dei lavori, che avranno un costo complessivo di 700 mila euro, migliorare l’efficienza di funzionamento del ponte su barche.

La decisione della Provincia di intervenire nasce anche dalla volontà di garantire, per quanto possibile, l’apertura del ponte durante l’anno anche in situazioni di regimi idraulici non favorevoli e minimizzare così le interruzioni del traffico per manutenzioni.

L’opera è inserita nell’annualità 2021 del programma triennale dei Lavori pubblici 2021-2023. La spesa complessiva è finanziata per 576.000 euro con Fondi “Patto per la Lombardia” e per 124.000 euro da Fondi propri della Provincia, frutto dell’avanzo destinato agli investimenti anno 2017.

L’attuale struttura del ponte in barche, a seguito dei lavori di ristrutturazione conclusi nel 2010, è una soluzione ibrida tra la parte centrale del vecchio ponte di 6 chiatte composte ciascuna da due barconi in cemento e una struttura di collegamento realizzata con ponticelle in struttura di acciaio poggianti su barche sempre in cemento. Questa soluzione si era resa necessaria per ridurre al minimo le chiusure annuali e semplificare le manovre un tempo necessarie per mantenere la funzionalità del ponte.

Le due discese o ponticelle (lato Cesole e lato San Matteo) sono incernierate ai manufatti in calcestruzzo costruiti in golena e legate alle estremità del ponte di barche tramite un sistema meccanico che permette lo scorrimento reciproco tra l’estremità delle ponticelle e il piano del ponte durante il passaggio degli automezzi. Per non gravare col proprio peso sulle barche ai lati del ponte, le ponticelle sono equilibrate da appositi contrappesi posti in un locale sotterraneo sia seguendo il galleggiamento della barca su cui è posta che del ponte dato dalle variazioni di livello del fiume. L’operatività del ponte è garantita entro un limite minimo di quota di guardia a 8,15 metri e un limite massimo di quota di piena di 14,40 m (allagamento della strada per San Matteo).

A causa dell’andamento del fiume in sponda sinistra c’è un continuo deposito di materiale limoso che porta le prime due barche ad appoggiarsi sul fondo costringendole a lavorare come plinto di fondazione e non più come zattera galleggiante. In questo caso le operazioni di pulizia tramite il dragaggio portano alla chiusura temporanea del ponte per poter prima di tutto alzare la ponticella, smontare le rampe di raccordo e sollevare con autogru le barche in cemento. Tutte operazioni molto delicate.

Il continuo flusso di mezzi, in molti casi superiori sia come sagoma che come peso a quanto imposto come limite di transito dalla Provincia portano ad un continuo deterioramento della copertura dell’impalcato con assi di legno. Mantenere inoltre la possibilità del passaggio durante il periodo invernale, con il fiume in magra, costringe gli operatori a buttare sabbia sulle rampe riducendo molto rapidamente, causa attrito, lo spessore delle tavole di legno. Sempre nel periodo invernale l’utilizzo del sale sulla strada provinciale fa si che questo arrivi ad intaccare l’impalcato metallico realizzato non in acciaio inox ma in acciaio normale costringendo a frequenti interventi di manutenzione straordinaria.

Con il nuovo progetto gli attuali barconi saranno sostituiti con scafi di analoga forma, dimensione e dislocamento ma in acciaio. E’ prevista la realizzazione di una stazione idrometrica collegata alla rete AIPO (realizzata con un piezometro) fissata sul palancolato esistente ed attrezzando, su uno dei pali esistenti sull’argine un’unità di acquisizione, un gruppo di alimentazione a celle solari, l’apparato di trasmissione radio, il modulo di comunicazione ed una telecamera necessaria per tenere sotto osservazione con riprese continue la parte di monte del ponte specialmente nelle situazioni di piena.

Le due imbarcazioni rimosse saranno ricollocate in prossimità di una delle rampe ancora esistenti in modo da ricordare l’antico sistema di posizionamento del ponte in funzione delle diverse quote altimetriche del fiume.

La scelta di ricollocare la porzione di ponte, recuperata e ripristinata nella sua forma originaria, in sponda destra, nasce anche dall’esigenza di dotare la zona di una sorta di piccolo percorso museale.

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