Cronaca
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Luca Zanichelli, il senso del
Natale in una lettera ai cittadini

Idealmente, impegnamoci tutti assieme creando quotidianamente le condizioni nel nostro bellissimo piccolo paese, che la tavola allestita a Natale, sia quotidianamente allestita con tutti i valori ad essa connessi. Per il futuro dobbiamo avere come auspicio per la nostra comunità: “il fare le cose assieme, condividerle, dialogare, solo in questo modo riusciremo a crescere come comunità unità ”

Una lettera. Sembra strumento d’altri tempi, atto gentile che ormai non si usa quasi più. E invece c’è chi ne utilizza ancora la formula. E’ con una lettera che il primo cittadino di Rivarolo del Re Luca Zanichelli si rivolge ai suoi cittadini, tutti i cittadini, per gli auguri di Natale. In un ideale abbraccio – di questi tempi in cui anche l’abbraccio permane atto da non compiersi – a tutti. Scrive con la sua solita, grande, sensibilità. Da amico, padre, familiare. Questo il testo del suo messaggio:

Carissimi concittadine e concittadini, desidero porgere a ciascuno di Voi i miei migliori Auguri.

In tutte le culture la festa è l’occasione per “vivere insieme” un evento, una memoria, un’appartenenza, una speranza condivisa.

Per cristiani e non cristiani queste feste natalizie offrono l’occasione a quanti si sentono legati da sentimenti affettivi di “stare insieme”. Natale rimane così nel sentimento di moltissimi uomini e donne la festa in cui si celebra l’amore.

Certo, non sempre e non nello stesso modo, perché gli eventi della vita possono oscurare la festa o impedire di assaporarla in modo pieno, ma non appena la data si avvicina, nel cuore si fa strada la domanda: “Con chi vivrò quei giorni? con chi condividerò il pranzo di festa? con quali piatti allieterò la tavola?”. Sappiamo fin troppo bene che le feste natalizie oggi, segnate dalle esigenze del consumismo, sono percepite come occasioni per scambiarsi doni in una società opulenta e, seppure in crisi, incapace di sobrietà e portano con sé abitudini che fanno ripetere gesti e parole magari svuotati di passione.

Eppure dobbiamo riconoscere che restano un’occasione per “vivere insieme” qualcosa: davvero la ragione profonda permane non sconfitta in queste feste: è lo “stare insieme”.

Sentiamo questo bisogno nonostante lo sfilacciamento della vita sociale, l’individualismo dominante che ammorba l’esistenza, la diffidenza e la paura dell’altro che ormai minaccia anche la vita familiare. Trovarsi insieme, aprire almeno per un giorno la casa ad altri che abitualmente non vivono con noi ma a cui vogliamo bene, cercare di contraddire la solitudine, l’isolamento cui sovente sembriamo condannati dalla vita di oggi: questo può essere il Natale.

In questo senso, elemento essenziale è la convivialità attorno alla tavola, luogo straordinario di umanizzazione, di ascolto reciproco, di scambio della parola, luogo dove dire “sì” alla vita con le sue fatiche, le sue sofferenze, le sue gioie e le sue speranze.

Abbiamo bisogno di questo “sì”, di dire “grazie” e vivere la gratitudine verso la terra, verso gli altri, verso Dio se credenti, e di dirlo “insieme” cercando una gioia comune, condivisa. Perché sia conviviale, la tavola va preparata innanzitutto con la volontà precisa di invitare qualcuno a condividere il cibo che prepariamo: i parenti, ma anche gli amici, ma anche qualcuno che rischierebbe di fare Natale da solo o in una situazione che non potrebbe renderlo contento.

A tavola sono tutti sono uguali, con le stesse possibilità di prendere cibo e di intervenire con la parola: bambini e anziani, uomini e donne, invitanti e invitati. L’uno parla, l’altro ascolta mentre si mangia: parole che si intrecciamo fino a spegnere ogni diffidenza. E qui occorre l’arte di chi presiede la tavola: l’arte del favorire l’esprimersi di tutti, del disinnescare i rapporti di forza, del contenere con delicatezza i chiacchieroni, dello stimolare i più timidi; l’arte di creare quel clima festoso in cui possono spegnersi i ricordi non buoni, gli antichi contrasti, i rancori taciuti.

Così si scoprono gli altri e li si conosce di più. La convivialità è terreno fertile per esercitarsi in rapporti affettivi che diano gusto alla vita, che ci rallegrino nella faticosa quotidianità che appesantisce tanti nostri giorni. Questo clima non dovrebbe però limitarsi solo al pranzo di Natale!!

Idealmente, impegnamoci tutti assieme creando quotidianamente le condizioni nel nostro bellissimo piccolo paese, che la tavola allestita a Natale, sia quotidianamente allestita con tutti i valori ad essa connessi. Per il futuro dobbiamo avere come auspicio per la nostra comunità: “il fare le cose assieme, condividerle, dialogare, solo in questo modo riusciremo a crescere come comunità unità ”!!

Buon Natale a tutti Voi Cari Brugnolesi, Rivarolesi, Villanovesi: donne e uomini;

Buon Natale a tutti i nostri Giovani, speranza per il futuro;

Buon Natale ai Bambini che sono la nostra più grande ricchezza e gioia;

Buon Natale agli Anziani, custodi delle nostre radici e di una memoria storica che è insegnamento di vita;

Buon Natale ed un grazie sincero alle Associazioni e al Volontariato locale, alla Protezione Civile per il loro contributo al funzionamento dei servizi a favore della comunità;

Buon Natale alla Parrocchia, ai ​ sacerdoti Don Giuseppe e Padre Francesco per la loro collaborazione e la loro Preghiera;

Buon Natale a tutti i Consiglieri Comunali, ai Dipendenti del Comune, ai Professionisti collaboratori ​ per aver svolto il proprio ruolo con professionalità e senso di responsabilità;

Buon Natale​ alle Forze dell’Ordine per il costante lavoro di controllo ed assistenza;

Buon Natale a tutti i Medici e Operatori Sanitari impegnati in prima linea contro questo nemico invisibile che ancora dobbiamo definitivamente debellare;

Buona Natale a chi ha nel cuore il dolore per la perdita di un proprio caro e a chi sta lottando contro la malattia, a loro va il mio personale abbraccio e il calore di tutta la comunità.

Buon Natale dal Vostro Sindaco Zanichelli Luca“.

redazione@oglioponews.it

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