Salute
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Crescita contagi, Villa (Ats):
"Puntare su terza dose"

Basti pensare che ora in provincia di Cremona la media è di 25-30mila tamponi alla settimana, 4-5mila al giorno, mentre prima erano 2.500, massimo 3mila in alcune giornate. Ovviamente, evidenzia il medico, incide anche l’inizio del freddo e il fatto che si vive un po’ di più al chiuso.

La crescita dei contagi sul territorio, come nel resto della Lombardia, impone un’attenzione particolare da parte delle istituzioni sanitarie, sebbene si tratti per lo più di un fenomeno atteso, legato soprattutto all’aumento del numero dei tamponi e alle temperature.

“Stiamo attenti e vigili” commenta Marco Villa, direttore dell’Osservatorio epidemiologico dell’Ats Val Padana. “I numeri in valore assoluto non sono ancora preoccupanti, anche se la velocità di crescita ora è un po’ superiore”. Aumento registrato soprattutto da metà di ottobre, “quando l’obbligatorietà del Green Pass sui luoghi di lavoro ha portato a una crescita importante del numero dei tamponi, e con essi sono aumentati ovviamente anche i riscontri di casi positivi”.

Basti pensare che ora in provincia di Cremona la media è di 25-30mila tamponi alla settimana, 4-5mila al giorno, mentre prima erano 2.500, massimo 3mila in alcune giornate. Ovviamente, evidenzia il medico, incide anche l’inizio del freddo e il fatto che si vive un po’ di più al chiuso.

Tuttavia è ancora difficile dire se si va incontro al rischio di tornare in zona gialla: “Molto dipenderà dall’andamento delle vaccinazioni. Le prime dosi vanno a rilento perché siamo quasi al 90% di soggetti vaccinati con almeno una dose, mentre fortunatamente stanno aumentando le prenotazioni della terza, perché è noto che l’efficacia del vaccino dopo alcuni mesi tende a calare e quindi è necessario il booster per tornare a una protezione efficace. In ogni caso, sappiamo che a distanza di tempo il vaccino continua a proteggere comunque contro le forme più gravi”.

Un meccanismo che i cittadini iniziano ad assimilare, come dimostrano i numeri: “Ieri ci sono state 2.300 prenotazioni” continua Villa. “Cifre in crescita, considerando che fino a fine ottobre erano massimo 300 al giorno e da inizio novembre si era sui 1000 al giorno”. Ma c’è ancora chi prenota la prima dose: mediamente le somministrazioni sono 100 al giorno, segno che qualche irriducibile si sta convincendo ad aderire alla campagna. D’altro canto sull’andamento dei contagi incide anche la fascia d’età per cui ancora non è prevista la somministrazione del vaccino, quella tra gli 0 e gli 11 anni, che ha “il tasso di incidenza più alto, oltre il 50% in più rispetto alle altre fasce di età” spiega ancora il medico.

Intanto l’andamenro dei ricoveri rimane abbastanza regolare: per il momento in Ats ValPadana (Cremona e Mantova) sono 40 complessivamente i ricoverati di cui uno in terapia intensiva, e la metà sono vaccinati. “Detto così sembra che il vaccino non funzioni, ma in realtà i vaccinati son il 90% della popolazione, quindi è chiaro come il virus incida molto più nella fascia dei non protetti. Senza contare che i ricoverati sono soprattutto anziani e fragili, più soggetti a necessitare di ricovero in caso di malattia. E’ comunque dimostrato che l’efficacia del vaccino contro l’ospedalizzazione è attorno al 90%” conclude Villa.

Laura Bosio

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