Salute
Commenta

Covid, Cavalli: "Ora più casi in età
pediatrica, ma meno impattanti"

Un altro grande problema riguarda anche l’aspetto psicologico: “Oggi l’agenda di un ragazzino prevede una settimana piena di impegni: trovarsi in lockdown è stato devastante, ora si è trovato un po’ di bilanciamento. Anche la Dad è stato un grosso problema”.

Ospite nel salotto di Ore 12, il dottor Claudio Cavalli, primario di Pediatria a Cremona, ha parlato della situazione Covid tra bambini e adolescenti: “Questa nuova ondata di Covid ha colpito molto l’età pediatrica, c’è stata come una escalation: nelle prima quasi nulla nei bambini e molto tra gli anziani, poi piano piano sono venute avanti interessando altre età”.

“Nell’autunno 2020 – ha aggiunto – abbiamo avuto meno casi, ma più impattanti come difficoltà di gestione, mentre oggi – pur con un ampio interessamento in questa fascia di età – abbiamo situazioni più facilmente gestibili, diciamo abbastanza ‘ordinarie’”.

Un altro grande problema riguarda anche l’aspetto psicologico: “Oggi l’agenda di un ragazzino prevede una settimana piena di impegni: trovarsi in lockdown è stato devastante, ora si è trovato un po’ di bilanciamento. Anche la Dad è stato un grosso problema”.

Cavalli ha anche sottolineato l’importanza del vaccino: “C’è una ritrosia in generale che noi addetti ai lavori non riusciamo a comprendere. Nella seconda metà del secolo scorso siamo stati riempiti di vaccinazioni: se va fatta per altre patologie perché non per il Covid. Probabilmente c’è stato qualche disguido a livello comunicativo di fronte a una pandemia – perché tale è e non un’epidemia – che non si vedeva da un secolo”.

“Non si capisce – ha concluso – tutta questa ostilità: non c’è differenza statistica con le miocarditi o le altre complicazioni tra la popolazione vaccinata e quella in generale. Il vaccino è stato protettivo e va fatto. Cremona ha risposto bene: i dati sono in linea con quelli della Lombardia che è una delle regioni con il più alto impatto vaccinale considerando tutte le età. Come si sa i coronavirus sono una famiglia di virus: quel che vorremmo è che questo si manifesti in una maniera simil influenzale”.

redazione@oglioponews.it

© Riproduzione riservata
Commenti