Cronaca
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Spaghettata Resistente, un pensiero
a Jorge e alle donne afghane

Soddisfatti gli organizzatori e i commensali per la riuscita della spaghettata resistente. Hanno riempito la piazza nel rispetto delle normative Covid, in tantissimi. ”Ritrovarsi ci voleva proprio” era la frase ricorrente dopo due anni dall’ultima festa di Rive Gauche

Un fiore, ad ogni donna. Per ogni donna afghana schiava di un regime liberticida. E un pensiero, a Gino Strada e a Giorgio Bianchi. Il primo partito dopo una vita dedicata agli altri e il secondo in lotta in un letto d’ospedale. Ci sarebbe stato anche lui alla spaghettata resistente. C’era, nei pensieri di tutti i suoi amici. Hanno dovuto dire no a tanti che avevano cercato di prenotarsi, ma più di 100 non era possibile fare senza provocare assembramenti.

“Organizzare non è una cosa semplice – spiega Pierluigi Pasotto – ma a tutti è stata provata la temperatura e chiesto il Green Pass. I tavoli più numerosi erano quelli con nuclei familiari. Negli altri c’erano persone distanziate tra loro”.

Soddisfatti gli organizzatori e i commensali per la riuscita della spaghettata resistente. Hanno riempito la piazza nel rispetto delle normative Covid, in tantissimi. ”Ritrovarsi ci voleva proprio” era la frase ricorrente dopo due anni dall’ultima festa di Rive Gauche. Buona musica, buon cibo, allegria e tanta speranza di vedere migliorare le cose, progetti di nuovi impegni e un po’ di emozione. Il pensiero, come dicevamo, nelle parole di Pierluigi Pasotto, è andato all’amico Bianchi Giorgio che resiste alle ferite riportate cadendo in montagna e a Gino Strada, gigante di umanità che ci ha lasciati recentemente. E c’erano proprio tutti, chi da anni presta il suo operato all’interno del circolo, chi simpatizzante e chi semplicemente aveva voglia di una serata in buona compagnia.

Ai fornelli due supercuochi: Arcangelo Gengis Pirovano abituato ai grandi numeri e Luca Roseghini, gestore insieme al fratello e per tanti anni della birreria Fuori Porta di Cappella. Organizzati e laboriosi senza sosta, hanno allestito, servito con efficienza, cucinato e smontato a serata finita, in velocità come tanti piccoli folletti nonostante alcuni avessero la schiena, il ginocchio, le anche, le gambe infortunate o doloranti.

Per la parte musicale ci ha pensato il gruppo dei Dj di Casalmaggiore a 33 giri. Anche loro ormai parte insostituibile di tanti appuntamenti locali.

Nel corso della serata i comitati referendari (eutanasia legale e abolizione caccia) hanno raccolto le loro firme.

Al termine l’organizzazione ha ripulito tutto lasciando la piazza Turati così, come l’avevano trovata. Anzi, in verità ancor più pulita. Un pensiero alla Festa di Rive Gauche. Quest’anno gli organizzatori non se la sono sentita di metterla in campo: ancora troppo pesanti le normative legate al Covid per un gruppo di volontari. Ma già si pensa all’anno prossimo perché, anche all’uscita da un periodo buio, anche di fronte alla notte, c’è sempre un pensiero per l’alba che verrà.

Giovanna Anversa & Nazzareno Condina

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