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ASST Mantova, riparte l'Ala rosa
la chirurgia senologica del Poma

I tempi d’attesa in ambito oncologico si sono ridotti, rientrando negli standard richiesti da Regione Lombardia, come spiega il responsabile della struttura Massimo Busani: “Dobbiamo invece recuperare gli interventi per patologie benigne, rimasti in sospeso"

Riaprirà lunedì l’Ala rosa, il reparto di Chirurgia Senologica del Carlo Poma. Da marzo 2020, per rispondere alle esigenze dell’emergenza Covid, l’attività è continuata all’interno della struttura di Ostetricia e Ginecologia. Ora si torna alla collocazione originaria – terzo piano, blocco A – con 4 medici dedicati, 5 posti letto di cui 3 ordinari e 2 in day surgery.

Le sedute operatorie all’ospedale di Mantova sono da tempo 4 alla settimana, alle quali si aggiungono – con ripresa lo scorso agosto – due o tre sedute al mese nel presidio di Pieve di Coriano, effettuate sempre dagli specialisti del Poma, guidati dal responsabile Massimo Busani. A Pieve di Coriano si effettuano interventi ricostruttivi, che completano percorsi oncologici iniziati a Mantova, dove si concentra invece la chirurgia neoplastica.

L’attività si conferma in crescita ed è proseguita a pieno ritmo anche durante il periodo pandemico. A partire dal 2019, anno di apertura dell’ala rosa con una sala operatoria e un medico aggiuntivi, i numeri hanno registrato un incremento: 492 interventi e 335 nuovi tumori operati nei primi 10 mesi del 2021, rispettivamente il 32 e il 34 per cento in più rispetto al 2020 (373 e 250, 9 e 6 per cento in più rispetto al 2019). Gli interventi per patologie benigne sono stati 64 fino a ottobre 2021.

I tempi d’attesa in ambito oncologico si sono ridotti, rientrando negli standard richiesti da Regione Lombardia, come spiega il responsabile della struttura Massimo Busani: “Dobbiamo invece recuperare gli interventi per patologie benigne, rimasti in sospeso durante le fasi più critiche della pandemia, e speriamo di farlo rapidamente. Oltre ai numeri citati c’è da aggiungere anche una discreta quota di pazienti con neoplasia mammaria, circa il 10-12 per cento, che si sta sottoponendo alla chemioterapia preoperatoria, come previsto dai più recenti protocolli ”.

Il numero dei tumori individuati e trattati è aumentato grazie a una buona organizzazione, allo screening e all’approccio multidisciplinare, che consente una diagnosi precoce e una gestione più efficace della malattia: “Purtroppo durante l’emergenza, a causa del blocco di molte attività, si è assistito in varie occasioni a un ritardo diagnostico. Abbiamo riscontrato formazioni tumorali piuttosto avanzate, proprio perché le pazienti non si sono sottoposte alla mammografia. Si rinnova pertanto l’invito alle donne a tornare regolarmente e periodicamente ad eseguire la mammografia, o in screening o di tipo clinico “.

Lo specialista sottolinea l’importanza della collaborazione fra i professionisti delle diverse strutture aziendali che fanno capo alla Breast Unit: “La nostra forza è questa impostazione del lavoro, testimoniata dalle riunioni settimanali multidisciplinari alle quali partecipano gli specialisti coinvolti nel percorso diagnostico-terapeutico e durante le quali vengono discussi tutti i casi clinici, prendendo decisioni collegiali. Per favorire il collegamento fra i vari specialisti sarà inoltre introdotta a breve, grazie a un bando specifico, la figura professionale del case manager, un infermiere che si occupa in modo trasversale degli aspetti organizzativi”.

CHIRURGIA TORACICA E VASCOLARE

Procede il Piano di ripresa di ASST anche in altri ambiti chirurgici, con posti letto aggiuntivi per le degenze dei pazienti. A partire dal 9 novembre, all’ospedale di Mantova, la Chirurgia Toracica passerà da 8 a 10 posti letto e la Chirurgia Vascolare da 6 a 8 posti letto.

redazione@oglioponews.it

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