Cronaca
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In memoria di Marco Bazzani la
sala forum della sua redazione

Ieri il suo giornale, quello in cui ha passato giorni e notti, quello per cui si è speso spesso al di là delle umane possibilità rinunciando sempre a qualcosa, la Provincia, gli ha dedicato la sala Forum della redazione di via Pozzi

Un caffé consumato al volo alla mattina o quattro chiacchiere al termine di una conferenza stampa. Marco Bazzani era così. Un fuoriserie, un competitivo, perfettamente consapevole dell’assoluta qualità del suo lavoro ma mai pago, con l’esigenza sempre di confrontarsi, di dare dritte. Perché poi, al di là della rivalità, delle discussioni e degli scazzi tra colleghi è sempre stato lui il maestro, quello dal quale qualcosa da imparare lo avevi sempre. Ed eri orgoglioso quando, in qualcuno di quegli incontri, in qualcuna di quelle mattine, ti dava una pacca sulla spalla e ti diceva bravo. Ci si prendeva anche in giro, perché era vecchio, così come chi scrive. Agenda e penna in mano quando gli altri già utilizzavano strumenti elettronici, computer anche e direttamente in conferenze stampa, registratori. Era il più inglese dei giornalisti locali, quello con maggiore capacità di equilibrio e quando poi qualcuno dei suoi colleghi, o dei colleghi di altre testate aveva degli scazzi (e nonostante il suo equilibrio ne aveva anche lui, più d’uno) ripeteva sempre che quando un certo tipo di articolo faceva disutere aveva raggiunto il suo obiettivo, ed avevamo fatto bene il nostro lavoro.

Un caffé consumato al volo, millemila conferenze stampa, e manifestazioni, e riunioni, e consigli comunali, e incidenti. Perché poi – da purosangue – Marco non era solo un abile caporedattore, ma amava andare sul campo, capire, osservare, ragionare. In un mortale sulla sabbionetana, caldo d’inferno, l’ultimo incidente in cui abbiamo avuto modo di lavorare insieme, con il suo braccio destro Alessandro Osti, all’ombra dell’unica pianta sulla sabbionetana in quel tratto, lo ricordo a ricostruire la dinamica dall’osservazione delle frenate, del punto d’impatto, della posizione delle auto coinvolte.

Sono mille i ricordi che ogni suo collega conserva. E nonostante tanti anni di rivalità, non mi ha mai negato una foto, e non gliene ho mai negate io. Un competitivo, amante e appassionato del suo lavoro, ma sempre disponibile.

Ieri il suo giornale, quello in cui ha passato giorni e notti, quello per cui si è speso spesso al di là delle umane possibilità rinunciando sempre a qualcosa, la Provincia, gli ha dedicato la sala Forum della redazione di via Pozzi. Un atto più che meritato per il giornalista spentosi due anni fa per un improvviso malore.

Doveva essere forse una celebrazione più intima ma non lo è stata. Poco male: ne avrebbe probabilmente sorriso anche lui, come sapeva fare.

In quella redazione, che ha aperto i battenti nel 1998 lui ci ha vissuto, spesso il primo ad arrivare e spesso l’ultimo ad andarsene. All’intitolazione ufficiale erano presenti la moglie Nunzia Camisani, il fratello Davide Bazzani, i colleghi Andrea Setti e Fabio Guerreschi, il direttore de La Provincia Marco Bencivenga, il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni, il consigliere d’opposizione Pierluigi Pasotto, l’ex consigliere ed amico Calogero Tascarella, il presidente del Rotary Piadena Oglio Chiese Francesco Fabozzi, il responsabile di PubliA Marco Aschedamini e il referente pubblicitario Gianluca Boccasavia, Mario Bislenghi in rappresentanza della Libera, Vittorio Sarzi Amadé e Matteo Bernardi consiglieri di zona in rappresentanza dell’editore, Manuela Rosa, la giovane che si è aggiudicata la borsa di studio messa in palio dal Rotary POC con un ottimo lavoro – dal taglio giornalistico – legato alla tutela ambientale. Poi ancora Carlo Stassano, l’ambientalista Cesare Vacchelli ed altri. Prima di scoprire le targhe con la dedica (una dell’editore, l’altra realizzata in collaborazione tra Rotary, la moglie Nunzia e il sindaco Bongiovanni) spazio alle parole, e ai ricordi.

FILIPPO BONGIOVANNI – “Il ricordo di Marco è sempre presente. Con Marco c’è sempre stato un rapporto ottimo. Questo non significa che non discutevamo, ma anche quando lo scambio di opinioni era aspro, è sempre stato leale. C’era dialettica e rispetto tra noi. Tutte le mattine veniva a trovarmi in comune. L’ultimo ricordo che ho di lui è di un bellissimo incontro al Romani che aveva gestito come sapeva fare. Poi il sabato la tragica notizia che ha raggelato tutti. Ci manca sempre di più Marco ed ogni volta che lo si potrà ricordare in una qualche maniera, noi ci saremo”.

FRANCESCO FABOZZI – Il presidente del Rotary POC ha ricordato di come Marco fosse stato uno dei soci fondatori del club. Sempre partecipe ed attento, sempre propositivo. “Questa targa nasce dal desiderio unanime di tutti i soci del club di ricordare Marco, E di metterla qui, in quello che per 20 anni è stato il suo punto privilegiato d’osservazione della città. Ha incarnato i valori del Rotary e cioè correttezza, eticità e passione per il proprio lavoro. Per questo motivo è stata istituita una borsa di studio alla sua memoria e riservata a giovani studenti chiamati a produrre elaborati con taglio giornalistico. Un’iniziativa questa che porteremo avanti, magari se ci riusciremo, anche dando riconoscimenti anche ad altri ragazzi”.

MARCO BENCIVENGA – “Il sindaco Bongiovanni ha parlato, descrivendo Marco Bazzani, di dialettica e rispetto nel loro rapporto. Sono valori importanti anche per il giornale La Provincia. Ma a dialettica e rispetto affianco anche la passione, perché in questo mestiere, se manca quella, non si possono avere grandi risultati. Dialettica, rispetto e passione, questa l’eredità che Marco ci ha lasciato, ed è una lezione che cerchiamo di fare nostra. La memoria non la si onora solo con le targhe, ma con i fatti concreti e chi va avanti è tenuto ad onorare la memoria di Marco proprio così. Marco ci ha lasciato un metodo di lavoro, un esempio nell’impegno. Tutti i lavori vanno fatti con passione, ma quello del giornalista ancor di più. Devi sentire l’amore per le cose che racconti e per il rapporto con le persone”. Il direttore de La Provincia ha sottolineato l’impegno e il sacrificio di un lavoro che tiene costantemente impegnati, che qualche volta ti fa rinunciare ad altro. E’ la passione, e l’esigenza di fare un lavoro ottimale quello che anima tanti giornalisti e che animava senza dubbio lo stesso Marco.

NUNZIA CAMISANI – Si è detta contenta la moglie di Marco Bazzani. Moglie, e non vedova, come ci ha tenuto a sottolineare, in un continuum che va al di là della mancanza fisica delle persone che amiamo. Nunzia si è detta contenta perché in quella redazione c’è l’anima di Marco, e ci sarà ancora per lungo tempo. “Sono contenta. Perché Marco questo dono se lo era meritato fino in fondo. Lui questa redazione l’ha vista nascere. Essere la moglie di un giornalista non è stato per niente facile: è stato molto impegnativo perché lui è stato un grande padre, un grande uomo, un grande lavoratore. Non era ambizioso ma competitivo sì e per il suo lavoro ha dato tutto. La mia più grande rivale, in verità, è stata La Provincia. Non è stato sempre facile. Per lui il lavoro era tutti i giorni, sabato e domenica compresa, 365 giorni l’anno. Auguro a tutti voi che il servizio alla Comunità resti la priorità del giornale. Ricordate sempre Marco, e ricordatelo sempre con quel suo fragoroso sorriso”.

Nazzareno Condina

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