Cronaca
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Andrea Devicenzi, nuova sfida, a
luglio il giro d'Islanda in bicicletta

Andrea è pronto. Forse non ancora con i muscoli, che vanno preparati e rodati. Ma con la testa e con il cuore lo è da sempre. Pronto ad affrontare la nuova sfida e vincerla. Per se stesso, per star bene e per poi raccontare che ognuno di noi può lanciarsi qualche sfida e vincerla, se ci crede davvero

Una nuova sfida, in una terra primordiale, terra di ghiacci, di solitudini, di tempo che cambia all’improvviso e di vulcani. Una sfida, come sempre, con se stesso. 2200 chilometri con 13 mila metri di dislivello, tanti ai bordi dell’oceano. Dal 9 al 31 luglio l’atleta paraolimpico e motivatore Andrea Devicenzi sarà impegnato nel giro dell’Islanda. Un esperienza in solitaria a bordo della sua bicicletta, seguito solo da un furgone e due amici. Tenda e sacco a pelo e tanta voglia di conoscere, di conoscersi e di raccontare.

“Imbarcherò furgone e bici in Danimarca, arriverò in Islanda e poi partirò da Reykjavik. Circumnavigherò l’intera isola, 16 tappe per 1800 chilometri. Sarà un viaggio alla scoperta e al superamento di nuovi limiti, che porta con sé ancora una volta la metafora di vita del percorrere questo lungo viaggio un chilometro alla volta, una pedalata alla volta. Affronterò le difficoltà e le supererò”. Con i muscoli ma, per come ci ha abituato, quando i muscoli entreranno in riserva, con la testa e sempre col cuore. Proprio in questo senso rientra il discorso degli incontri previsti sul percorso.

In Islanda vivono circa 5 mila italiani. Hanno aperto un’attività, hanno iniziato una nuova vita in un paese che non è ospitale per come siamo abituati noi italiani. Io andrò via in luglio, quando le ore di buio saranno solo 4 nelle 24 ore. Ma si pensi solo all’opposto, quando la gran parte della giornata non c’è luce. Ascolterò, come sempre, le storie di chi incontro, mi fermerò dove posso mettere giù la tenda e poi ripartirò. Lunghe strade desolate mi attendono, vaste distese di erba basse e la vegetazione costituita dalla tundra. Tutto questo farà da contorno e da sfondo alle lunghe ore in bici, tra pensieri e tanta fatica. In un anno in cui si parla molto di inclusività, nell’anno post covid tento un’impresa che credo nessun atleta paraolimpico abbia mai realizzato“.

C’è molto della filosofia di Andrea nei suoi pensieri. Mentre ci racconta il viaggio che ancora deve fare gli occhi gli brillano. Con la testa è già partito: ha già iniziato la preparazione che lo porterà ad essere al top a luglio: allenamento, fisico e mentale, alimentazione, programmazione. Ma anche quel po’ di irrazionale che lo ha sempre spinto. “Come ogni viaggio fatto, come ogni sfida portata a termine, c’è un programma ma sono sempre pronto a raccogliere l’inaspettato“. Ogni sera, dopo aver piantato la tenda, con le dirette racconterà quello che ha visto, quel che ha conosciuto. E’ una macchina sempre ben pensata Andrea, ma è anche un eterno bambino, sempre pronto a stupirsi e ad emozionarsi. L’Islanda non è una terra semplice, puoi passare ore senza incontrare anima viva, puoi sentirti smarrito negli infiniti silenzi. Le temperature cambiano in maniera repentina, i cieli cambiano all’improvviso regalandoti soli caldi evento freddo e pioggia.

“Mi è sempre piaciuto raccogliere nuove sfide. Mi interessa incontrare la gente del luogo, e mi interessa anche confrontarmi con chi dall’Italia si è trasferito lì. Voglio capire, ho tanta voglia di ascoltare. Vi racconterò giorno per giorno come è andata e scatterò foto che poi mi serviranno per il prossimo libro in cui racconterò questa esperienza. Esperienza che entrerà anche nel mio prossimo giro formativo. Avrò con me due amici che mi seguiranno in furgone, ma avremo modo di parlarne perché sto definendo anche altri progetti in Islanda. Uno, vi posso dire, riguarderà l’energia“.

Andrea è pronto. Forse non ancora con i muscoli, che vanno preparati e rodati. Ma con la testa e con il cuore lo è da sempre. Pronto ad affrontare la nuova sfida e vincerla. Per se stesso, per star bene e per poi raccontare che ognuno di noi può lanciarsi qualche sfida e vincerla, se ci crede davvero.

Nazzareno Condina (Fotoservizio Islanda: N.C.)

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