Cronaca
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San Martino, dai lavori del Navarolo
ecco una eccezionale scoperta

Alessio Renoldi Sindaco del Comune di San Martino dall’Argine aggiunge: “È stata una sorpresa e anche un’emozione vedere quelle tombe sepolte da circa 1.500 anni nei terreni di San Martino. Sono preziosissimi pezzi di storia che confermano insediamenti molto antichi dei nostri territori". GUARDA LA FOTOGALLERY E IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

Nell’ultimo mese, i lavori del Consorzio di Bonifica Navarolo Agro Cremonese Mantovano per la “conversione della rete pensile per irrigazione a gravità in rete tubata per irrigazione a pioggia bacino irriguo alimentato dal fiume Oglio – 1° lotto funzionale – 1° stralcio esecutivo” (finanziati dal MIPAAF nel PSRN 2014-2020), che hanno interessato alcuni tratti dei Comuni delle province di Mantova e Cremona, hanno portato alla luce chiari indizi di una stabile frequentazione antica nelle campagne ad est di San Martino dall’Argine. Già le indagini preliminari, seguite nel corso del 2020 da SAP Società Archeologica S.R.L., avevano evidenziato un alto potenziale archeologico nella zona, poi confermato dagli scavi lungo il tracciato della canalizzazione.

L’area oggetto dei ritrovamenti coincide con un lembo di terrazzo del fiume Oglio, un luogo in antico naturalmente favorevole all’insediamento. Lungo una fascia di circa 350 m sono emerse 11 tombe, delle quali tre con copertura cosiddetta “alla cappuccina”, formate da mattoni sesquipedali disposti a doppio spiovente a copertura del defunto, in quattro nuclei apparentemente separati, distanti fra loro alcune decine di metri.

Le sepolture ad inumazione hanno restituito individui adulti, ma anche alcuni bambini. L’assenza completa di elementi di corredo rende al momento arduo esprimersi circa la loro collocazione cronologica, tuttavia il ricorso ad elementi laterizi di reimpiego nelle tombe più strutturate, forse provenienti da un vicino insediamento di età romana, potrebbe portare ad ipotizzare un inquadramento in età alto medievale. Tale ipotesi sarebbe avvalorata anche dal ritrovamento di alcune buche pertinenti ad edifici lignei, nonché a tracce di canali antichi, che stanno restituendo frammenti ceramici e di pietra ollare.

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Dagli scavi sono emerse anche sporadiche tracce di frequentazione preistorica dell’area, attestata dalla presenza di un pozzetto di scarico con minuti frammenti ceramici ad impasto, che confermano il recupero di selce nel corso delle indagini preliminari del 2020.

Gli scavi, ancora in corso, sono stati affidati alla ditta SAP Società Archeologica S.R.L., sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona, Lodi e Mantova. I dati emersi contribuiranno certamente ad aggiungere nuovi tasselli per una maggiore conoscenza della storia di San Martino dall’Argine, ma rivestono altresì grande interesse scientifico per la ricostruzione delle dinamiche del popolamento antico nel territorio mantovano, per un periodo, quello alto medievale, ancora scarsamente conosciuto.

Il presidente del Consorzio Belletti Guglielmo ricorda a tal fine che “Il Consorzio di bonifica Navarolo lavora nel e per il territorio dell’Oglio Po e non può essere che soddisfatto nell’aver recuperato questi importanti frammenti della nostra storia”.

Alessio Renoldi Sindaco del Comune di San Martino dall’Argine aggiunge: “È stata una sorpresa e anche un’emozione vedere quelle tombe sepolte da circa 1.500 anni nei terreni di San Martino. Sono preziosissimi pezzi di storia che confermano insediamenti molto antichi dei nostri territori e non possono far altro che suscitare ulteriore curiosità sulle origini del nostro paese. Ovviamente cercheremo di valorizzare al meglio questo scoperte e quando sarà possibile metteremo a disposizione dei cittadini quante più informazioni possibili. Spero anche che ulteriori indagini possano far emergere nuovi frammenti di storia e di conoscenza del comune”.

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