Cronaca

San Daniele Po, cimitero
di pneumatici a Ca' Granda

Di certo sarebbe stato più facile effettuare indagini se, nemmeno tanti anni fa, i soliti incravattati dal deretano piatto, pelato e sporco (benpensanti e moralisti leggano sempre “politici”), una volta saliti al Governo, non avessero eliminato (dopo esserci riempiti la bocca di belle parole sulla sicurezza), con un colpo secco, la flotta navale dei carabinieri di Cremona...

Un “cimitero” di pneumatici a cielo aperto. E’ deprimente, oltre che scandalosa, la situazione che si può osservare, in questo periodo, lungo lo spiaggione di Ca’ Granda, nel territorio di San Daniele Po. Decine e decine di pneumatici usati, gettati nel fiume, sono oggi inermi, e in piena vista, sulla grande barra fluviale, luogo per altro particolarmente suggestivo e pittoresco, nonché teatro di numerosi e importanti ritrovamenti che oggi compongono quella straordinaria raccolta, unica nel suo genere, del Museo Paleoantropologico del Po di San Daniele Po. Purtroppo la magra del fiume ha messo in evidenza anche questo, la presenza di un quantitativo notevole di pneumatici. Non è la prima volta e, soprattutto, non è l’unico luogo a fare le spese con questa situazione. E’ così anche sugli spiaggioni di Zibello, di Stagno Lombardo, di Polesine Parmense, di Stagno di Roccabianca e di Motta Baluffi. Con buona pace delle tante politiche che, da anni, vengono instancabilmente portate avanti per la difesa dell’ambiente e per ridurre l’inquinamento del nostro fiume; con buona pace delle regole riguardanti lo smaltimento dei rifiuti speciali (gli pneumatici sono tali); con buona pace del vivere civile, della correttezza e della legalità. Chi scarica, da anni, e non da ieri, pneumatici nel fiume, è un delinquente. Non esistono, e non devono esistere, mezze parole, né giri di parole. Chi si macchia di questo reato (che è tale a tutti gli effetti) rendendosi colpevole di un grave pesante danno all’ambiente, aggravato dal fatto che l’area del medio Po ha ottenuto il riconoscimento di Riserva Mab Po Grande Unesco, è un criminale. Questa situazione deve finire. La gente del Po deve fare la sua parte: è sperabile che, approfittando del momento storico di eccezionale magra del fiume, si organizzino giornate comuni, capaci di coinvolgere il numero più elevato possibile di volontari delle due sponde (indipendentemente dalle appartenenze territoriali), per andare a bonificare il letto del Po dalla presenza di questa elevata quantità di pneumatici (che, va ricordato, a decomporsi ci mettono almeno cinquant’anni). Ma la gente deve fare la sua parte segnalando senza esitazione, senza sosta e senza timore, qualsiasi movimento sospetto. Ed è necessario, infine, che si indaghi sulla provenienza (evidentemente da monte) di tutti questi pneumatici, individuando i responsabili degli scarichi e applicando nei loro confronti tutte le sanzioni e le denunce possibili ed immaginabili. Per la tutela e il bene del nostro fiume, del suo ambiente e delle sue eccellenze. Di certo sarebbe stato più facile effettuare indagini se, nemmeno tanti anni fa, i soliti incravattati dal deretano piatto, pelato e sporco (benpensanti e moralisti leggano sempre “politici”), una volta saliti al Governo, non avessero eliminato (dopo esserci riempiti la bocca di belle parole sulla sicurezza), con un colpo secco, la flotta navale dei carabinieri di Cremona…

Eremita del Po, Paolo Panni

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