Cronaca

Affidamento, convegno a Bozzolo
Giuseppe Torchio: "Emergenza seria"

Mercoledi a Bozzolo si è potuta conoscere l’attività di Solidarieta Sociale di Pegognaga da cui è partita la richiesta di raccogliere adesioni per conoscere meglio le finalità dell’Associazione entrando magari un giorno nel mondo dei volontari

Una vera e propria emergenza quella delle famiglie che improvvisamente si spezzano creando pesanti conseguenze per i figli, specialmente se minori. Per affrontare tale delicata situazione è stata organizzato un incontro mercoledi pomeriggio presso la Sala Civica di Bozzolo.

“In pochi giorni nel nostro territorio sono stati effettuati ben tre arresti (riferendosi a violenze e maltrattamenti individuati dai Carabinieri all’interno di nuclei famigliari, ndr) – ha esordito il sindaco Giuseppe Torchio – E’ chiaro che tutto ciò determina un’emergenza sociale tale da generare elementi di forte preoccupazione. Questo non è un tema da appartenenze politiche ma una questione sulla quale dobbiamo ostinarci tutti assieme chiedendo un rafforzamento dei Servizi sociali. Abbiamo mamme che oltre agli abusi segnalano situazioni difficili per i propri figli senza ricevere risposte alle loro preoccupazioni. Tutto ciò non rappresenta una campanello d’allarme ma un vero e proprio gigantesco campanone a segnalare una turbolenza in continua effervescenza. Altro che buchi sulle strade! Qui ci troviamo davanti a squarci sociali enormi per colmare i quali bisogna chiedere un cambio di rotta e ottenere i finanziamenti necessari”.

Al momento la situazione viene affrontata da associazioni di volontariato territoriali che si adoperano per trovare soluzioni al difficile argomento.

Mercoledi a Bozzolo si è potuta conoscere l’attività di Solidarieta Sociale di Pegognaga da cui è partita la richiesta di raccogliere adesioni per conoscere meglio le finalità dell’Associazione entrando magari un giorno nel mondo dei volontari. “Le situazioni complesse aumentano sempre di più e abbiamo bisogno di attivare le risorse diffondendo il messaggio ad associazioni, parrocchie e semplici cittadini allo scopo di accrescere il numero di chi può darci una mano. Non c’è bisogno di grossi impegni, potrebbe bastare anche un minuto al giorno per arrivare in futuro a considerare la possibilità di diventare affidatari a sostegno di famiglie in difficoltà” è stato il messaggio diffuso. A sostegno di tale richiesta sono stati proiettati brevi filmati attraverso i quali si è potuto comprendere come alle volte aprire le porte agli altri oltre ad un aiuto sociale importante possa portare una impagabile soddisfazione morale e psicologica. Una verità emersa poi dalla testimonianza di una coppia di coniugi che da anni ospita un bambino bielorusso ormai adulto che ha mantenuto con loro un rapporto di grande affetto. “Cosa mi ha portato questa scelta? Una gioia impagabile come quella di sentire di avere un nuovo figlio oltre ai miei naturali” è stata la risposta della volontaria. Molto appassionata pure la testimonianza di una ragazza che il Tribunale aveva dato in affidamento all’età di 13 anni. “Io e mia sorella gemella abbiamo completamente cambiato vita lasciando la mamma in città per trasferirci presso questa nuova famiglia in campagna. Ma posso assicurare che, dopo sette anni, questa doppia appartenenza ci fa sentire bene e non ha provocato disagi al di al delle normali temporanee incomprensioni. E ci siamo trovati a voler bene sia alla nostra mamma naturale cosi come alla nuova famiglia a cui siamo state affidate”.

L’organizzazione Solidarietà educativa ha poi annunciato una serie di prossimi incontri con la popolazione che si terranno a Viadana e a Marcaria con l’obiettivo di far meglio conoscere i vantaggi di appartenere al mondo della solidarietà per aprire le porte a chi quotidianamente corre il rischio della solitudine e dell’abbandono.

Ros Pis

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