Salute
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Concass, Casalasco unito
verso il nuovo piano di zona

"Questo Piano di Zona, dopo questi ultimi 18 mesi di cui tutti portiamo il segno, sarà l’occasione per abbandonare la logica dell’individualismo e realizzare un sistema di interventi e servizi sociali che si proponga come integrato".

È partita con una piena partecipazione degli enti territoriali la nuova stagione di programmazione del piano di zona. I tavoli tecnici organizzati dal Consorzio Casalasco Servizi Sociali hanno visto l’adesione di associazioni, cooperative, istituti scolastici fondazioni, operatori sociali, operatori sociosanitari di ASST Cremona e la Provincia di Cremona.

La costruzione del Piano di Zona è un momento fondamentale per i servizi e la comunità. Questo strumento di programmazione delle politiche sociali del territorio (appunto la zona) è stato istituito con la legge 328 del 2000, viene rinnovato a cadenza triennale ed è finalizzato ad aggiornare le politiche e gli interventi in campo sociale.

Alla fine del mese di settembre sono stati convocati tre tavoli tematici specifici a cui gli enti hanno aderito. Durante gli incontri è stata attuata un’analisi congiunta dei bisogni territoriali attraverso l’intreccio di dati di contesto con le istanze prodotte dai/dalle partecipanti. Un lavoro sicuramente da affinare ma che ha messo in luce una certa omogeneità di valutazione delle nostre realtà territoriali.

I tavoli tecnici sono stati pensati in base alle indicazioni di Regione Lombardia definendo aree di policy trasversali alla popolazione: il tema della cura, salute e domiciliarità, quello della formazione e politiche del lavoro, delle politiche abitative, dell’inclusione e coesione, digitalizzazione dei servizi e integrazione sociosanitaria.

I prossimi incontri saranno finalizzati a meglio definire – attraverso un lavoro attivo di partecipazione – gli obiettivi che verranno inseriti nel documento che dovrà diventare, in quanto espressione dei bisogni di un territorio e delle sue comunità, una guida concreta, costantemente aggiornata al lavoro dei servizi sulle tematiche affrontate.

Ma il lavoro di costruzione del nuovo Piano di Zona non si concluderà con la stesura e l’approvazione del documento a fine anno da parte dell’Assemblea dei Sindaci dell’ambito Oglio Po. Anzi, proprio l’approvazione del documento darà inizio alla vera fase di co-costruzione della programmazione e progettazione zonale, in un processo dinamico di scambio, di rinnovamento dei metodi di lavoro, di valutazione dei risultati e dei cambiamenti prodotti.

“Il prossimo biennio – spiegano dal Concass – infatti ci vedrà impegnati/e in grandi sfide: non si potrà rispondere a tutti i bisogni rilevati (per mancanza di certezze nelle risorse economiche, umane e di sistema) ma si ritiene importante riconoscere le istanze come elementi fondamentali per rinnovare costantemente il lavoro sociale, in ottica generativa e integrata, impiegando strumenti e tecniche innovative”.

“Il personale dell’Ufficio di Piano si rende disponibile ad incontrare le realtà e i/le cittadini/e che vogliano esprimere il proprio pensiero, il proprio punto di vista e manifestare la propria volontà nell’aderire ad un percorso che possiamo definire di cittadinanza attiva: cosa che in questo periodo sta avvenendo con un rinnovato dialogo”.

“Questo Piano di Zona, dopo questi ultimi 18 mesi di cui tutti portiamo il segno, sarà l’occasione per abbandonare la logica dell’individualismo e realizzare un sistema di interventi e servizi sociali che si proponga come integrato. Si tratta di un sistema che ha una particolare apertura: un’articolazione di interventi e servizi sociali che puntano a fare rete e ad affrontare in modo sistematico le sfide del territorio, assumere a pieno titolo una funzione di lettura dei bisogni e di programmazione delle risposte, di scelte di priorità, di costruzione di rapporti, sinergie e opportunità di sviluppo. Siamo infatti consapevoli che solo uscendo da contesti autoreferenziali, costruendo collaborazioni in grado di generare un senso comune, un riconoscimento reciproco, di messa in rete, si possa generare valore: per il singolo, per il territorio, per la comunità tutta”.

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