Cultura
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Roccabianca, Vito Franchini
presenta Il predatore d'anime

Nato in Iran, di origini mantovane, Vito Franchini ha vissuto, in passato, in Libia, Algeria, Egitto e nella ex Jugoslavia. E’ un ufficiale dell’Arma dei carabinieri; da alcuni mesi è al comando della compagnia carabinieri di Fidenza

Sabato 25 settembre, alle 17.30, nel cortile dello splendido castello di Roccabianca, nell’ambito della festa patronale, con la collaborazione del Comune rivierasco, sarà presentato il libro “Il predatore di anime” di Vito Franchini (Giunti editore). Nato in Iran, di origini mantovane, Vito Franchini ha vissuto, in passato, in Libia, Algeria, Egitto e nella ex Jugoslavia. E’ un ufficiale dell’Arma dei carabinieri e da alcuni mesi è al comando della compagnia carabinieri di Fidenza. Ha 43 anni, appassionato di musica e di studi antropologici, dei quali si è ampiamente servito per questo suo romanzo (dopo averne realizzati altri quattro, in precedenza, da indipendente). Per anni ha condotto indagini in diversi ambiti criminali e, di recente, ha anche concluso una missione in Tanzania, per conto dell’Unione Europea, nell’ambito di un importante progetto per la lotta al traffico internazionale di stupefacenti. “Il predatore di anime” è un testo attualissimo, che parla di stalking. Il libro, pura fiction, è la storia di Sabina, commissario di polizia a Roma, che si trova a fare i conti con un caso di omicidio-suicidio tra coniugi che, all’inizio, non sembra rivelare troppe sorprese. Finché i sospetti non ricadono su un uomo con cui entrambe le vittime hanno avuto contatti il giorno della morte: il misterioso Nardo Baggio. Operatore Shiatsu, ufficialmente, nella realtà la sua attività è dare supporto alle vittime di stalking, cercando di tutelare, soprattutto, quelle a rischio di omicidio. Un supporto emozionale, ma anche e soprattutto fisico, molto fisico. Nardo appare dal nulla, colpisce e scompare. Non è rintracciabile, e picchia forte. L’Ingresso alla presentazione di Roccabianca sarà libero, consentito solo con Certificazione Verde Covid-19.

Paolo Panni, Eremita del Po

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