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Calaluna fa rivivere De Andrè nella
gremita piazza di San Martino dall'Argine

E stasera, lunedì, sempre nella suggestiva piazza Ferrante Aporti - dove i residenti nelle sere normali ancora organizzano gli antichi filòs - spazio alla commedia dialettale da parte della storica compagnia teatrale locale, sempre ad ingresso libero e controllo del Green Pass.

Serve a poco sottolineare l’importanza di partecipazione o meno a certi eventi pubblici. Anche perché la presenza spesso dipende da mille fattori, come la disponibilità, gli impegni o il gusto di ciascuno nei confronti di certi eventi. Tuttavia nel caso dello spettacolo musicale di domenica sera con il Tributo a De Andrè a San Martino dall’Argine è legittimo sottolineare come gli assenti stavolta abbiano perso una straordinaria occasione.

Una scelta felicissima da parte della Proloco e dell’Amministrazione Comunale, col sindaco Renoldi sempre presente e disponibile come gli altri nel far arrivare le sedie al pubblico numerosissimo. Evidente la  soddisfazione e il piacere degli scettici e coloro abituati a storcere il naso davanti alla imitazioni di artisti di successo, non sopportandone lo scimmiottamento. I nove professionisti che compongono il gruppo Calaluna sono ragazzi che amano profondamente ed intimamente la musica, riuscendo ad esternala con classe ed eleganza.

L’omaggio a Fabrizio De Andrè non è la solita messa in scena costruita attraverso basi e trucchi elettronici e ciò che stupisce è che i componenti sono tutti giovanissimi, probabilmente usciti dal Conservatorio come le ragazze che suonavano magistralmente il violino e i flauti. Chiudendo gli occhi la voce del cantante Loris Manicardi ti porta lontano, facendoti rivivere esattamente la figura originale di Fabrizio De Andrè, ricreando le stesse atmosfere che il cantautore-poeta genovese sapeva generare con le sue composizioni.

Sicuramente nessuno degli artisti dei Calaluna esistevano nell’agosto del 1979, quando De Andrè venne rapito dalla banda dei sardi  assieme alla moglie e probabilmente erano tutti adolescenti alla morte dell’artista venti anni dopo. Eppure hanno assorbito intensamente le armonie, i testi, le atmosfere, il significato delle parole non sempre facili da interpretare, passando disinvoltamente dal dialetto genovese a quello sardo o al portoghese o al napoletano per effetto di una profonda preparazione.

E così sono passati dal palcoscenico al pubblico, nella piazza Ferrante Aporti, brani indimenticabili e ormai entrati nella storia della musica d’autore: brani come Via del Campo, Bocca di rosa, Il pescatore, Don Raffaè, La canzone di Marinella e tante altre. E stasera, lunedì, sempre nella suggestiva piazza Ferrante Aporti – dove i residenti nelle sere normali ancora organizzano gli antichi filòs – spazio alla commedia dialettale da parte della storica compagnia teatrale locale, sempre ad ingresso libero e controllo del Green Pass.

Ros Pis

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