Cronaca
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Lavoro in nero e sfruttamento
immigrazione, sigilli alla Avigest

Tutti quanti alloggiavano in condizioni di fortuna e di scarsa igiene all’interno di un capannone dell’azienda dove state collocate alcune brandine, due frigoriferi, un fornello a gas e alcune sedie per poter consumare i pasti. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

E’ scattato il sequestro e la sospensione dell’attività per una ditta di Scandolara Ravara operante nel settore agricolo, la Avigest. Nel corso di un controllo dei carabinieri della locale stazione sono state trovate 7 persone straniere che lavoravano alla manutenzione straordinaria degli impianti senza alcun dispositivo di sicurezza, tre dei quali privi di alcun contratto di lavoro e uno addirittura senza permesso di soggiorno.

Tutti quanti alloggiavano in condizioni di fortuna e di scarsa igiene all’interno di un capannone dell’azienda dove state collocate alcune brandine, due frigoriferi, un fornello a gas e alcune sedie per poter consumare i pasti.

Al termine dell’ispezione i legali rappresentanti dell’azienda, presenti al momento del controllo, venivano deferiti all’Autorità Giudiziaria per i reati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro aggravato in concorso, impiego di lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno in concorso e omessa informazione ai lavoratori.

L’Ispettorato del Lavoro, che ha partecipato al controllo insieme a personale del Comando di Compagnia di Casalmaggiore ha  commiato sanzioni amministrative per 12.200 euro e ammende per un totale di 6.388 euro.

Il lavoro degli inquirenti ha infine permesso di scoprire e denunciare altri due cittadini egiziani per i reati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro in quanto ritenuti responsabili nel procacciare la manodopera irregolare alla ditta AVIGEST.

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